Tolerância de Ponto in Portogallo indica un giorno di festa autorizzato. Da chi? Dal governo, dal patronato etc.
Di solito é destinata a quei giorni che non sono dichiaratamente festa nazionale, come per esempio il pomeriggio del 24 e 31 Dicembre e il pomeriggio del Giovedí Santo, ma che in qualche modo sono concessi ai lavoratori da sempre (o quasi). Per alcuni lavoratori rimane comunque un' entitá mitologica, metá pacchia metá no, perché non l'hanno mai vista e forse non ci credono neanche che esista.
La prossima settimana il Papa sará in visita in Portogallo. Arriva l'11 e se ne va il 14.
Qualche giorno fa sono passata in Praça Marquês de Pombal, cuore di Lisbona, una rotonda gigantesca circondata da palazzi. Uno di questi palazzi era completamente tappato da un enorme, direi ciclopico manifesto che annuncia la visita del Papa.
Il 13 Maggio, proprio in occasione della visita del Papa il governo ha decretato la Tolerância de Ponto per i funzionari pubblici. In realtá la Tolerância é estesa al pomeriggio dell'11 per la zona di Lisbona e la mattina del 14 per la zona di Porto, giorni in cui il Papa celebrerá la messa nelle rispettive cittá. La prossima settimana insomma si ferma un paese per la visita di un capo di stato.
Domanda 1: ma questo non era il paese a rischio fallimento? Quello con le chiappe all'aria? Quello che insomma basta che si tiri la catenella e vai giú che vai? Dov'é la necessitá di fare festa? Di non lavorare? Ma dico, stiamo scherzando?
Domanda 2: considerando il numero enooooooorme di funzionari pubblici di cui "gode" il Portogallo, ci sará posto per tutti a Fátima il 13? E no, perché io li immagino giá tutti in pellegrinaggio verso Fátima, tutti lí ansiosi di vedere il Papa e poi nisba, niente da fare, si torna a casa, perché non c'é posto per tanta gente.
Ma stesseme pazzianne?
Tu, Governo, non ti pigli scuorno?
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07 maggio 2010
10 dicembre 2009
Ecchime!
Scusate la latitanza, ma é un periodo abbastanza indaffarato!
La settimana dopo il mio compleanno sono stata impegnata in una fiera per lavoro. La ditta dove lavoro ha partecipato con uno stand e noi eravamo tutti lí. Tre giorni di gonna e tacco alto, di visite di Clienti e soprattutto del capo-capissimo che sta in Spagna e che per l'occasione ci ha visitato.
Il primo giorno di fiera dovevamo andarlo a prendere all'aereporto io e un collega. Come sapete vivo fuori Lisbona e a Lisbona arrivo in autobus. Quel giorno non potevo proprio fare tardi e ho fatto tutte le preghiere e macumbe del caso perché non succedesse niente. E invece sapete che succede? Una cosa surreale che non posso non raccontare :)
Eravamo in una rotonda molto trafficata. L'autobus sta nella sua corsia e incomincia a fare la rotonda. Si infilza un auto da chissá dove e l'autobus deve frenare. Da questo momento in poi e per circa 500 metri é un escalation di insulti tra conducente dell'autobus e automobilista fino a culminare in una schiocchezza che spero costi cara all'automobilista.
La macchina si mette davanti all'autobus e non lo lascia passare. Avanza, frena, avanza, frena. L'autobus cerca di cambiare corsia e l'automobilista si mette davanti. Avanza, frena, avanza, frena. A questo punto il conducente dell'autobus non ci vede piú, ferma l'autobus in mezzo alla strada (anche perché l'altro deficiente non lo lasciava passare) e gli grida di scendere dalla macchina. Il conducente dell'autobus é un metro e novanta di uomo, spalle larghe, faccia da mastino... Incominciano ad insultarsi proprio lí, in mezzo alla strada, scende anche una passeggera, mia vicina che in un'altra vita di sicuro é stata una pescivendola, che si unisce al coro.
Un autobus pieno di gente, tutti increduli. Io che volevo scendere perché non volevo arrivare tardi all'aereoporto.
Prima che la situazione degenerasse peró all'improvvisso scende dall'autobus un pezzo di donna,
si avvicina all'automobilista, mostrandogli il distintivo e chiedendo i documenti. L'automobilista in questione, che doveva avere si e no 22 anni, quando ha visto l'ispettrice e il distintivo ha capitolato... Stava per provocare un incidente, ha intralciato il traffico per giunta in una zona con molto movimento, ha occupato corsie esclusive dei mezzi pubblici e con un autobus pieno di testimoni e un agente dell'autoritá. Si puó essere piú stupidi e irresponsabili?
Comunque in tutto questo é stato fortunato, il conducente dell' autobus-mastino avrebbe potuto spaccargli la faccia, ma si é trattenuto, era in servizio...
Per la cronaca comunque sono arrivata in orario :)
La settimana dopo il mio compleanno sono stata impegnata in una fiera per lavoro. La ditta dove lavoro ha partecipato con uno stand e noi eravamo tutti lí. Tre giorni di gonna e tacco alto, di visite di Clienti e soprattutto del capo-capissimo che sta in Spagna e che per l'occasione ci ha visitato.
Il primo giorno di fiera dovevamo andarlo a prendere all'aereporto io e un collega. Come sapete vivo fuori Lisbona e a Lisbona arrivo in autobus. Quel giorno non potevo proprio fare tardi e ho fatto tutte le preghiere e macumbe del caso perché non succedesse niente. E invece sapete che succede? Una cosa surreale che non posso non raccontare :)
Eravamo in una rotonda molto trafficata. L'autobus sta nella sua corsia e incomincia a fare la rotonda. Si infilza un auto da chissá dove e l'autobus deve frenare. Da questo momento in poi e per circa 500 metri é un escalation di insulti tra conducente dell'autobus e automobilista fino a culminare in una schiocchezza che spero costi cara all'automobilista.
La macchina si mette davanti all'autobus e non lo lascia passare. Avanza, frena, avanza, frena. L'autobus cerca di cambiare corsia e l'automobilista si mette davanti. Avanza, frena, avanza, frena. A questo punto il conducente dell'autobus non ci vede piú, ferma l'autobus in mezzo alla strada (anche perché l'altro deficiente non lo lasciava passare) e gli grida di scendere dalla macchina. Il conducente dell'autobus é un metro e novanta di uomo, spalle larghe, faccia da mastino... Incominciano ad insultarsi proprio lí, in mezzo alla strada, scende anche una passeggera, mia vicina che in un'altra vita di sicuro é stata una pescivendola, che si unisce al coro.
Un autobus pieno di gente, tutti increduli. Io che volevo scendere perché non volevo arrivare tardi all'aereoporto.
Prima che la situazione degenerasse peró all'improvvisso scende dall'autobus un pezzo di donna,
si avvicina all'automobilista, mostrandogli il distintivo e chiedendo i documenti. L'automobilista in questione, che doveva avere si e no 22 anni, quando ha visto l'ispettrice e il distintivo ha capitolato... Stava per provocare un incidente, ha intralciato il traffico per giunta in una zona con molto movimento, ha occupato corsie esclusive dei mezzi pubblici e con un autobus pieno di testimoni e un agente dell'autoritá. Si puó essere piú stupidi e irresponsabili?
Comunque in tutto questo é stato fortunato, il conducente dell' autobus-mastino avrebbe potuto spaccargli la faccia, ma si é trattenuto, era in servizio...
Per la cronaca comunque sono arrivata in orario :)
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03 settembre 2009
Rabbrividiamo!
Nello scorso fine settimana sono stata con un'amica che non vedevo da qualche tempo. Era contenta perché era riuscita ad affittare una casa che é sua, ma che per motivi personali ha dovuto lasciare.
Parlandomi dei nuovi inquilini mi ha detto che la donna le ispira fiducia, persona seria e lavoratrice. Il marito di lei peró é un incubo. E con incubo intento un distillato di maschilismo puro elevato all'ennesima potenza grazie a un figlio di sette anni che, vedendo la madre pronta per uscire, vestita con short e maglietta ha sentenziato:«Ma dove pensi di andare conciata cosí?». La mia amica era presente, ha visto una donna normalissima (per intenderci nessun zoccola-style). Il marito ha poi detto alla mia amica:«Sa, bisogna controllarla e quando non ci sono io a questo servono i figli».
E io che pensavo che i figli fossero piezz 'e core...
Parlandomi dei nuovi inquilini mi ha detto che la donna le ispira fiducia, persona seria e lavoratrice. Il marito di lei peró é un incubo. E con incubo intento un distillato di maschilismo puro elevato all'ennesima potenza grazie a un figlio di sette anni che, vedendo la madre pronta per uscire, vestita con short e maglietta ha sentenziato:«Ma dove pensi di andare conciata cosí?». La mia amica era presente, ha visto una donna normalissima (per intenderci nessun zoccola-style). Il marito ha poi detto alla mia amica:«Sa, bisogna controllarla e quando non ci sono io a questo servono i figli».
E io che pensavo che i figli fossero piezz 'e core...
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