Dal mese di giugno in poi all'asilo di David cominciano le attivitá estive.
Ossia terminano i programmi didattici e incominciano attivitá piú ludiche che comprendono mattine e pomeriggi interminabili a sfogare finalmente le proprie energie nel cortile della scuola, cercando piú o meno pacificamente di dividersi scivoli, altalene e tricicli (quanto so' carucci i loro tricicliiii!), tuffi nelle piscine montate per l'occasione nel cortile della scuola, film, cartoni, giochi di gruppo e anche dolce far niente. Quest'ultimo evidentemente poco praticato, in fondo parliamo sempre di bimbi tra i 3 e i 6 anni, mica lo sanno cos'é il dolce far niente...
Nella prima settimana di luglio sono stati anche al mare. Dal lunedí al venerdí le coraggiosissime maestre si sono avventurate nella Praia da Figueirinha con questo gruppetto. Tutto organizzatissimo, dal pullman, allo spuntino, agli spazi in spiaggia etc. Sono andati di mattina e all'ora di pranzo erano giá a scuola.
In questa settimana il mio cuore é stato praticamente perennemente nelle calzette. Non ero convintissima della mia scelta di mandarlo, sono attivitá che richiedono una certa logistica e molta attenzione ed io ovviamente ero preoccupata. Peró é andato tutto bene e lui era contentissimo! Meno male vá...
Oggi le maestre votate al sacrificio li portano al cinema a vedere l'ultimo film di Shrek. David stanotte quasi non dormiva per l'attesa. Gli piace andare al cinema, moltissimo. Se nel fine settimana gli chiedi cosa vuole fare, quasi sicuramente la risposta sará:«Vamos ao cinema ver...». Figuriamoci andarci con gli amici della scuola, a vedere Shrek poi! L'eccitazione sarebbe maggiore solo in caso di visione di Toy Story 3.
Quando gli ho chiesto se potevo andare pure io (veeeeengo anch'io, no tu no), lui mi ha riportato subito alla realtá ricordandomi che:«Não podes, tens de trabalhar!», ossia:«Non puoi, devi lavorare!». E grazie, eh...
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21 luglio 2010
30 ottobre 2009
Il mostro del corridoio e il befano
Oggi all'asilo di David decorre la Festa do Dia das Bruxas, ossia del giorno delle streghe, insomma Halloween.
Negli ultimi 3 o 4 giorni l'ho sentito ripetere che le bruxas (streghe) non esistono, che é a brincar (per scherzare) etc.
Da quello che ho capito a scuola stanno cercando di trasmettere ai piccoli l'idea di esorcizzare le paure. Vorrei tanto che esorcizzassero il mostro del corridoio: ho scoperto infatti di avere un mostro nel corridoio di casa mia (!) e, se non accendo la luce in corridoio, é molto probabile che:
1) Non si va a prendere cibarie nella dispensa (che é in corridoio), i.e. facimme a famme
2) Non si va a dormire (alle camere da letto si accede, ovviamente, dal corridoio...)
3) Non si va al cesso: se per caso scappa ce la teniamo...
Vani sono i miei sforzi di dimostrare che in corridoio non c'é nessun mostro, al massimo la polvere...
A questo punto, caro mostro del corridoio, ti domando:« Perché non te ne vai a casa della vicina e terrorizzi quei due cani scassabicchieri che non fanno altro che abbaiare da mattina a sera?».
Comunque, ritornando alla Festa do Dia das Bruxas, oggi ho mandato David a scuola con un cappello da stregone. Gli ho detto che si deve presentare come David il Befano e stasera a casa deve portare una calza piena di cioccolattini.
Come dite? Manca ancora molto al periodo natalizio? Il giorno della Befana é lontano? Sottigliezze!
Negli ultimi 3 o 4 giorni l'ho sentito ripetere che le bruxas (streghe) non esistono, che é a brincar (per scherzare) etc.
Da quello che ho capito a scuola stanno cercando di trasmettere ai piccoli l'idea di esorcizzare le paure. Vorrei tanto che esorcizzassero il mostro del corridoio: ho scoperto infatti di avere un mostro nel corridoio di casa mia (!) e, se non accendo la luce in corridoio, é molto probabile che:
1) Non si va a prendere cibarie nella dispensa (che é in corridoio), i.e. facimme a famme
2) Non si va a dormire (alle camere da letto si accede, ovviamente, dal corridoio...)
3) Non si va al cesso: se per caso scappa ce la teniamo...
Vani sono i miei sforzi di dimostrare che in corridoio non c'é nessun mostro, al massimo la polvere...
A questo punto, caro mostro del corridoio, ti domando:« Perché non te ne vai a casa della vicina e terrorizzi quei due cani scassabicchieri che non fanno altro che abbaiare da mattina a sera?».
Comunque, ritornando alla Festa do Dia das Bruxas, oggi ho mandato David a scuola con un cappello da stregone. Gli ho detto che si deve presentare come David il Befano e stasera a casa deve portare una calza piena di cioccolattini.
Come dite? Manca ancora molto al periodo natalizio? Il giorno della Befana é lontano? Sottigliezze!
02 giugno 2009
Mais uma para a colecção!
Ovvero sia "una in più da aggiungere alla collezione". A cosa mi riferisco? Ma alle figure di pupú ovviamente.
La settimana scorsa ero molto stanca. Tra casa, lavoro e un lavoretto extra di traduzione che ho accettato di fare (peraltro pallosissimo e che ancora non mi é stato pagato... sgrunt!) e che mi ha fatto tirare fino alle 2 di mattina, con sveglia irrimediabilmente alle 6 per tutta la settimana, mi sentivo uno zombie. E soprattutto con un sonno, ma un sonno che non ho ancora effettivamente recuperato.
Como ho giá riferito in altri post vado al lavoro in autobus; l'autobus attraversa il Ponte Vasco da Gama, ve lo avevo giá riferito no? No? E mo 'o sapite!
Qualche giorno fa, tramortita dalla stanchezza, dal sole a battermi in pieno viso e dal rumore dell'autobus (per l'occasione e a causa di un'avaria del mezzo abituale ho viaggiato su un residuato bellico che secondo me s'arricorde a Salazar!) mi sono addormentata prima di entrare nel Ponte.
Un sonno profondo che é durato tutto il viaggio che a me é parso trascorrere in un tempo infinito (che in realtá é durato appena 40 minuti...) e dal quale sono riemersa grazie ad una passeggera, mia vicina, che accortasi che stavo per perdere la fermata mi gridato all'orecchio, stile venditrice di pesce del Mercado da Ribeira:«Ohhhhhhhhhhhhhh, viziiiiiiiinhaaaaaaaaaaaaaaaaa, esta não é a sua paragem???», ovvero sia "Oh vicina, ma questa non é la sua fermata?".
Ovvio che se non stessi dormendo la reazione sarebbe stata abbastanza compassata. In quel momento peró ero in coma e quindi sono balzata sul posto, con la faccia stralunata, rispondendo al grido con un più cavernicolo:«Uh que?!?» afferrando le mie borse, dizionario ciclopico che quel giorno mi accompagnava e giacca e sono uscita dall'autobus tra l'ilaritá delle due ultime signore presenti che sono poi quelle di cui ho giá parlato qualche post fa.
E termino questo post dicendo che quel giorno non so proprio come mi sono ritrovata in casa, non ricordo di aver fatto il tragitto dalla fermata al salotto di casa mia.
La stanchezza gioca brutti scherzi e fa fare anche delle belle figure...
PS: Adesso tutti i giorni la mia vicina, che non é proprio vicina ma abita qualche palazzo piú in lá controlla se sono sveglia quando arriviamo in zona fermata.
La settimana scorsa ero molto stanca. Tra casa, lavoro e un lavoretto extra di traduzione che ho accettato di fare (peraltro pallosissimo e che ancora non mi é stato pagato... sgrunt!) e che mi ha fatto tirare fino alle 2 di mattina, con sveglia irrimediabilmente alle 6 per tutta la settimana, mi sentivo uno zombie. E soprattutto con un sonno, ma un sonno che non ho ancora effettivamente recuperato.
Como ho giá riferito in altri post vado al lavoro in autobus; l'autobus attraversa il Ponte Vasco da Gama, ve lo avevo giá riferito no? No? E mo 'o sapite!
Qualche giorno fa, tramortita dalla stanchezza, dal sole a battermi in pieno viso e dal rumore dell'autobus (per l'occasione e a causa di un'avaria del mezzo abituale ho viaggiato su un residuato bellico che secondo me s'arricorde a Salazar!) mi sono addormentata prima di entrare nel Ponte.
Un sonno profondo che é durato tutto il viaggio che a me é parso trascorrere in un tempo infinito (che in realtá é durato appena 40 minuti...) e dal quale sono riemersa grazie ad una passeggera, mia vicina, che accortasi che stavo per perdere la fermata mi gridato all'orecchio, stile venditrice di pesce del Mercado da Ribeira:«Ohhhhhhhhhhhhhh, viziiiiiiiinhaaaaaaaaaaaaaaaaa, esta não é a sua paragem???», ovvero sia "Oh vicina, ma questa non é la sua fermata?".
Ovvio che se non stessi dormendo la reazione sarebbe stata abbastanza compassata. In quel momento peró ero in coma e quindi sono balzata sul posto, con la faccia stralunata, rispondendo al grido con un più cavernicolo:«Uh que?!?» afferrando le mie borse, dizionario ciclopico che quel giorno mi accompagnava e giacca e sono uscita dall'autobus tra l'ilaritá delle due ultime signore presenti che sono poi quelle di cui ho giá parlato qualche post fa.
E termino questo post dicendo che quel giorno non so proprio come mi sono ritrovata in casa, non ricordo di aver fatto il tragitto dalla fermata al salotto di casa mia.
La stanchezza gioca brutti scherzi e fa fare anche delle belle figure...
PS: Adesso tutti i giorni la mia vicina, che non é proprio vicina ma abita qualche palazzo piú in lá controlla se sono sveglia quando arriviamo in zona fermata.
30 marzo 2009
Autobus
Uno dei vantaggi del nuovo lavoro é la possibilitá di utilizzare i mezzi pubblici tutti i giorni, nella fattispecie l'autobus che partindo da casa mia (5 minuti a piedi) arriva fino all'ufficio (meno di 10 minuti a piedi o in alternativa metró che ha la fermata a 30 metri dall'ufficio).
Ovvio che spostandomi cosí mi viene servita su un piatto d'argento la possibilitá di osservare i tipi umani che si spostano con i mezzi pubblici. E che tipi!
Ci sono due signore sulla cinquantina che prendono l'autobus alla mia stessa fermata. Signore frizzanti, con la parlantina sciolta ed una lingua tagliente che non risparmia nessun conducente di autobus.
In questi giorni peró mi é capitato di viaggiare su un autobus il cui conducente é peggio delle due signore. Ma peggio assai.
Ne seguono diatribe varie sui temi più vasti (lo stato, le tasse, i ragazzini che a scuola non ci vogliono andare, il Benfica, i soldi che non bastano mai etc.).
Il tutto con molto umorismo, molta sagacitá e nu poche e malalingua :)
Adesso, vi prego, immaginate questa scena. Venerdí scorso, tutti in attesa del week end: entro nell'autobus, saluto e mi siedo. Il conducente, rivolto alle due signore esclama:«É sexta-feira (É venerdí)!» ed alza il volume della radio (viaggio in un autobus con radio, un lusso!) mentre stava andando in onda questa canzone:
Delirio in autobus tra i cinquantenni ed io ho cominciato il venerdí tra le risate.
Nce vò, si, nce vò!
PS: Ma come si fa a non ballare??!?
Ovvio che spostandomi cosí mi viene servita su un piatto d'argento la possibilitá di osservare i tipi umani che si spostano con i mezzi pubblici. E che tipi!
Ci sono due signore sulla cinquantina che prendono l'autobus alla mia stessa fermata. Signore frizzanti, con la parlantina sciolta ed una lingua tagliente che non risparmia nessun conducente di autobus.
In questi giorni peró mi é capitato di viaggiare su un autobus il cui conducente é peggio delle due signore. Ma peggio assai.
Ne seguono diatribe varie sui temi più vasti (lo stato, le tasse, i ragazzini che a scuola non ci vogliono andare, il Benfica, i soldi che non bastano mai etc.).
Il tutto con molto umorismo, molta sagacitá e nu poche e malalingua :)
Adesso, vi prego, immaginate questa scena. Venerdí scorso, tutti in attesa del week end: entro nell'autobus, saluto e mi siedo. Il conducente, rivolto alle due signore esclama:«É sexta-feira (É venerdí)!» ed alza il volume della radio (viaggio in un autobus con radio, un lusso!) mentre stava andando in onda questa canzone:
Delirio in autobus tra i cinquantenni ed io ho cominciato il venerdí tra le risate.
Nce vò, si, nce vò!
PS: Ma come si fa a non ballare??!?
16 marzo 2009
Cos'hai in bocca?!?
Ieri pomeriggio David giocava allegramente nel cortile della nonna portoghese in Alentejo. Ha sfiancato me, la nonna e la bisnonna e lui ha continuato a giocare lamentandosi della nostra "moscitudine". Figuratevi che mi ha battutto in una gara di bicicletta...
Rivoglio i mei tre anni!!!
A un certo punto l'ho visto con la bocca chiusa e rigonfia, come se avesse messo qualcosa in bocca. Io, ovviamente giá in panico da strangolamento (e cumme si fataliste!), mi sono affrettata a chiedergli cosa avesse in bocca, pronta ad infilargli due dita in gola e strappargli l'oggetto improprio.
Glielo chiedo una prima volta.
Glielo chiedo una seconda volta.
Glielo chiedo una terza, e lui sempre con la bocca chiusa e rigonfia.
Mamma, nonna e bisnonna in panico.
Lui se la ride e fa:« A lingua!» e mostra la lingua arrotolata!!!
Ho detto tutto.
PS: Oggi sono previsti 29º, praticamente estate; la primavera si é scordata di passare da queste parti...
Rivoglio i mei tre anni!!!
A un certo punto l'ho visto con la bocca chiusa e rigonfia, come se avesse messo qualcosa in bocca. Io, ovviamente giá in panico da strangolamento (e cumme si fataliste!), mi sono affrettata a chiedergli cosa avesse in bocca, pronta ad infilargli due dita in gola e strappargli l'oggetto improprio.
Glielo chiedo una prima volta.
Glielo chiedo una seconda volta.
Glielo chiedo una terza, e lui sempre con la bocca chiusa e rigonfia.
Mamma, nonna e bisnonna in panico.
Lui se la ride e fa:« A lingua!» e mostra la lingua arrotolata!!!
Ho detto tutto.
PS: Oggi sono previsti 29º, praticamente estate; la primavera si é scordata di passare da queste parti...
13 marzo 2009
Dal fruttivendolo
Ieri ho approfittato del pomeriggio libero per andare a spasso in paese con David (e si perché in pratica, nonostante la vicinanza a Lisbona, io abito in un paesino) e per andare dal fruttivendolo.
Dovete sapere che qui sta facendo molto caldo. Praticamente primavera inoltrata, infatti ci sono temperature massime di 25º, 26º, anche 27º!
Ieri dal fruttivendolo ho visto delle belle fragole rosse e ne ho approfittato per sentire ancora di più il sapore della primavera.
Trattandosi di un fruttivendolo di paese é ovvio che, oltre ai clienti, ci siano anche persone che stanno lá per chiacchierare, per far passare il tempo e per inciuciare.
Ieri, oltre alla proprietaria del negozio, c'erano due signore sulla sessantina che hanno attaccato bottone con David. Gli hanno chiesto se a lui piacessero le fragole e lui con ferma convinzione, ha detto:« No!», anche se in realtá le mangia.
Non soddisfatte le due signore gli hanno chiesto allora cosa gli piacesse. E lui, contentissimo, ha risposto:«Spaguette (lusoitalianismo risultante dalla fusione dell'italiano spaghetti col portoghese esparguete) con sciscia (che é come lui e tutti i bimbi chiamano la carne in portoghese)!».
Ovvio no?
Dovete sapere che qui sta facendo molto caldo. Praticamente primavera inoltrata, infatti ci sono temperature massime di 25º, 26º, anche 27º!
Ieri dal fruttivendolo ho visto delle belle fragole rosse e ne ho approfittato per sentire ancora di più il sapore della primavera.
Trattandosi di un fruttivendolo di paese é ovvio che, oltre ai clienti, ci siano anche persone che stanno lá per chiacchierare, per far passare il tempo e per inciuciare.
Ieri, oltre alla proprietaria del negozio, c'erano due signore sulla sessantina che hanno attaccato bottone con David. Gli hanno chiesto se a lui piacessero le fragole e lui con ferma convinzione, ha detto:« No!», anche se in realtá le mangia.
Non soddisfatte le due signore gli hanno chiesto allora cosa gli piacesse. E lui, contentissimo, ha risposto:«Spaguette (lusoitalianismo risultante dalla fusione dell'italiano spaghetti col portoghese esparguete) con sciscia (che é come lui e tutti i bimbi chiamano la carne in portoghese)!».
Ovvio no?
17 febbraio 2009
Ode al pão alentejano
L'Alentejo é una regione del Portogallo (http://it.wikipedia.org/wiki/Alentejo). É la regione dei miei suoceri (mio figlio é in parte alentejano), quella che conosco meglio e che più amo.
Inutile dire che vi consiglio un viaggio in Portogallo e in particolar modo in questa regione che é un'autentica caixinha de surpresas (scatola di sorprese).
La gastronomia alentejana é degna di nota. Alla sua base ci sono il maiale, declinato in tutte le sue forme ed il pane o meglio dicasi pão alentejano, dalla caratteristica forma che potete vedere nelle foto:
Il pão alentejano é buono da solo appena uscito dal forno, é buono col formaggio, con gli enchidos (gli insaccati), con la nutella. É ottimo da tostare in uno dei tanti camini che riscaldano ogni casa alentejana che si rispetti e da spalmare di burro, é ottimo per fare fatias douradas, per fare toast di ogni tipo, é l'ingrediente principali di piatti come migas, açorda, ensopado, gaspacho, tutti della tradizione gastronomica alentejana.
Una regione costellata di bellezze naturali ed architettoniche, fatta di contrasti (si va dalla Costa Vicentina alle pianure del Baixo Alentejo) ed abitata da genti accoglienti e radicate nelle loro tradizioni. Parlano un portoghese con cadenza propria, molto simpatica, che io ho assimilato e che uso automaticamente quando parlo con alentejanos.
Per qualche immagine e notizia ho trovato questi link in italiano:
Inutile dire che vi consiglio un viaggio in Portogallo e in particolar modo in questa regione che é un'autentica caixinha de surpresas (scatola di sorprese).
La gastronomia alentejana é degna di nota. Alla sua base ci sono il maiale, declinato in tutte le sue forme ed il pane o meglio dicasi pão alentejano, dalla caratteristica forma che potete vedere nelle foto:
Il pão alentejano é buono da solo appena uscito dal forno, é buono col formaggio, con gli enchidos (gli insaccati), con la nutella. É ottimo da tostare in uno dei tanti camini che riscaldano ogni casa alentejana che si rispetti e da spalmare di burro, é ottimo per fare fatias douradas, per fare toast di ogni tipo, é l'ingrediente principali di piatti come migas, açorda, ensopado, gaspacho, tutti della tradizione gastronomica alentejana.
Gli alentejanos mangiano tutto col pane, anche l'anguria, il melone o la buccia d'arancia. Il pão alentejano insomma é re sulle tavole di questa regione. Anche a casa mia é re. Ogni volta che lo trovo lo compro.
Stasera, per esempio, prevedo una cena rapida a base di toast. Torneró un pó tardi e mi "accontenteró" di un toast fusion con pão alentejano, queijo flamengo, mortadella e zucchine alla griglia avanzate ieri. Una cosa leggera (!) dall'impronta lusoitaliana.
Adesso che ci penso poco fa ho comprato i friarielli. Sarebbe un peccato non farli incontrare col pão alentejano ...
NOTA: la foto del pane l'ho scattata ieri sera, i link ad alcune immagini di piatti tipici etc. sono stati pescati nella rete
17 dicembre 2008
'Tas gira!
'Tas gira mamã, abbreviazione di Estás gira mamã, trad. Stai carina mamma.
Me lo ha detto oggi David, mentre l'ho accompagnato in bagno, qui in ufficio, prima di lasciarlo all'asilo. Mi ha guardato, mi ha fatto uno dei suoi bei sorrisi e poi mi ha regalato questo complimento.
E lo sapete perché? Ieri sera, nel nostro tête-à-tête, mentre gli stavo facendo il bagno (ovvero sia mentre il principino mi inondava il bagno) mi sono guardata allo specchio, ho visto la mia faccia stanca e ho esclamato:« David, a mamã está feia!». Lui mi ha guardato in faccia, pensieroso, e poi ha risposto:«No!» con un vigore e una faccia che sembrava proprio voler dire:« Ma c' vaie dicenne!».
Sono sicura che stamattina se n'é ricordato, che nella sua piccola coscienza di treenne ha voluto regalare una gioia alla sua mamã, che oggi lo ringrazia sentendosi gira.
Me lo ha detto oggi David, mentre l'ho accompagnato in bagno, qui in ufficio, prima di lasciarlo all'asilo. Mi ha guardato, mi ha fatto uno dei suoi bei sorrisi e poi mi ha regalato questo complimento.
E lo sapete perché? Ieri sera, nel nostro tête-à-tête, mentre gli stavo facendo il bagno (ovvero sia mentre il principino mi inondava il bagno) mi sono guardata allo specchio, ho visto la mia faccia stanca e ho esclamato:« David, a mamã está feia!». Lui mi ha guardato in faccia, pensieroso, e poi ha risposto:«No!» con un vigore e una faccia che sembrava proprio voler dire:« Ma c' vaie dicenne!».
Sono sicura che stamattina se n'é ricordato, che nella sua piccola coscienza di treenne ha voluto regalare una gioia alla sua mamã, che oggi lo ringrazia sentendosi gira.
25 novembre 2008
O karaoke da galinha
Nelle ultime settimane David canta (e mi fa cantare) una canzoncina molto divertente e, diciamocelo pure, viziante. Ha per soggetto una gallina (galinha) mezza pazza (patareca) che é un caso singolare e che sta sempre allucinata.
La cantiamo appena svegli, la cantiamo a tavola, la cantiamo in bagno. La cantiamo sempre.
A tratti David adatta la canzone a "mãezinha patareca" la mammina mezza pazza che ovviamente sarei io, chissá perché...
Ho trovato la versione karaoke da condividere assolutamente con voi; a vostro rischio e pericolo peró, perché una volta che vi entra in testa non se ne esce più!
E vai con la Galinha Patareca
La cantiamo appena svegli, la cantiamo a tavola, la cantiamo in bagno. La cantiamo sempre.
A tratti David adatta la canzone a "mãezinha patareca" la mammina mezza pazza che ovviamente sarei io, chissá perché...
Ho trovato la versione karaoke da condividere assolutamente con voi; a vostro rischio e pericolo peró, perché una volta che vi entra in testa non se ne esce più!
E vai con la Galinha Patareca
29 settembre 2008
Baccalá
Questo fine settimana ho scoperto che il baccalá non é solo una cosa che si mangia, ma é anche una cosa che si dá.
Dá-lhe um bacalhau (trad. dagli un baccalá) é un espressione usata per dire "dagli una stretta di mano".
Ed io che pensavo che l'espressione avesse qualche affinitá con il nostro "prendersi a pesci in faccia", in fin dei conti il baccalá é un pesce ed il Portogallo é la terra delle peixeiras (pescivendole che richiamano i clienti a gran voce, un pó le vaiasse del pesce).
Otto anni in Portogallo e non avevo mai sentito questa!
Dá-lhe um bacalhau (trad. dagli un baccalá) é un espressione usata per dire "dagli una stretta di mano".
Ed io che pensavo che l'espressione avesse qualche affinitá con il nostro "prendersi a pesci in faccia", in fin dei conti il baccalá é un pesce ed il Portogallo é la terra delle peixeiras (pescivendole che richiamano i clienti a gran voce, un pó le vaiasse del pesce).
Otto anni in Portogallo e non avevo mai sentito questa!
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