É morto il frigorifero, lunga vita al frigorifero!
Dopo quasi 11 anni di onorato servizio il nostro frigo combinato ci ha lasciato. Il funerale si terrá martedí, giorno in cui sará sostituito da un piú novo e fiammante no frost che, si spera, consumi pure meno (almeno é quello che dicono).
Abbiamo spulciato i vari negozi di elettrodomestici e siamo arrivati alla conclusione che per comprare una cosa dignitosa meno do 400 "purpette" non riuscivamo a spendere. Quelle, "le purpette", giá sono poche poi ci si mettono pure queste cose...
Che poi il nuovo governo portoghese ha deciso di tagliare la 14ª quest'anno, con una tassa straordinaria, per permettere al paese di riporre i conti in ordine. E chissá quali nuove sodomizzazioni ci aspettano. "Le purpette" se le mangiano tutte loro, infami ingordi, che vi scoppi il fegato!
Peró devo concordare con David, almeno adesso la nostra estate avrá ghiaccioli e granite al limone del giardino del nonno a volontá :)
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10 luglio 2011
07 marzo 2011
L'urlo
Stamattina presto, erano quasi le 5, il mio radar mammesco era in pieno funzionamento (nonostante dormissi e da quello che dicono le malelingue a casa mia, russassi pure...).
Ho sentito prima un rantolo, poi un lamento sommesso, poi un
MAMÃÃÃÃÃÃÃÃÃÃÃÃÃÃÃ
che squarciava il silenzio della notte. Mi sono lanciata dal letto e sono andata nella stanzetta di David per vedere cosa fosse successo.
Gli si era addormentata la mano, evidentemente si é mosso e gli faceva male. Ma la cosa bella é che, assonnato e con le lacrime agli occhi, mi ha detto:«Mamã agora vou adormecer enquanto a mão acorda, tá bem? (Mamma, adesso mi addormento mentre la mano si sveglia, va bene?)».
Tempo 5 minuti e si é riaddormentato.
Lui. Perché io avevo l’occhio aperto, fisso e quel grido che ha lanciato lo sentivo nelle orecchie, nella testa e nelle viscere.
La sveglia alle 6h15 voi l’avete sentita ? Io no...
Ho sentito prima un rantolo, poi un lamento sommesso, poi un
MAMÃÃÃÃÃÃÃÃÃÃÃÃÃÃÃ
che squarciava il silenzio della notte. Mi sono lanciata dal letto e sono andata nella stanzetta di David per vedere cosa fosse successo.
Gli si era addormentata la mano, evidentemente si é mosso e gli faceva male. Ma la cosa bella é che, assonnato e con le lacrime agli occhi, mi ha detto:«Mamã agora vou adormecer enquanto a mão acorda, tá bem? (Mamma, adesso mi addormento mentre la mano si sveglia, va bene?)».
Tempo 5 minuti e si é riaddormentato.
Lui. Perché io avevo l’occhio aperto, fisso e quel grido che ha lanciato lo sentivo nelle orecchie, nella testa e nelle viscere.
La sveglia alle 6h15 voi l’avete sentita ? Io no...
27 dicembre 2010
E una si incazza
Sono una mamma ansiosa? Probabilmente si, ma nella giusta misura.
Mio figlio gioca e si diverte con gli altri bambini, va al parco con me o con suo padre, gioca nel parco dell’asilo con altalene, scivoli, tricicli, biciclette. Non ho problemi a lasciarlo con qualche familiare (nonni e zii) e passa gran parte delle sue giornate all’asilo dove interagisce con un microcosmo di grandi e piccini di ogni tipo. Se per caso si fa male (cade, sbatte con la testa, fa a botte con quel teppistello di Rafael dell’asilo, etc.) io lo rassicuro e cerco di alleviare il carico di dolore, sdrammatizzando quanto accaduto. Un ginocchio sbucciato, un bernoccolo o una scarpata in faccia di Rafael (questo ci va giú pesante!) sono quello che sono e lui non ne puó fare un dramma. Lo aiuto a capire, ridimensionando cose che alla sua etá hanno tutto un altro peso. Insomma mio figlio non é un fiore di serra.
Peró le situazioni potenzialmente pericolose io tendo a fargliele evitare e, quando proprio non posso, vigilo. Esempi? Non metto sedie o sgabbelli sotto una finestra, sia essa aperta o chiusa, per strada voglio che mi dia sempre la mano, non gli permetto di arrampicarsi su mobili, prese della corrente e affini sa che sono da evitare.
É ovvio che non sono sempre con lui o non sono sempre al 100% e in questi casi devo delegare. E giá in questo delegare c’é molto del mio sforzo di mamma ansiosa che peró riesce a non sopraffare (e farsi sopraffare) dalla sua ansia.
Cerco di mettere il buon senso in quello che faccio e soprattutto presto attenzione e mi aspetto da coloro che si prendono cura di mio figlio (ma anche dei figli degli altri) lo stesso atteggiamento.
Fatta questa premessa e mea culpa vorrei capire perché la nonna paterna, la sera di Natale, mentre io riposavo un pó sul divano perché messa KO da un’influenza fulminante, si é ricordata (con mio figlio vicino!) di buttare sale grosso sulla carne che stava arrostendo nel camino? Il sale nel fuoco schizza, questi grani di sale sono schizzati nell’occhio e nel volto di mio figlio che ha lanciato un urlo come non lo avevo mai sentito e mi ha dato la sensazione di budella strappate dal mio corpo. Mio figlio urlava e piangeva per il dolore, io che stavo dormendo sono balzata in piedi e corsa e lei che mi diceva:«Ma pensavo stesse giocando!». Ma a che cosa? A vediamo come si urla quando ci si fa male? Ma stiamo scherzando? E tutti i parenti attorno e David ancora piú preoccupato. Ho mandato tutti a quel paese se no David non si calmava. Ha dei piccoli segni sul volto, dei puntini e alcuni proprio sotto e sopra la palpebra.
Lui ha capito che é stato un incidente, non é stato fatto di proposito, é successo. La paura mi pare gli sia passata, tant’é vero che se ne voleva rimanere a casa della nonna in vacanza e s’é fatto pure un pianto quando siamo dovuti andar via ed io commossa da cotanta dimostrazione di affetto, pur sapendo che é dettata dal fatto che lui i nonni, paterni o materni che siano, se li intorta a dovere.
E invece la nonna paterna che dice? «Ah, ma se la mamma vuole, puoi rimanere, non c’é problema. Ah, peró non piangere se no la mamma si arrabbia con te». Ma rimanere a fare cosa? Ad aiutare nel negozio della nonna? E poi chi cazzo si arrabbia? Ma sono cose da dirsi? E che sono il lupo cattivo?
Per dovere di cronaca informo che la carne su citata era giá salata, non c’era bisogno di salarla ulteriormente. Quando uno dice:«Scetate capetó!»
Mio figlio gioca e si diverte con gli altri bambini, va al parco con me o con suo padre, gioca nel parco dell’asilo con altalene, scivoli, tricicli, biciclette. Non ho problemi a lasciarlo con qualche familiare (nonni e zii) e passa gran parte delle sue giornate all’asilo dove interagisce con un microcosmo di grandi e piccini di ogni tipo. Se per caso si fa male (cade, sbatte con la testa, fa a botte con quel teppistello di Rafael dell’asilo, etc.) io lo rassicuro e cerco di alleviare il carico di dolore, sdrammatizzando quanto accaduto. Un ginocchio sbucciato, un bernoccolo o una scarpata in faccia di Rafael (questo ci va giú pesante!) sono quello che sono e lui non ne puó fare un dramma. Lo aiuto a capire, ridimensionando cose che alla sua etá hanno tutto un altro peso. Insomma mio figlio non é un fiore di serra.
Peró le situazioni potenzialmente pericolose io tendo a fargliele evitare e, quando proprio non posso, vigilo. Esempi? Non metto sedie o sgabbelli sotto una finestra, sia essa aperta o chiusa, per strada voglio che mi dia sempre la mano, non gli permetto di arrampicarsi su mobili, prese della corrente e affini sa che sono da evitare.
É ovvio che non sono sempre con lui o non sono sempre al 100% e in questi casi devo delegare. E giá in questo delegare c’é molto del mio sforzo di mamma ansiosa che peró riesce a non sopraffare (e farsi sopraffare) dalla sua ansia.
Cerco di mettere il buon senso in quello che faccio e soprattutto presto attenzione e mi aspetto da coloro che si prendono cura di mio figlio (ma anche dei figli degli altri) lo stesso atteggiamento.
Fatta questa premessa e mea culpa vorrei capire perché la nonna paterna, la sera di Natale, mentre io riposavo un pó sul divano perché messa KO da un’influenza fulminante, si é ricordata (con mio figlio vicino!) di buttare sale grosso sulla carne che stava arrostendo nel camino? Il sale nel fuoco schizza, questi grani di sale sono schizzati nell’occhio e nel volto di mio figlio che ha lanciato un urlo come non lo avevo mai sentito e mi ha dato la sensazione di budella strappate dal mio corpo. Mio figlio urlava e piangeva per il dolore, io che stavo dormendo sono balzata in piedi e corsa e lei che mi diceva:«Ma pensavo stesse giocando!». Ma a che cosa? A vediamo come si urla quando ci si fa male? Ma stiamo scherzando? E tutti i parenti attorno e David ancora piú preoccupato. Ho mandato tutti a quel paese se no David non si calmava. Ha dei piccoli segni sul volto, dei puntini e alcuni proprio sotto e sopra la palpebra.
Lui ha capito che é stato un incidente, non é stato fatto di proposito, é successo. La paura mi pare gli sia passata, tant’é vero che se ne voleva rimanere a casa della nonna in vacanza e s’é fatto pure un pianto quando siamo dovuti andar via ed io commossa da cotanta dimostrazione di affetto, pur sapendo che é dettata dal fatto che lui i nonni, paterni o materni che siano, se li intorta a dovere.
E invece la nonna paterna che dice? «Ah, ma se la mamma vuole, puoi rimanere, non c’é problema. Ah, peró non piangere se no la mamma si arrabbia con te». Ma rimanere a fare cosa? Ad aiutare nel negozio della nonna? E poi chi cazzo si arrabbia? Ma sono cose da dirsi? E che sono il lupo cattivo?
Per dovere di cronaca informo che la carne su citata era giá salata, non c’era bisogno di salarla ulteriormente. Quando uno dice:«Scetate capetó!»
01 aprile 2010
Il sosia di Fabio
Se siete delle persone tendenzialmente invidiose vi prego, non andate oltre. Questo é un post a rischio di rosico :)
Ieri é stata una bella giornata. Come ho piú volte detto abito fuori Lisbona. Una ventina di chilometri da Lisbona, forse neanche tanto, ma una differenza in ambiente, tranquillitá e condizioni non indifferente. Io praticamente abito in campagna.
Ditemi una cosa: a voi, che vi servite dei mezzi pubblici, é mai capitato di prendere l'autobus e godervi lo spettacolo di un cavallo vicino alla fermata? No perché a me si.
Ieri mattina, mentre aspettavo l'autobus, alla fermata, proprio dietro di me nel terreno vicino, c'era un puledro che, appena mi ha visto arrivare si é avvicinato, mi ha guardata e ha fatto quel BRRRRR che fanno i cavalli. Il puledro bellissimo tutto nero, pareva Furia cavallo del west, ha visto l'autobus arrivare si é allontanato un pó, ma quando mi ha visto salire su di esso, si é riavvicinato e mi ha guardata, come a dire:«Ma che fai, te ne vai?». Io quasi quasi mi sono commossa.
E peró non finisce qui. Immaginate chi stava conducendo l'autobus ieri mattina.
Non potete immaginare, ve lo dico io. Il gemello, separato alla nascita, di Fabio Cannavaro! Tale e quale, forse pure piú bello!
Io volevo pizzicarmi. Un cavallo alla fermata che quasi mi saluta quando me ne vado; il sosia di Fabio Cannavaro come conducente dell'autobus. Pensavo di essere ancora a letto a sognare.
Superfluo dire che mi sono seduta al posto immediatamente dietro al conducente, quello dove puoi vederlo dallo specchio. E mica tutti i giorni si presenta questo spettacolo?
Alla sera poi, al suo ritorno a casa, il papá di David fa:«Oggi ho una sorpresa per voi».
Ricordate quando qualche mese fa parlavo della Playstation? A casa nostra, da ieri, é arrivata anche la Wii.
La Wii.
Avete capito bene; anche questa volta gentile premio lavorativo. Mi sono fatta una scaricata a box che non avete idea!
E non vi lamentate, vi avevo avvisato che c'era il rischio di rosico :)
Buona Pasqua a tutti!
Ieri é stata una bella giornata. Come ho piú volte detto abito fuori Lisbona. Una ventina di chilometri da Lisbona, forse neanche tanto, ma una differenza in ambiente, tranquillitá e condizioni non indifferente. Io praticamente abito in campagna.
Ditemi una cosa: a voi, che vi servite dei mezzi pubblici, é mai capitato di prendere l'autobus e godervi lo spettacolo di un cavallo vicino alla fermata? No perché a me si.
Ieri mattina, mentre aspettavo l'autobus, alla fermata, proprio dietro di me nel terreno vicino, c'era un puledro che, appena mi ha visto arrivare si é avvicinato, mi ha guardata e ha fatto quel BRRRRR che fanno i cavalli. Il puledro bellissimo tutto nero, pareva Furia cavallo del west, ha visto l'autobus arrivare si é allontanato un pó, ma quando mi ha visto salire su di esso, si é riavvicinato e mi ha guardata, come a dire:«Ma che fai, te ne vai?». Io quasi quasi mi sono commossa.
E peró non finisce qui. Immaginate chi stava conducendo l'autobus ieri mattina.
Non potete immaginare, ve lo dico io. Il gemello, separato alla nascita, di Fabio Cannavaro! Tale e quale, forse pure piú bello!
Io volevo pizzicarmi. Un cavallo alla fermata che quasi mi saluta quando me ne vado; il sosia di Fabio Cannavaro come conducente dell'autobus. Pensavo di essere ancora a letto a sognare.
Superfluo dire che mi sono seduta al posto immediatamente dietro al conducente, quello dove puoi vederlo dallo specchio. E mica tutti i giorni si presenta questo spettacolo?
Alla sera poi, al suo ritorno a casa, il papá di David fa:«Oggi ho una sorpresa per voi».
Ricordate quando qualche mese fa parlavo della Playstation? A casa nostra, da ieri, é arrivata anche la Wii.
La Wii.
Avete capito bene; anche questa volta gentile premio lavorativo. Mi sono fatta una scaricata a box che non avete idea!
E non vi lamentate, vi avevo avvisato che c'era il rischio di rosico :)
Buona Pasqua a tutti!
08 febbraio 2010
La pazza con l'ombrello nel metró
La settimana scorsa ci sono stati due giorni di pioggia infame! Notevoli e repentine scaricate d'acqua che hanno attentato alla salute delle mie scarpette :)
Giovedí scorso sono uscita all'ora di pranzo. In un'ora volevo pranzare, fare un pó di spesa estremamente necessaria (né, ma si puó rimanere senza frutta e verdura in casa?), portare gli stivali da "motociclista", come li chiamo io, dal calzolaio (siamo ormai inseparabili da tre anni , ma la nostra relazione si sta logorando e quindi abbiamo bisogno urgente di suole nuove!!!), prenotare una visita medica e magari fare anche qualcos'altro che adesso non ricordo.
Lavoro praticamente a 50 mt. da una stazione della metró di Lisbona (si, si, invidiatemi pure!) peró, quando piove, anche io devo portarmi l'ombrello appresso, che vi credete.
Assorta nella mia lista della spesa, nel medico, negli stivali, nei broccoli e arance che dovevo comprare, e nella pioggia infame che si infiltrava nelle scarpe, ho sceso la rampa di scale. Mi sono poi avviata alle scale mobili, che mi hanno portata giú nell'atrio di acesso ai treni.
Ho incrociato lo sguardo degli altri passeggeri che guardavano una pazza con l'ombrello aperto nel metró. Fatto questo che pare porti pure seccia...
Giusto in tempo di passare l'abbonamento ed accorgermi che la pazza con l'ombrello aperto nel metró ero io.
INTERNATEMI!
Giovedí scorso sono uscita all'ora di pranzo. In un'ora volevo pranzare, fare un pó di spesa estremamente necessaria (né, ma si puó rimanere senza frutta e verdura in casa?), portare gli stivali da "motociclista", come li chiamo io, dal calzolaio (siamo ormai inseparabili da tre anni , ma la nostra relazione si sta logorando e quindi abbiamo bisogno urgente di suole nuove!!!), prenotare una visita medica e magari fare anche qualcos'altro che adesso non ricordo.
Lavoro praticamente a 50 mt. da una stazione della metró di Lisbona (si, si, invidiatemi pure!) peró, quando piove, anche io devo portarmi l'ombrello appresso, che vi credete.
Assorta nella mia lista della spesa, nel medico, negli stivali, nei broccoli e arance che dovevo comprare, e nella pioggia infame che si infiltrava nelle scarpe, ho sceso la rampa di scale. Mi sono poi avviata alle scale mobili, che mi hanno portata giú nell'atrio di acesso ai treni.
Ho incrociato lo sguardo degli altri passeggeri che guardavano una pazza con l'ombrello aperto nel metró. Fatto questo che pare porti pure seccia...
Giusto in tempo di passare l'abbonamento ed accorgermi che la pazza con l'ombrello aperto nel metró ero io.
INTERNATEMI!
10 dicembre 2009
Ecchime!
Scusate la latitanza, ma é un periodo abbastanza indaffarato!
La settimana dopo il mio compleanno sono stata impegnata in una fiera per lavoro. La ditta dove lavoro ha partecipato con uno stand e noi eravamo tutti lí. Tre giorni di gonna e tacco alto, di visite di Clienti e soprattutto del capo-capissimo che sta in Spagna e che per l'occasione ci ha visitato.
Il primo giorno di fiera dovevamo andarlo a prendere all'aereporto io e un collega. Come sapete vivo fuori Lisbona e a Lisbona arrivo in autobus. Quel giorno non potevo proprio fare tardi e ho fatto tutte le preghiere e macumbe del caso perché non succedesse niente. E invece sapete che succede? Una cosa surreale che non posso non raccontare :)
Eravamo in una rotonda molto trafficata. L'autobus sta nella sua corsia e incomincia a fare la rotonda. Si infilza un auto da chissá dove e l'autobus deve frenare. Da questo momento in poi e per circa 500 metri é un escalation di insulti tra conducente dell'autobus e automobilista fino a culminare in una schiocchezza che spero costi cara all'automobilista.
La macchina si mette davanti all'autobus e non lo lascia passare. Avanza, frena, avanza, frena. L'autobus cerca di cambiare corsia e l'automobilista si mette davanti. Avanza, frena, avanza, frena. A questo punto il conducente dell'autobus non ci vede piú, ferma l'autobus in mezzo alla strada (anche perché l'altro deficiente non lo lasciava passare) e gli grida di scendere dalla macchina. Il conducente dell'autobus é un metro e novanta di uomo, spalle larghe, faccia da mastino... Incominciano ad insultarsi proprio lí, in mezzo alla strada, scende anche una passeggera, mia vicina che in un'altra vita di sicuro é stata una pescivendola, che si unisce al coro.
Un autobus pieno di gente, tutti increduli. Io che volevo scendere perché non volevo arrivare tardi all'aereoporto.
Prima che la situazione degenerasse peró all'improvvisso scende dall'autobus un pezzo di donna,
si avvicina all'automobilista, mostrandogli il distintivo e chiedendo i documenti. L'automobilista in questione, che doveva avere si e no 22 anni, quando ha visto l'ispettrice e il distintivo ha capitolato... Stava per provocare un incidente, ha intralciato il traffico per giunta in una zona con molto movimento, ha occupato corsie esclusive dei mezzi pubblici e con un autobus pieno di testimoni e un agente dell'autoritá. Si puó essere piú stupidi e irresponsabili?
Comunque in tutto questo é stato fortunato, il conducente dell' autobus-mastino avrebbe potuto spaccargli la faccia, ma si é trattenuto, era in servizio...
Per la cronaca comunque sono arrivata in orario :)
La settimana dopo il mio compleanno sono stata impegnata in una fiera per lavoro. La ditta dove lavoro ha partecipato con uno stand e noi eravamo tutti lí. Tre giorni di gonna e tacco alto, di visite di Clienti e soprattutto del capo-capissimo che sta in Spagna e che per l'occasione ci ha visitato.
Il primo giorno di fiera dovevamo andarlo a prendere all'aereporto io e un collega. Come sapete vivo fuori Lisbona e a Lisbona arrivo in autobus. Quel giorno non potevo proprio fare tardi e ho fatto tutte le preghiere e macumbe del caso perché non succedesse niente. E invece sapete che succede? Una cosa surreale che non posso non raccontare :)
Eravamo in una rotonda molto trafficata. L'autobus sta nella sua corsia e incomincia a fare la rotonda. Si infilza un auto da chissá dove e l'autobus deve frenare. Da questo momento in poi e per circa 500 metri é un escalation di insulti tra conducente dell'autobus e automobilista fino a culminare in una schiocchezza che spero costi cara all'automobilista.
La macchina si mette davanti all'autobus e non lo lascia passare. Avanza, frena, avanza, frena. L'autobus cerca di cambiare corsia e l'automobilista si mette davanti. Avanza, frena, avanza, frena. A questo punto il conducente dell'autobus non ci vede piú, ferma l'autobus in mezzo alla strada (anche perché l'altro deficiente non lo lasciava passare) e gli grida di scendere dalla macchina. Il conducente dell'autobus é un metro e novanta di uomo, spalle larghe, faccia da mastino... Incominciano ad insultarsi proprio lí, in mezzo alla strada, scende anche una passeggera, mia vicina che in un'altra vita di sicuro é stata una pescivendola, che si unisce al coro.
Un autobus pieno di gente, tutti increduli. Io che volevo scendere perché non volevo arrivare tardi all'aereoporto.
Prima che la situazione degenerasse peró all'improvvisso scende dall'autobus un pezzo di donna,
si avvicina all'automobilista, mostrandogli il distintivo e chiedendo i documenti. L'automobilista in questione, che doveva avere si e no 22 anni, quando ha visto l'ispettrice e il distintivo ha capitolato... Stava per provocare un incidente, ha intralciato il traffico per giunta in una zona con molto movimento, ha occupato corsie esclusive dei mezzi pubblici e con un autobus pieno di testimoni e un agente dell'autoritá. Si puó essere piú stupidi e irresponsabili?
Comunque in tutto questo é stato fortunato, il conducente dell' autobus-mastino avrebbe potuto spaccargli la faccia, ma si é trattenuto, era in servizio...
Per la cronaca comunque sono arrivata in orario :)
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02 giugno 2009
Mais uma para a colecção!
Ovvero sia "una in più da aggiungere alla collezione". A cosa mi riferisco? Ma alle figure di pupú ovviamente.
La settimana scorsa ero molto stanca. Tra casa, lavoro e un lavoretto extra di traduzione che ho accettato di fare (peraltro pallosissimo e che ancora non mi é stato pagato... sgrunt!) e che mi ha fatto tirare fino alle 2 di mattina, con sveglia irrimediabilmente alle 6 per tutta la settimana, mi sentivo uno zombie. E soprattutto con un sonno, ma un sonno che non ho ancora effettivamente recuperato.
Como ho giá riferito in altri post vado al lavoro in autobus; l'autobus attraversa il Ponte Vasco da Gama, ve lo avevo giá riferito no? No? E mo 'o sapite!
Qualche giorno fa, tramortita dalla stanchezza, dal sole a battermi in pieno viso e dal rumore dell'autobus (per l'occasione e a causa di un'avaria del mezzo abituale ho viaggiato su un residuato bellico che secondo me s'arricorde a Salazar!) mi sono addormentata prima di entrare nel Ponte.
Un sonno profondo che é durato tutto il viaggio che a me é parso trascorrere in un tempo infinito (che in realtá é durato appena 40 minuti...) e dal quale sono riemersa grazie ad una passeggera, mia vicina, che accortasi che stavo per perdere la fermata mi gridato all'orecchio, stile venditrice di pesce del Mercado da Ribeira:«Ohhhhhhhhhhhhhh, viziiiiiiiinhaaaaaaaaaaaaaaaaa, esta não é a sua paragem???», ovvero sia "Oh vicina, ma questa non é la sua fermata?".
Ovvio che se non stessi dormendo la reazione sarebbe stata abbastanza compassata. In quel momento peró ero in coma e quindi sono balzata sul posto, con la faccia stralunata, rispondendo al grido con un più cavernicolo:«Uh que?!?» afferrando le mie borse, dizionario ciclopico che quel giorno mi accompagnava e giacca e sono uscita dall'autobus tra l'ilaritá delle due ultime signore presenti che sono poi quelle di cui ho giá parlato qualche post fa.
E termino questo post dicendo che quel giorno non so proprio come mi sono ritrovata in casa, non ricordo di aver fatto il tragitto dalla fermata al salotto di casa mia.
La stanchezza gioca brutti scherzi e fa fare anche delle belle figure...
PS: Adesso tutti i giorni la mia vicina, che non é proprio vicina ma abita qualche palazzo piú in lá controlla se sono sveglia quando arriviamo in zona fermata.
La settimana scorsa ero molto stanca. Tra casa, lavoro e un lavoretto extra di traduzione che ho accettato di fare (peraltro pallosissimo e che ancora non mi é stato pagato... sgrunt!) e che mi ha fatto tirare fino alle 2 di mattina, con sveglia irrimediabilmente alle 6 per tutta la settimana, mi sentivo uno zombie. E soprattutto con un sonno, ma un sonno che non ho ancora effettivamente recuperato.
Como ho giá riferito in altri post vado al lavoro in autobus; l'autobus attraversa il Ponte Vasco da Gama, ve lo avevo giá riferito no? No? E mo 'o sapite!
Qualche giorno fa, tramortita dalla stanchezza, dal sole a battermi in pieno viso e dal rumore dell'autobus (per l'occasione e a causa di un'avaria del mezzo abituale ho viaggiato su un residuato bellico che secondo me s'arricorde a Salazar!) mi sono addormentata prima di entrare nel Ponte.
Un sonno profondo che é durato tutto il viaggio che a me é parso trascorrere in un tempo infinito (che in realtá é durato appena 40 minuti...) e dal quale sono riemersa grazie ad una passeggera, mia vicina, che accortasi che stavo per perdere la fermata mi gridato all'orecchio, stile venditrice di pesce del Mercado da Ribeira:«Ohhhhhhhhhhhhhh, viziiiiiiiinhaaaaaaaaaaaaaaaaa, esta não é a sua paragem???», ovvero sia "Oh vicina, ma questa non é la sua fermata?".
Ovvio che se non stessi dormendo la reazione sarebbe stata abbastanza compassata. In quel momento peró ero in coma e quindi sono balzata sul posto, con la faccia stralunata, rispondendo al grido con un più cavernicolo:«Uh que?!?» afferrando le mie borse, dizionario ciclopico che quel giorno mi accompagnava e giacca e sono uscita dall'autobus tra l'ilaritá delle due ultime signore presenti che sono poi quelle di cui ho giá parlato qualche post fa.
E termino questo post dicendo che quel giorno non so proprio come mi sono ritrovata in casa, non ricordo di aver fatto il tragitto dalla fermata al salotto di casa mia.
La stanchezza gioca brutti scherzi e fa fare anche delle belle figure...
PS: Adesso tutti i giorni la mia vicina, che non é proprio vicina ma abita qualche palazzo piú in lá controlla se sono sveglia quando arriviamo in zona fermata.
30 gennaio 2009
Tempaccio
Sono settimane, azzarderei mesi, che il tempo qui é una schifezza. Piove giorno si, giorno si, al centro-nord ha fatto la neve, da due settimane soffia un vento freddo che ti congela le ossa. Insomma siamo ai Caraibi, vado a farmi un bagno!
E io che più volte mi sono vantata su questo blog del tempo ameno di cui gode il Portogallo. Mai troppo freddo, mai troppa pioggia, neve che neanche sanno cosa sia, temperature che anche d' inverno superano i 15º, a volte pure i 20º (si, credetemi, mi é giá capitato molte volte, di girare a maniche corte a Febbraio).
A quanto pare peró mi ero illusa. O forse negli ultimi quasi nove anni di permanenza in Portogallo ho dormito con la "zizza mmocca". Infatti da piú parti mi hanno confermato che il tempo d'inverno anche qui é fatto di pioggia prolungata, neve e pure freddo. Dove ho vissuto sino ad'ora?
Il fine settimana ha un sapore un pó amaro. Il maltempo previsto certo, ma anche il fatto che ho saputo che alcune cose a cui tenevo non si sono concretizzate. Si vede che non era destino oppure sono io che non sono abbastanza adeguata. Voglio propendere per la prima ipotesi.
E poi oggi la signora che di tanto in tanto va a lavorare a casa mia aiutandomi nelle faccende (i.e. stirando i panni) non si é sentita molto bene quindi il lavoro é saltato alla prossima settimana. Sapete cosa vuol dire questo? Mammamanga mi rivolgo a te in particolare, te lo stai giá immaginando il mio fine settimana? Si, hai dipinto perfettamente il quadro nella tua testa: io, attaccata al ferro da stiro a fare quello che piú odio, moltiplicato per una quantitá oscena di panni.
Sapete che vi dico? Per tirarmi su vado a fare merenda con pão com chouriço che tengo fame!
Foto molto, molto invitante presa dalla rete
05 dicembre 2008
Salvatemi!
Ma perché ogni volta che c'é un virus fetente in giro, uno particolarmente cazzimmoso, che non guarda in faccia a nessuno, me lo devo beccare sempre io?
Che poi io, anche malata, normalmente, incasso e proseguo, come se nulla fosse, svolgendo le mie attivitá in stato di semi-coma, ma svolgendole.
Il fatto é che questa settimana mi ha travolto un virus cosí fetente che io per due giorni non mi sono neanche alzata dal letto. Le gambe praticamente non riuscivano a sostenermi neanche per fare quel metro e mezzo che divide la mia camera dal bagno. Nonostante antigrippine, cegripe e puozz sculá vari la febbre non si é mai abbassata, assestandosi sui 38º. Dulcis in fundo un vomito continuo e una "trippa facile" che mi hanno praticamente steso. Il tutto da sola a casa col pargolo...
Sospetto comunque che questo virus sia di importazione. Il fatto é che un nostro cugino é stato a Parigi la settimana scorsa ed é tornato acciaccato. D'altronde un virus francese non poteva che essere "sofisticato"!
Che poi io, anche malata, normalmente, incasso e proseguo, come se nulla fosse, svolgendo le mie attivitá in stato di semi-coma, ma svolgendole.
Il fatto é che questa settimana mi ha travolto un virus cosí fetente che io per due giorni non mi sono neanche alzata dal letto. Le gambe praticamente non riuscivano a sostenermi neanche per fare quel metro e mezzo che divide la mia camera dal bagno. Nonostante antigrippine, cegripe e puozz sculá vari la febbre non si é mai abbassata, assestandosi sui 38º. Dulcis in fundo un vomito continuo e una "trippa facile" che mi hanno praticamente steso. Il tutto da sola a casa col pargolo...
Sospetto comunque che questo virus sia di importazione. Il fatto é che un nostro cugino é stato a Parigi la settimana scorsa ed é tornato acciaccato. D'altronde un virus francese non poteva che essere "sofisticato"!
09 settembre 2008
Ormai é certo: i detersivi qua sono pericolosissimi!
Pochi giorni fa raccontavo del mio incontro-scontro con uno sgrassante. Lo sgrassante si è rivelato un'arma mortifera per il mio alluce.
Ieri peró ho scoperto che anche l'ammorbidente che uso é pericoloso, pericolosissimo!
Dopo mesi di ammorbidente al profumo neutro ho deciso di provarne uno che, stando a quello che dice la confezione, é al latte di mandorla e acqua di cocco. In realtá sniffando la confezione sembra tutto meno l'odore della mandorla o del cocco.
Una volta lavati i panni peró te ne accorgi, ah se te ne accorgi! Ieri sera, stendendo i panni, sono rimasta cosí presa dall'odore che da essi si sprigionava che una sola immagine si è fissata nella mia mente: un Bounty accompagnato da un bicchiere di orzata :)
Mo', considerando che praticamente lavo e stendo panni tutti i giorni, cumm' aggia ffá? Mica mi posso scufanare di Bounty?
Se lo sgrassante si é rivelato un pericolo per le dita dei piedi l'ammorbidente é il talebano della linea!!!
E adesso, permettete, mi vado a sniffare la magliettina di David :)
Ieri peró ho scoperto che anche l'ammorbidente che uso é pericoloso, pericolosissimo!
Dopo mesi di ammorbidente al profumo neutro ho deciso di provarne uno che, stando a quello che dice la confezione, é al latte di mandorla e acqua di cocco. In realtá sniffando la confezione sembra tutto meno l'odore della mandorla o del cocco.
Una volta lavati i panni peró te ne accorgi, ah se te ne accorgi! Ieri sera, stendendo i panni, sono rimasta cosí presa dall'odore che da essi si sprigionava che una sola immagine si è fissata nella mia mente: un Bounty accompagnato da un bicchiere di orzata :)
Mo', considerando che praticamente lavo e stendo panni tutti i giorni, cumm' aggia ffá? Mica mi posso scufanare di Bounty?
Se lo sgrassante si é rivelato un pericolo per le dita dei piedi l'ammorbidente é il talebano della linea!!!
E adesso, permettete, mi vado a sniffare la magliettina di David :)
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