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30 aprile 2010

Io sono una garanzia

Di cosa? Ma di figure di pupú ovviamente!

Siccome é cominciato il caldo ho rispolverato il guardaroba estivo dell'anno scorso. Stamattina ho indossato una camicina a maniche corte taglio impero, per la serie:«Si, ho le tette! No, non ho la panza!». Fatto sta che io dall'anno scorso a quest'anno ho incamerato alcune rotonditá e quindi quello che l'anno scorso mi serviva quest'anno forse no. Ho indossato la camicina e ho chiuso i bottoni. I primi due stringono un pó sulle tette di cui sopra, ma fa niente. Azzardo.

Lo state immaginando il film?

Bacio David, afferro la borsa e mi lancio in strada, sono in ritardo e quindi corro fino alla fermata. Io e l'autobus siamo arrivati allo stesso tempo ed ero l'unica alla fermata. Salgo affannata sull'autobus, saluto il conducente (no, non era il sosia di Fabio Cannavaro! Sigh!) e mi siedo. Solo in quel momento mi accorgo che i due famigerati bottoni si erano aperti ed io mostravo il reggiseno e le grazie al conducente e a un adolescente che probabilmente avrá giá spifferato tutto ai suoi amici, che pure prendono lo stesso autobus.

Ahhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh!

08 febbraio 2010

La pazza con l'ombrello nel metró

La settimana scorsa ci sono stati due giorni di pioggia infame! Notevoli e repentine scaricate d'acqua che hanno attentato alla salute delle mie scarpette :)

Giovedí scorso sono uscita all'ora di pranzo. In un'ora volevo pranzare, fare un pó di spesa estremamente necessaria (né, ma si puó rimanere senza frutta e verdura in casa?), portare gli stivali da "motociclista", come li chiamo io, dal calzolaio (siamo ormai inseparabili da tre anni , ma la nostra relazione si sta logorando e quindi abbiamo bisogno urgente di suole nuove!!!), prenotare una visita medica e magari fare anche qualcos'altro che adesso non ricordo.

Lavoro praticamente a 50 mt. da una stazione della metró di Lisbona (si, si, invidiatemi pure!) peró, quando piove, anche io devo portarmi l'ombrello appresso, che vi credete.

Assorta nella mia lista della spesa, nel medico, negli stivali, nei broccoli e arance che dovevo comprare, e nella pioggia infame che si infiltrava nelle scarpe, ho sceso la rampa di scale. Mi sono poi avviata alle scale mobili, che mi hanno portata giú nell'atrio di acesso ai treni.
Ho incrociato lo sguardo degli altri passeggeri che guardavano una pazza con l'ombrello aperto nel metró. Fatto questo che pare porti pure seccia...

Giusto in tempo di passare l'abbonamento ed accorgermi che la pazza con l'ombrello aperto nel metró ero io.

INTERNATEMI!

02 giugno 2009

Mais uma para a colecção!

Ovvero sia "una in più da aggiungere alla collezione". A cosa mi riferisco? Ma alle figure di pupú ovviamente.

La settimana scorsa ero molto stanca. Tra casa, lavoro e un lavoretto extra di traduzione che ho accettato di fare (peraltro pallosissimo e che ancora non mi é stato pagato... sgrunt!) e che mi ha fatto tirare fino alle 2 di mattina, con sveglia irrimediabilmente alle 6 per tutta la settimana, mi sentivo uno zombie. E soprattutto con un sonno, ma un sonno che non ho ancora effettivamente recuperato.

Como ho giá riferito in altri post vado al lavoro in autobus; l'autobus attraversa il Ponte Vasco da Gama, ve lo avevo giá riferito no? No? E mo 'o sapite!

Qualche giorno fa, tramortita dalla stanchezza, dal sole a battermi in pieno viso e dal rumore dell'autobus (per l'occasione e a causa di un'avaria del mezzo abituale ho viaggiato su un residuato bellico che secondo me s'arricorde a Salazar!) mi sono addormentata prima di entrare nel Ponte.
Un sonno profondo che é durato tutto il viaggio che a me é parso trascorrere in un tempo infinito (che in realtá é durato appena 40 minuti...) e dal quale sono riemersa grazie ad una passeggera, mia vicina, che accortasi che stavo per perdere la fermata mi gridato all'orecchio, stile venditrice di pesce del Mercado da Ribeira:«Ohhhhhhhhhhhhhh, viziiiiiiiinhaaaaaaaaaaaaaaaaa, esta não é a sua paragem???», ovvero sia "Oh vicina, ma questa non é la sua fermata?".

Ovvio che se non stessi dormendo la reazione sarebbe stata abbastanza compassata. In quel momento peró ero in coma e quindi sono balzata sul posto, con la faccia stralunata, rispondendo al grido con un più cavernicolo:«Uh que?!?» afferrando le mie borse, dizionario ciclopico che quel giorno mi accompagnava e giacca e sono uscita dall'autobus tra l'ilaritá delle due ultime signore presenti che sono poi quelle di cui ho giá parlato qualche post fa.

E termino questo post dicendo che quel giorno non so proprio come mi sono ritrovata in casa, non ricordo di aver fatto il tragitto dalla fermata al salotto di casa mia.

La stanchezza gioca brutti scherzi e fa fare anche delle belle figure...

PS: Adesso tutti i giorni la mia vicina, che non é proprio vicina ma abita qualche palazzo piú in lá controlla se sono sveglia quando arriviamo in zona fermata.

05 settembre 2008

Ancora tu

Sempre io. Ne ho fatto un'altra delle mie.

Poco fa sono andata in farmacia a comprare delle caramelle per la tosse (tosse secca da cagnolino).
La farmacista mi fa vedere i vari gusti (menta, limone, ciliegia etc.) ed io vedendo una busta marroncina chiedo alla signora:

Desculpe, estas são de liquiricia?

La signora ovviamente non mi ha capito. Come biasimarla, non si dice liquiricia in portoghese ma alcaçuz.

SOMARA!

PS: Ho comprato quelle di alcaçuz che sono proprio buone, peccato che la tosse mi fa ancora sembrare un cagnolino (e miche sule a tosse, qualcuno direbbe) ...