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24 gennaio 2010

I Pastéis de Belém secondo David

Ieri siamo andati ai Pastéis de Belém. Questi goduriosi dolcetti sono un must della capitale portoghese. Ne ho parlato più volte ed ogni volta mi scorre la bava solo al pensiero (sbav, sbav, sbav).
C'é da dire che anche il locale é pieno di fascino, per non parlare della zona in sé, Belém, per me una delle più belle della capitale, se non la più bella.
Ieri finalmente ci siamo ritornati.

David ci era stato quando era più piccolo. In quell'occasione volle assaggiare un pastel, poi peró si limitò a ciucciare un Ucal.



Ieri, dall'alto dei suoi 4 anni, si é avventato su uno di essi e se lo é gustato. Prima di sederci al tavolo (c'era una fila enorme!) diceva che il pastel non lo voleva. Poi peró evidentemente rapito dal profumo ha cambiato idea.
Seduto al tavolo ha sniffatto i due contenitori di zucchero e cannella con cui di solito si guarniscono i pastéis (sbav, sbav, sbav!) e, una volta arrivati i pastéis al tavolo, non ha capito più niente.
Mette lo zucchero, la cannella e prova.
Gli ho fatto delle foto, la sua é la faccia di chi pensa:«Ma pecché nun me lascie magná?».






Ecco appunto, l'ho lasciato mangiare, d'altronde anche io ero occupata (a strafocarmi due pastéis!!!).

22 settembre 2009

É quasi ora di pranzo. Avete fame?

Volete favorire?




Ah se non ci fosse il cugino fotografo non potrei ricordare il bel riso ai frutti di mare (arroz de marisco) mangiato un paio di settimane fa in una delle nostre gite al mare!

E che dire della sangria?



E la compagnia al mio fianco poi?




Cosa aggiungere?


Eh, ca teng famme!!!

PS: MammaManga, tesoro mio, non lo faccio per cattiveria :)

17 febbraio 2009

Ode al pão alentejano

L'Alentejo é una regione del Portogallo (http://it.wikipedia.org/wiki/Alentejo). É la regione dei miei suoceri (mio figlio é in parte alentejano), quella che conosco meglio e che più amo.

Una regione costellata di bellezze naturali ed architettoniche, fatta di contrasti (si va dalla Costa Vicentina alle pianure del Baixo Alentejo) ed abitata da genti accoglienti e radicate nelle loro tradizioni. Parlano un portoghese con cadenza propria, molto simpatica, che io ho assimilato e che uso automaticamente quando parlo con alentejanos.
Per qualche immagine e notizia ho trovato questi link in italiano:


Inutile dire che vi consiglio un viaggio in Portogallo e in particolar modo in questa regione che é un'autentica caixinha de surpresas (scatola di sorprese).

La gastronomia alentejana é degna di nota. Alla sua base ci sono il maiale, declinato in tutte le sue forme ed il pane o meglio dicasi pão alentejano, dalla caratteristica forma che potete vedere nelle foto:



Il pão alentejano é buono da solo appena uscito dal forno, é buono col formaggio, con gli enchidos (gli insaccati), con la nutella. É ottimo da tostare in uno dei tanti camini che riscaldano ogni casa alentejana che si rispetti e da spalmare di burro, é ottimo per fare fatias douradas, per fare toast di ogni tipo, é l'ingrediente principali di piatti come migas, açorda, ensopado, gaspacho, tutti della tradizione gastronomica alentejana.
Gli alentejanos mangiano tutto col pane, anche l'anguria, il melone o la buccia d'arancia. Il pão alentejano insomma é re sulle tavole di questa regione. Anche a casa mia é re. Ogni volta che lo trovo lo compro.
Stasera, per esempio, prevedo una cena rapida a base di toast. Torneró un pó tardi e mi "accontenteró" di un toast fusion con pão alentejano, queijo flamengo, mortadella e zucchine alla griglia avanzate ieri. Una cosa leggera (!) dall'impronta lusoitaliana.
Adesso che ci penso poco fa ho comprato i friarielli. Sarebbe un peccato non farli incontrare col pão alentejano ...

NOTA: la foto del pane l'ho scattata ieri sera, i link ad alcune immagini di piatti tipici etc. sono stati pescati nella rete


30 gennaio 2009

Tempaccio

Sono settimane, azzarderei mesi, che il tempo qui é una schifezza. Piove giorno si, giorno si, al centro-nord ha fatto la neve, da due settimane soffia un vento freddo che ti congela le ossa. Insomma siamo ai Caraibi, vado a farmi un bagno!
E io che più volte mi sono vantata su questo blog del tempo ameno di cui gode il Portogallo. Mai troppo freddo, mai troppa pioggia, neve che neanche sanno cosa sia, temperature che anche d' inverno superano i 15º, a volte pure i 20º (si, credetemi, mi é giá capitato molte volte, di girare a maniche corte a Febbraio).
A quanto pare peró mi ero illusa. O forse negli ultimi quasi nove anni di permanenza in Portogallo ho dormito con la "zizza mmocca". Infatti da piú parti mi hanno confermato che il tempo d'inverno anche qui é fatto di pioggia prolungata, neve e pure freddo. Dove ho vissuto sino ad'ora?

Il fine settimana ha un sapore un pó amaro. Il maltempo previsto certo, ma anche il fatto che ho saputo che alcune cose a cui tenevo non si sono concretizzate. Si vede che non era destino oppure sono io che non sono abbastanza adeguata. Voglio propendere per la prima ipotesi.
E poi oggi la signora che di tanto in tanto va a lavorare a casa mia aiutandomi nelle faccende (i.e. stirando i panni) non si é sentita molto bene quindi il lavoro é saltato alla prossima settimana. Sapete cosa vuol dire questo? Mammamanga mi rivolgo a te in particolare, te lo stai giá immaginando il mio fine settimana? Si, hai dipinto perfettamente il quadro nella tua testa: io, attaccata al ferro da stiro a fare quello che piú odio, moltiplicato per una quantitá oscena di panni.
Sapete che vi dico? Per tirarmi su vado a fare merenda con pão com chouriço che tengo fame!


Foto molto, molto invitante presa dalla rete

29 ottobre 2008

Un matrimonio portoghese un pó atipico

Da quando vivo in Portogallo sono stata a tre matrimoni: uno di un amico (cominciato la mattina presto e finito la sera tardissimo) e due di familiari. Quello a cui sono stata sabato scorso era il matrimonio di un familiare.

Ero dell'idea che ai matrimoni portoghesi si tirasse sempre tardi e si mangiasse molto, assai proprio. Infatti ai primi due matrimoni in cui sono stata posso affermare che, volendo, il cibo poteva anche uscirmi dalle orecchie che non finiva. Un susseguirsi di aperitivi, frittini, antipasti, portate principali, dolci, vini, bibite, salumi e formaggi tipici, frutta a go-go, insalate... insomma una esagerazione che peró a molti piace. Infatti si dice che le settimana che antecede il matrimonio sia di dieta, per prepararsi meglio all'abbuffata.

In alcuni casi il matrimonio puó durare due giorni. Il primo giorno, dedicato al matrimonio vero e proprio, con tutti gli invitati; il secondo giorno, con la famiglia più stretta, per continuare a festeggiare e, diciamolo pure, a finire quello che é avanzato...

Al matrimonio in cui sono stata sabato scorso peró non é successo niente di tutto questo ed é per questo che l'ho definito atipico.

Atipica l'ora della cerimonia in chiesa: le 14:30


Atipica la puntualitá della sposa: aveva forse paura che lo sposo ci ripensasse?

Atipica l'assenza del fotografo: o meglio, il fotografo c'era, ma gli sposi non si sono assentati per fare foto (non hanno voluto l'album fotografico classico), né agli invitati é stato chiesto di posare. Il fotografo, come un' anima in pena, si aggirava tra le persone e scattava, a volte a tradimento :)

Atipico il banchetto nunziale: nessuna esagerazione di cibo, ma quantitá e varietá moderate (forse anche troppo). Si é incominciato con qualche antipastino fantasma (che in pochi hanno visto e assaggiato, io per esempio niente, manco un pastelinho de bacalhau...!) verso le 16:30, per proseguire poi, verso le 19:00, con la cena vera e propria.
Una cena parca a base di zuppa di pesce e filetto di carne con mela arrosto, ratatouille e migas con asparagi (migas é una poltiglietta che si fa con pane, acqua e sugna; detto cosí pare na schifezza, ma credetemi é assolutamente divina).

La torta nunziale non c'é stata, in cambio peró hanno offerto due pasticcini a base di mandorle e zucchero accompagnati da uno shot di limoncello (si, si, avete letto bene, limoncello, anche qui si beve). Certo il limoncello é un digestivo, ma c'era poco da digerire :)

Il banchetto nunziale sarebbe finito qui, non fosse stato per il provvidenziale intervento degli amici della coppia che hanno offerto una serie di dolci disposti su un tavolo comune e disponibili a chiunque ne volesse assaggiare.

Quelli che avevano intenzione di andare lá per sbafarsi sono rimasti a bocca asciutta!

Come in ogni classico matrimonio si é ballato (io ho ballato con David che sembrava Tony Manero posseduto), si sono rivisti alcuni familiari e amici etc.
Prima di mezzanotte eravamo a casa.
David si é divertito tantissimo. É stato anche capace di sorbirsi buona parte della cerimonia in chiesa, che per la cronaca e per il diletto/invidia di quelli che mi seguono che conoscono Lisbona, si trova in zona Chiado, proprio di fronte alla Brasileira.

Ed ora qualche foto:

David con o suoi cuginetti





David che gioca




David che interpreta Mario Merola e Tony Manero



E per finire David con mamma sua




PS: Um agradecimento especial ao "Pimo" pelas fotos :)

08 settembre 2008

Bolo de Mel do Algarve

Premetto che foto non ce ne sono. Se la vostra intenzione é sbavarvi appresso a una bella torta cambiate blog. La torta ormai é solo un vago ricordo, nel senso che ce la siamo giá fatta fuori!

Io a fare i dolci sono una mezza schiappa. A volte ci riesco, altre no. Finisco per fare sempre gli stessi, ricette collaudate, che quasi sicuramente mi vengono bene.
Ieri peró in un impeto di curiositá culinaria (diciamo pure che mi stavo sbavando sul mio librone di ricette, che non ha neanche una foto, ma ti fa sbavare lo stesso, quando si dice il potere della parola...) ho voluto provare a fare il Bolo de Mel do Algarve (Torta al Miele dell'Algarve).
Siccome mi é piacuto assai, siccome è facilissimo da fare vi invito a provarci (e ad invitarmi a mangiarne una fetta con un bicchierino o due di Marsala, a mó di giudice):

Ingredienti

250 gr. di zucchero
250 gr. di farina
5 uova
300 gr di miele
la buccia di un limone grattuggiata
2 cucchiai di olio evo
un pizzico di chiodi di garofano in polvere (o cannella in alternativa)
un cucchiaino di lievito


Procedimento

Accendete il forno a 180º.
Sbattete le uova con lo zucchero, senza separare i tuorli dall'albume e fino a che si ingrossano.
Aggiungete, un pó alla volta e sempre continuando a sbattere, l'olio, il miele, la buccia grattuggiata del limone e un pizzico di chiodi di garofano in polvere (o cannella se preferite).
A questo punto aggiungete un pó alla volta la farina setacciata con il lievito e continuate a sbattere fino a che il composto risulti ben amalgamato e faccia delle bolle.
Versate il composto in uno stampo per torte imburrato (ideale 26 cm di diametro e 12 cm altezza) e infornate a 180º per circa 40 minuti. Nel mio ce ne sono voluti 50.
Alla ricetta originale ho aggiunto qualche noce sbriciolata nell'impasto e il risultato é stato notevole. Ho spolverato con un pó di zucchero a velo anche se la ricetta originale non parla di copertura.

Faciteme assapé e statemi bene.

26 maggio 2008

Queima das fitas ed altro ancora

Allora....

Rapido resoconto della festa di sabato scorso della cognatina. La cerimonia si chiama queima das fitas, come vi avevo giá anticipato.
Letteralmente significa "bruciatura dei nastri" perché in pratica gli studenti finalisti di un corso portano con se un dossier con tanti nastri in tessuto. Sui nastri amici, familiari, colleghi e quant'altro lasciano messaggi di auguri, disegni, foto, insomma sono delle piccole e personalissime opere di arte in alcuni casi.
Ogni corso universitario ha il suo nastro, con un determinato colore, larghezza e lunghezza. Quello di mia cognata era verde chiaro. Questo dossier é benedetto durante una messa nel giorno della queima. Alla messa noi tre non ci siamo andati era troppo presto e troppo affollato per noi che abbiamo un bimbo piccolo.
Da notare che gli studenti usano tutti un vestito tipico che si chiama traje che in pratica é un vestito con giacca e pantaloni per i ragazzi e giacca e gonna per le ragazze. Tutti in nero, con camicia bianca, cravatta nera e un mantello che chiamano capa dove attaccano spille, emblemi etc.

Comunque siamo arrivati in tempo per il pranzo in cui abbiamo gustato alcuni antipasti (frittini, insalatine di ceci e baccalá etc.) e poi il famoso bacalhau à bràs (di cui vi avevo giá parlato qui) ed una carne di maiale fritta, bella saporita. Per dolce una magnifica crostata al limone (farcita oltre che col limone con una cremina di formaggio fresco, una cosa divina!) ed una torta con noci, cioccolato e panna.
La festa peró non finisce qui. Nel pomeriggio c'é stata la seconda parte delle celebrazioni. La parte della bruciatura dei nastri vera e propria. Mia cognata studia in una cittá (che tra l'altro é patrimonio mondiale) che si chiama Évora e ad Évora la cerimonia é un pó diversa da quella che gli studenti fanno a Lisbona.
In pratica si radunano tutti i corsi universitari in un edificio dell'universitá e ad uno ad uno sono chiamati gli studenti, per corso universitario e nome. I ragazzi si avvicinano al rettore con il loro padrino (che puó essere un amico, un familiare, insomma chi si vuole) firmano su un libro, fanno la foto ricordo e poi bruciano su una fiamma il nastro donato dal padrino. Dopo di questo ad Évora fanno una cosa che a Lisbona, a quanto mi hanno raccontato, non fanno. In pratica gli studenti sono lanciati in una piscina, vestiti col loro traje, in una sorta di imitazione della nascita, battesimo e bagno liberatorio.
Sabato faceva freddo, il bagno lo hanno fatto e si sono raffreddati pure, ma gli studenti erano tutti contenti!
La cerimonia si é conclusa con lo strappo delle capa (ossia del mantello del vestito) e con un urlo liberatorio.
La festa é stata bella peccato che David a un certo punto ha accusato un pó di febbre e se ne é andato in macchina col papá a riposare. Io ho assistito a tutto insieme alla bisnonna di David (i suoceri hanno partecipato attivamente alla cerimonia del bagno) e ci siamo fatte troppe risate.

Per il resto ritorno a casa accompagnati da panini di pane casereccio e prosciutto crudo del suocero!

Vi comunico anche che ho ricevuto un premio assegnatomi dalla dolce Veronica (se siete golosi come me vi consiglio un giretto nel suo blog!)

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Veronica grazie di cuore!!! Non ti arrabbiare se non proseguo col meme il fatto é che ci sono tanti blog che mi piace accompagnare che non saprei da dove cominciare.

E per finire vi lascio la ricetta del famigerato Bolo de Bolacha (la pizza di gallette portoghese). Io vi indico le dosi peró poi fate voi (questo dolce si presta a molte varianti, fatene una personalissima e invitatemi ad assaggiarla!).

Bolo de bolacha

Ingredienti:

Per la base
600 gr. di gallette (io preferisco quelle rettangolari cosí é più facile preparare il dolce)
1/2 ltr. di caffelatte con un pó di zucchero (e qui fate voi, se vi piace con piú caffé o con più latte, io preferisco con più caffé)

Per la crema:

300 gr. di zucchero a velo
1/2 kg di burro
1 cucchiaio di caffé istantaneo (o di più se preferite il gusto del caffé più forte, insomma assaggiate e vedete quale la vostra soglia limite di caffé)
3 uova medie fresche
cioccolato extra-fondente a scagliettine

Come preparare la crema:

Allora, dovete misturare molto bene il burro (a temperatura ambiente) con lo zucchero finché risulta cremoso. Aggiungete le uova, una ad una, sempre mescolando bene (lo potete fare col battitore tranquillamente). Aggiungete poi il caffé istantaneo e mescolate bene.

Come preparare il dolce:

In un piatto di portata (rettangolare, rotondo, fate voi) disponete uno strato di gallette bagnate una ad una nel caffelatte (non bagnatele troppo queste gallette). Spalmate la superifice dei biscotti con la crema e spargete qua e lá qualche scaglietta di cioccolato fondente (poche). Proseguite cosí, a strati alterni fino all'ultimo strato che sará di crema coperto da scagliette di cioccolato. Mettete in frigo per lo meno per due ore, anche se la morte sua é mangiarlo il giorno dopo.

Il collega che mi ha passato la ricetta dice che aggiusta le dosi di volta in volta, quindi non sono vincolanti, quello che importa é il risultato.

E per oggi é tutto, credo...

07 maggio 2008

Ricettine

No no, non é questo il post del Bolo de Bolacha, il collega ancora non mi ha passato la ricetta quindi attendiamo.

Voglio peró suggerirvi due piatti di cui ho parlato in precedenza e che secondo me sono graditi a molti.

Uno di questo é il Bacalhau com grão, ossia Baccalá con i ceci, che si puó mangiare sia caldo che freddo e rappresenta un piatto unico ricchissimo. Non vi indico dosi perché dipende dal gusto e dalla fame comunque avete bisogno di:

Baccalá dissalato (mettetelo in acqua il giorno prima)
Ceci
Cipolla
Uova
Prezzemolo o coriandolo fresco
Sale fino per condire
Olio extravergine di oliva

Lessate i ceci in acqua con poco sale. Mettete a bollire in acqua il baccalá e lasciatelo cuocere finché non é cotto (dipende dallo spessore dei pezzi). Bollite un uovo per ogni commensale. Tagliate a tocchetti la cipolla e triturate grossolanamente il prezzemolo o il coriandolo fresco.
Una volta preparati tutti gli ingredienti conforme indicato avete due opzioni:

1) Servite in un bel piatto di portata gli ingredienti preparati ed ognuno compone il suo piatto con i ceci, il baccalá intero, l'uovo, la cipolla, il prezzemolo o il coriandolo e condisce con sale q.b. e abbondante olio evo
2) Servite in un piatto di portata come un'insalata, ossia mescolate il baccalá a pezzetti, i ceci, la cipolla, il prezzemolo o coriandolo, l'uovo sale q.b. e abbondante olio evo
Io lo mangio sia caldo (ingredienti appena cotti), sia freddo (stile insalata) e mi piace molto.
Una variante per chi non ama il baccalá é il tonno in scatola, solo che in questo caso il piatto andrebbe consumato freddo.
Chi ama il polipo puó fare la stessa ricetta con il polipo.

L'altra ricettina di cui volevo parlarvi é l'insalata di calamari arrostiti e patate (Choco grelhado com batatas à murro). Premesso che come qualsiasi insalata si possono aggiungere altri ingredienti a piacimento (pomodori, carote, peperoni, mais, insomma...) di solito, traendo ispirazione da mia suocera e soprattutto da un fratello di lei, la preparo cosí:

Calamari grossi a piacimento (uno per commensale per esempio, ma fate voi, dipende un pó dalla grossezza del calamaro)
Patate piccole (di quelle che hanno la buccia sottile, novelle insomma)
Aglio
Coriandolo fresco
Olio extravergine di oliva
Aglio
Coriandolo fresco

Arrostite sulla brace i calamari (che se sono molto grandi possono anche essere aperti). Una volta arrostiti li tagliate a pezzi.
Nella stessa brace (magari sotto), cuocete in carta alluminio le patate, che lascerete con la buccia bel pulita e un pó di sale. Una volta cotte le patate le ritirate dalla carta alluminio e ad una ad una date un colpo secco (le chiamano batatas á murro proprio per questo, murro in portoghese significa pugno) per aprirsi. Attenzione si devono aprire, non sfracellare! Si servono con la buccia.

Disponete nel piatto di portata i calamari, le patate al pugno, l'aglio a pezzettini, molto coriandolo fresco tritato grossolanamente e condite con sale q.b. ed olio evo a piacere (a me questo piatto piace con abbastanza olio, perché poi ci faccio la scarpetta!).
Se vi scocciate di preparare le batatas á murro potete preparare la ricetta con patate bollite, pure é buona.
Se vi piace il baccalá fatela col baccalá alla brace invece del calamaro: é una delizia!

E adesso tutti a preparare che io poi passo é faccio la prova qualitá :)

29 aprile 2008

Chi puó, puó!

Sottotitolo: dedicato a ValeriaScrive.

Cara Valeria mentre nel tuo ufficio si materializzano strane creature, che emettono triplici rumori simili a rutti nel mio stamattina, sulla mia scrivania, si é materializzata una fettona di bolo de bolacha che, per la cronaca, é un dolce fatto con gallette, crema al caffé e cioccolato, dono del nuovo collega della tecnica (Zé Carlos), preparato con le sue manine.

Il collega é una delle persone più golose che conosca incapace di rinuciare al dolce diariamente. Da bravo goloso i dolci (e questo in particolare), oltre a saperli mangiare li sa anche fare e ti confesso che il bolo di bolacha era proprio buono. Si era, perché a quest'ora é giá passato alla storia.

Che dire, Zé Carlos santo subito!

12 marzo 2008

La Bellucci... e le altre! Ovvero é belle a magná

Chissá cosa direbbe la Bellucci se sapesse che la pizzeria, di recente apertura, di fronte al mio ufficio ha dato il suo nome a una pizza! E, giusto per farvi vedere che non spaccio bufale (le frottole non le mozzarelle!) date un occhiata al menú delle pizze qui .

Oggi sono stata a pranzo in questo ristorante, che tra l'altro é molto carino. Certo non mi aspettavo la cucina di mammá, né la pizza di Napoli, ma devo dire che non mi ha deluso. Anzi!

Ed ho proprio scelto la pizza Bellucci che, basicamente, é una pizza con pomodoro fresco, salmone e rucola. Cara Bellucci, se mi stai leggendo (!) non ti preoccupare, la pizza era buona (proprio come te, diranno i maschietti!).

Nel link di cui sopra potete vedere anche le altre pizze disponibili nel menú. Mi incuriosisce molto la Brigadeiro, con cioccolato liquido e granella di cioccolato. Questa peró dovrebbe essere alla voce dessert e non pizze (il Brigadeiro, tra l'altro é un dolce al cioccolato goduriosissimo). Nel menú ci sono anche le fantasiose Virginal e Afrodite, per la serie gli opposti si attraggono.


E siccome é vero che é belle a magná approfitto l'andazzo culinario di questo post per lasciarvi una ricetta di baccalá tipica portoghese che smuove anche i palati più restii al prelibato pesce:


Bacalhau à Brás


Ingredienti per 4 persone:

400 gr di baccalá ;
3 cucchiai di olio di oliva ;
500 gr di patate ;
6 uova ;
3 cipolle ;
1 spicchio d’aglio ;
prezzemolo ;
sale ;
pepe ;
olio per fritture ;
olive nere ;


Preparazione:

Mettiamo il baccalá in ammollo da un giorno all’altro; una volta pronto lo puliamo delle pelle e delle spine e lo sfilacciamo grossolanamente con le mani. Tagliamo le patate a julienne e le cipolle a fettine sottilissime. Tritiamo l’aglio. Friggiamo le patate in olio caldo fino ad imbondirle leggermente. Le lasciamo scorrere su carta assorbente. Nel frattempo in un tegame dal fondo spesso lasciamo soffriggere nell’olio di oliva, a fuoco lento, la cipolla e l’aglio fino alla sua cottura. Una volta cotta la cipolla aggiungiamo il baccala sfilacciato e mescoliamo bene lasciando cuocere per alcuni minuti. Aggiungiamo le patate al baccalá, mescoliamo bene, e col tegame sul fuoco, aggiungiamo le uova sbattute condite con sale e pepe. Mescoliamo ancora fino a che le uova saranno cremose ma cotte. Mettiamo il baccalá, una volta pronto, in un piatto di portata e lo decoriamo con prezzemolo triturato a piacere ed olive nere.
Possiamo accompagnare il piatto con una bella insalata per rinfrescare.
Scettici del baccalá provate e vi ricrederete!








PS: La foto non é mia, ma rende perfettamente l'idea.

11 febbraio 2008

Ricetta della "Carne de porco à alentejana"






Siccome ho notato che, nel bene e nel male, l'abbinamento carne di maiale + vongole ha suscitato qualche curiositá ho deciso di postare la ricetta.

Da come si può notare é una robina leggera leggera, carne di maiale, sugna etc. che sará mai...un attentato a mano armata alla linea!!! Io la mangio un paio di volte l'anno, di solito la prepara la nonna di mio figlio.



Quindi abbiamo:


2dl e 1/2 di vino bianco
800 gr. di carne di maiale tenera
3 spicchi d'aglio
2 cucchiai di paprika (non piccante)
sale e pepe q.b.
1 mazzetto di coriandolo fresco
2 foglie di alloro
1 limone
125 gr. di sugna
800 gr. di vongole (varietá a scelta)



Tagliamo la carne a pezzetti più o meno regolari e la insaporiamo con la paprika, l'aglio schiacciato, le foglie di alloro, il sale, il pepe e il vino bianco. Mescoliamo il tutto molto bene e lasciamo marinare durante 4 ore circa. Nel frattempo mettiamo in acqua e sale le vongole per circa 2 ore e le lasciamo "depurarsi"; passato questo tempo le passiamo sotto l'acqua corrente per lavarle bene. Mettiamo la sugna in una padella grande e quando sará calda aggiungiamo la carne (senza peró il sughetto della marinatura) e la lasciamo friggere finche non assume un colore dorato. Mescoliamo di tanto in tanto. A questo punto aggiungiamo il sughetto della marinatura e lasciamo cuocere a fuoco vivo per un paio di minuti; aggiungiamo poi le vongole. Mescoliamo e quando le vongole si sono aperte aggiungiamo il coriandolo fresco tritato.
Il piatto é pronto. L'accompagnamento puó essere patata bollita o fritta. Io direi che non ci sta male un'insalata di lattuga bella fresca.

Buon appetito!