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25 gennaio 2012

Ah le curve!

Si, si le curve! Quelle che l'autista nano dell'autobus di questa settimana non sa prendere!

Per arrivare a Lisbona durante la settimana uso la "meravigliosa" (ah, ah!) compagnia TST, il Caron Dimonio di quelli che abitano dall'altra parte del fiume. Sulla logistica non mi posso lamentare. Fermata quasi sotto casa, arrivo a Gare do Oriente in una quarantina di minuti, una fermata di metro e sono al lavoro. Sul servizio peró ce ne sarebbero da raccontare. Lunedí scorso per esempio l'autista del mattino ha inteso che doveva alterare il percorso, saltando 3 fermate e rischiando di lasciarmi a piedi. Dico rischiando perché me ne sono accorta, sono corsa dietro l'autobus, ho fatto segnali di fumo, ho lanciato anatemi e quello é tornato indietro. Si é preso un cazziatone, anche perché non ha chiesto manco scusa il cafone, ed un richiamo presso la ditta di trasporti.

Questa settimana, per il ritorno a casa di sera c'é l'autista nano, un tizio che sará alto si e no 1.50 m, cui non piacciono gli adolescenti e le persone di colore e che ha una pessima conduzione! Ogni curva é un attentato allo stomaco.
Ho deciso mi porto una busta, almeno se dalla voglia di vomitare si passa ai fatti sono preparata   :)

01 aprile 2010

Il sosia di Fabio

Se siete delle persone tendenzialmente invidiose vi prego, non andate oltre. Questo é un post a rischio di rosico :)

Ieri é stata una bella giornata. Come ho piú volte detto abito fuori Lisbona. Una ventina di chilometri da Lisbona, forse neanche tanto, ma una differenza in ambiente, tranquillitá e condizioni non indifferente. Io praticamente abito in campagna.

Ditemi una cosa: a voi, che vi servite dei mezzi pubblici, é mai capitato di prendere l'autobus e godervi lo spettacolo di un cavallo vicino alla fermata? No perché a me si.
Ieri mattina, mentre aspettavo l'autobus, alla fermata, proprio dietro di me nel terreno vicino, c'era un puledro che, appena mi ha visto arrivare si é avvicinato, mi ha guardata e ha fatto quel BRRRRR che fanno i cavalli. Il puledro bellissimo tutto nero, pareva Furia cavallo del west, ha visto l'autobus arrivare si é allontanato un pó, ma quando mi ha visto salire su di esso, si é riavvicinato e mi ha guardata, come a dire:«Ma che fai, te ne vai?». Io quasi quasi mi sono commossa.

E peró non finisce qui. Immaginate chi stava conducendo l'autobus ieri mattina.

Non potete immaginare, ve lo dico io. Il gemello, separato alla nascita, di Fabio Cannavaro! Tale e quale, forse pure piú bello!

Io volevo pizzicarmi. Un cavallo alla fermata che quasi mi saluta quando me ne vado; il sosia di Fabio Cannavaro come conducente dell'autobus. Pensavo di essere ancora a letto a sognare.
Superfluo dire che mi sono seduta al posto immediatamente dietro al conducente, quello dove puoi vederlo dallo specchio. E mica tutti i giorni si presenta questo spettacolo?

Alla sera poi, al suo ritorno a casa, il papá di David fa:«Oggi ho una sorpresa per voi».
Ricordate quando qualche mese fa parlavo della Playstation? A casa nostra, da ieri, é arrivata anche la Wii.

La Wii.

Avete capito bene; anche questa volta gentile premio lavorativo. Mi sono fatta una scaricata a box che non avete idea!

E non vi lamentate, vi avevo avvisato che c'era il rischio di rosico :)

Buona Pasqua a tutti!

08 febbraio 2010

La pazza con l'ombrello nel metró

La settimana scorsa ci sono stati due giorni di pioggia infame! Notevoli e repentine scaricate d'acqua che hanno attentato alla salute delle mie scarpette :)

Giovedí scorso sono uscita all'ora di pranzo. In un'ora volevo pranzare, fare un pó di spesa estremamente necessaria (né, ma si puó rimanere senza frutta e verdura in casa?), portare gli stivali da "motociclista", come li chiamo io, dal calzolaio (siamo ormai inseparabili da tre anni , ma la nostra relazione si sta logorando e quindi abbiamo bisogno urgente di suole nuove!!!), prenotare una visita medica e magari fare anche qualcos'altro che adesso non ricordo.

Lavoro praticamente a 50 mt. da una stazione della metró di Lisbona (si, si, invidiatemi pure!) peró, quando piove, anche io devo portarmi l'ombrello appresso, che vi credete.

Assorta nella mia lista della spesa, nel medico, negli stivali, nei broccoli e arance che dovevo comprare, e nella pioggia infame che si infiltrava nelle scarpe, ho sceso la rampa di scale. Mi sono poi avviata alle scale mobili, che mi hanno portata giú nell'atrio di acesso ai treni.
Ho incrociato lo sguardo degli altri passeggeri che guardavano una pazza con l'ombrello aperto nel metró. Fatto questo che pare porti pure seccia...

Giusto in tempo di passare l'abbonamento ed accorgermi che la pazza con l'ombrello aperto nel metró ero io.

INTERNATEMI!

10 dicembre 2009

Ecchime!

Scusate la latitanza, ma é un periodo abbastanza indaffarato!

La settimana dopo il mio compleanno sono stata impegnata in una fiera per lavoro. La ditta dove lavoro ha partecipato con uno stand e noi eravamo tutti lí. Tre giorni di gonna e tacco alto, di visite di Clienti e soprattutto del capo-capissimo che sta in Spagna e che per l'occasione ci ha visitato.

Il primo giorno di fiera dovevamo andarlo a prendere all'aereporto io e un collega. Come sapete vivo fuori Lisbona e a Lisbona arrivo in autobus. Quel giorno non potevo proprio fare tardi e ho fatto tutte le preghiere e macumbe del caso perché non succedesse niente. E invece sapete che succede? Una cosa surreale che non posso non raccontare :)

Eravamo in una rotonda molto trafficata. L'autobus sta nella sua corsia e incomincia a fare la rotonda. Si infilza un auto da chissá dove e l'autobus deve frenare. Da questo momento in poi e per circa 500 metri é un escalation di insulti tra conducente dell'autobus e automobilista fino a culminare in una schiocchezza che spero costi cara all'automobilista.
La macchina si mette davanti all'autobus e non lo lascia passare. Avanza, frena, avanza, frena. L'autobus cerca di cambiare corsia e l'automobilista si mette davanti. Avanza, frena, avanza, frena. A questo punto il conducente dell'autobus non ci vede piú, ferma l'autobus in mezzo alla strada (anche perché l'altro deficiente non lo lasciava passare) e gli grida di scendere dalla macchina. Il conducente dell'autobus é un metro e novanta di uomo, spalle larghe, faccia da mastino... Incominciano ad insultarsi proprio lí, in mezzo alla strada, scende anche una passeggera, mia vicina che in un'altra vita di sicuro é stata una pescivendola, che si unisce al coro.
Un autobus pieno di gente, tutti increduli. Io che volevo scendere perché non volevo arrivare tardi all'aereoporto.

Prima che la situazione degenerasse peró all'improvvisso scende dall'autobus un pezzo di donna,
si avvicina all'automobilista, mostrandogli il distintivo e chiedendo i documenti. L'automobilista in questione, che doveva avere si e no 22 anni, quando ha visto l'ispettrice e il distintivo ha capitolato... Stava per provocare un incidente, ha intralciato il traffico per giunta in una zona con molto movimento, ha occupato corsie esclusive dei mezzi pubblici e con un autobus pieno di testimoni e un agente dell'autoritá. Si puó essere piú stupidi e irresponsabili?

Comunque in tutto questo é stato fortunato, il conducente dell' autobus-mastino avrebbe potuto spaccargli la faccia, ma si é trattenuto, era in servizio...

Per la cronaca comunque sono arrivata in orario :)

31 luglio 2009

Perdizione e rigatoni al sugo

Rigatoni al sugo:

Qualche giorno fa, con più precisione domenica scorsa a cena, ho preparato rigatoni al sugo.
Dopo una giornata intensa passata in un parco acquatico dove David ha dimostrato di essere mooolto meno fifone della mamma (eh, mica ci vuole assai...) é stato il piatto giusto per recuperare le forze. Ma non solo.
David infatti, con la bocca piena di rigatoni, baffetti al sugo e faccia di soddisfazione mi ha ringraziato per il "delicioso" piatto di pasta. Cito testualmente:«Mammá, 'sta delicioso!».

Perdizione:

Sto cercando di resistere al mercatino che si tiene periodicamente nella Gare do Oriente, stazione che frequento tutti i giorni, passaggio obbligato quindi.
É troppo difficile peró, troppe collanine, troppi anelli, troppe cianfrusaglie! Ho giá fatto spese due volte questa settimana. Se non mi fermo spendo tutto lo stipendio, é una perdizione!
Parola d'ordine: resistere!

Non prima peró di aver comprato una casacca per David che ho visto ieri, di sfuggita :)

02 giugno 2009

Mais uma para a colecção!

Ovvero sia "una in più da aggiungere alla collezione". A cosa mi riferisco? Ma alle figure di pupú ovviamente.

La settimana scorsa ero molto stanca. Tra casa, lavoro e un lavoretto extra di traduzione che ho accettato di fare (peraltro pallosissimo e che ancora non mi é stato pagato... sgrunt!) e che mi ha fatto tirare fino alle 2 di mattina, con sveglia irrimediabilmente alle 6 per tutta la settimana, mi sentivo uno zombie. E soprattutto con un sonno, ma un sonno che non ho ancora effettivamente recuperato.

Como ho giá riferito in altri post vado al lavoro in autobus; l'autobus attraversa il Ponte Vasco da Gama, ve lo avevo giá riferito no? No? E mo 'o sapite!

Qualche giorno fa, tramortita dalla stanchezza, dal sole a battermi in pieno viso e dal rumore dell'autobus (per l'occasione e a causa di un'avaria del mezzo abituale ho viaggiato su un residuato bellico che secondo me s'arricorde a Salazar!) mi sono addormentata prima di entrare nel Ponte.
Un sonno profondo che é durato tutto il viaggio che a me é parso trascorrere in un tempo infinito (che in realtá é durato appena 40 minuti...) e dal quale sono riemersa grazie ad una passeggera, mia vicina, che accortasi che stavo per perdere la fermata mi gridato all'orecchio, stile venditrice di pesce del Mercado da Ribeira:«Ohhhhhhhhhhhhhh, viziiiiiiiinhaaaaaaaaaaaaaaaaa, esta não é a sua paragem???», ovvero sia "Oh vicina, ma questa non é la sua fermata?".

Ovvio che se non stessi dormendo la reazione sarebbe stata abbastanza compassata. In quel momento peró ero in coma e quindi sono balzata sul posto, con la faccia stralunata, rispondendo al grido con un più cavernicolo:«Uh que?!?» afferrando le mie borse, dizionario ciclopico che quel giorno mi accompagnava e giacca e sono uscita dall'autobus tra l'ilaritá delle due ultime signore presenti che sono poi quelle di cui ho giá parlato qualche post fa.

E termino questo post dicendo che quel giorno non so proprio come mi sono ritrovata in casa, non ricordo di aver fatto il tragitto dalla fermata al salotto di casa mia.

La stanchezza gioca brutti scherzi e fa fare anche delle belle figure...

PS: Adesso tutti i giorni la mia vicina, che non é proprio vicina ma abita qualche palazzo piú in lá controlla se sono sveglia quando arriviamo in zona fermata.

30 marzo 2009

Autobus

Uno dei vantaggi del nuovo lavoro é la possibilitá di utilizzare i mezzi pubblici tutti i giorni, nella fattispecie l'autobus che partindo da casa mia (5 minuti a piedi) arriva fino all'ufficio (meno di 10 minuti a piedi o in alternativa metró che ha la fermata a 30 metri dall'ufficio).

Ovvio che spostandomi cosí mi viene servita su un piatto d'argento la possibilitá di osservare i tipi umani che si spostano con i mezzi pubblici. E che tipi!
Ci sono due signore sulla cinquantina che prendono l'autobus alla mia stessa fermata. Signore frizzanti, con la parlantina sciolta ed una lingua tagliente che non risparmia nessun conducente di autobus.
In questi giorni peró mi é capitato di viaggiare su un autobus il cui conducente é peggio delle due signore. Ma peggio assai.
Ne seguono diatribe varie sui temi più vasti (lo stato, le tasse, i ragazzini che a scuola non ci vogliono andare, il Benfica, i soldi che non bastano mai etc.).
Il tutto con molto umorismo, molta sagacitá e nu poche e malalingua :)

Adesso, vi prego, immaginate questa scena. Venerdí scorso, tutti in attesa del week end: entro nell'autobus, saluto e mi siedo. Il conducente, rivolto alle due signore esclama:«É sexta-feira (É venerdí)!» ed alza il volume della radio (viaggio in un autobus con radio, un lusso!) mentre stava andando in onda questa canzone:




Delirio in autobus tra i cinquantenni ed io ho cominciato il venerdí tra le risate.

Nce vò, si, nce vò!

PS: Ma come si fa a non ballare??!?

04 febbraio 2009

Il tempaccio continua

No, no, non sono stata sepolta dai panni da stirare come si potrebbe pensare vista la conclusione dell'ultimo post. Sono stata solo in altre faccende affaccendata.

Il cattivo tempo continua, c'é vento forte oggi e a tratti piove a catinelle. Poco fa sono uscita per una commissione e ad un certo punto il cielo é venuto giù. Fortunatamente mi sono riparata in un portone prima dell'ennesima rottura d'ombrello; c'é stato peró un signore anziano che nella fretta di correre a ripararsi, con l'ombrello ormai sfasciato, é scivolato e non riusciva più a rialzarsi. Lo abbiamo aiutato io ed un passante, mi é sembrato che si fosse fatto male alla mano (rossa e gonfia), ma non ha voluto sentire ragione né ulteriore aiuto. Chissá come sta.

Ieri ero in autobus con David per tornare a casa. La ditta che effettua il servizio nella mia zona ha il terminale presso la stazione di Campo Grande. Campo Grande a Lisbona non é solo una stazione della metropolitana, ma é il terminale di molte ditte di trasporto passeggeri (autobus) che lí hanno le sue fermate.
Diciamocelo pure una fermata ufficiale ce l'hanno tutti gli autobus, meno quelli che servono la mia zona quindi il più delle volte me li devo andare a cercare nel piazzale della stazione. Che poi, voglio dire, hanno avuto il coraggio di mettere un autobus alle 17h30, uno alle 18h15 seguito immediatamente da uno alle 18h30 (un quarto d'ora di differenza!) che se lo perdi devi aspettare le 20h00 (un'ora e mezza di differenza!!!). Ma chi li fa questi orari?

Comunque ieri riuscimmo a prendere quello delle 18h30 ed ebbi modo di constatare la destrezza del conducente. A quell'ora Campo Grande é un groviglio di autobus, taxi e persone. Lo spazio di manovra non é molto ampio e all'ora di punta le manovre sono molto più difficili.
Il conducente di ieri peró si é divincolato con estrema destrezza tra gli altri autobus aggrovigliati, ha scansato persone che si lanciavano in fretta e furia su strisce pedonali e non ed ha imboccato la Segunda Circular in direzione al Ponte Vasco da Gama con una facilitá di slalom che mi ha fatto esclamare:«Uá, sono in presenza dell'Alberto Tomba degli autobus!».

Domani pomeriggio é la riunione genitori-scuola all'asilo di David. Memore della riunione di inizio anno scolastico spero di averne delle belle da raccontare :)