Oggi sono inconsolabile. David é dai nonni portoghesi per 2 settimane di meritate vacanze. Nonostante mi faccia piacere che si diverta in campagna dai nonni, che approfitti delle coccole, che faccia una bella pausa prima dell'inizio delle elementari mi manca da straziare.
Oggi poi é stato il giorno del salasso, l'aumento dei mezzi pubblici, 11,25€ di aumento; pagavo e mi sentivo minacciata con una pistola, furto autorizzato...
Ed infine mi é stato consegnato un lavoro da tradurre e non tengo proprio genio.
Cercheró di consolarmi con una bruschetta, favorite?
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01 agosto 2011
16 dicembre 2009
Le feste di Natale
Arriva quel fatidico momento dell'anno in cui si festeggia il Natale alla scuola di David. Quest'anno, nella recita, sará una pallina dell'albero di Natale e canterá una canzone inneggiante "alle palle di cristallo, che se nessuno le appende all'albero cadono sul pavimento e fanno strasshhhhhh!". Che roba é? Nun 'o sacce.
Comunque potrebbe cantare qualsiasi cosa tanto io piangeró lo stesso per l'emozione, mi laveró in lacrime, giá lo so. E faró una bella figuraccia :)
Che faccio, mi porto gli occhiali da sole? Forse...
Venerdí poi arriva il momento della festa di Natale aziendale. Quest'anno, siccome lavoro per un gruppo spagnolo, festeggiamo direttamente a Madrid. Azz! Parto venerdí alle 7:30 e ritorno Venerdí alle 19:30, una toccata e fuga di poche ore, tutta madrilena. Vi devo dire la veritá? Non tengo proprio voglia. Se qua sta facendo freddo lá ha fatto la neve.
Pensandoci bene forse dovrei lavorare per un gruppo brasiliano con sede a Rio :)
Comunque potrebbe cantare qualsiasi cosa tanto io piangeró lo stesso per l'emozione, mi laveró in lacrime, giá lo so. E faró una bella figuraccia :)
Che faccio, mi porto gli occhiali da sole? Forse...
Venerdí poi arriva il momento della festa di Natale aziendale. Quest'anno, siccome lavoro per un gruppo spagnolo, festeggiamo direttamente a Madrid. Azz! Parto venerdí alle 7:30 e ritorno Venerdí alle 19:30, una toccata e fuga di poche ore, tutta madrilena. Vi devo dire la veritá? Non tengo proprio voglia. Se qua sta facendo freddo lá ha fatto la neve.
Pensandoci bene forse dovrei lavorare per un gruppo brasiliano con sede a Rio :)
10 dicembre 2009
Ecchime!
Scusate la latitanza, ma é un periodo abbastanza indaffarato!
La settimana dopo il mio compleanno sono stata impegnata in una fiera per lavoro. La ditta dove lavoro ha partecipato con uno stand e noi eravamo tutti lí. Tre giorni di gonna e tacco alto, di visite di Clienti e soprattutto del capo-capissimo che sta in Spagna e che per l'occasione ci ha visitato.
Il primo giorno di fiera dovevamo andarlo a prendere all'aereporto io e un collega. Come sapete vivo fuori Lisbona e a Lisbona arrivo in autobus. Quel giorno non potevo proprio fare tardi e ho fatto tutte le preghiere e macumbe del caso perché non succedesse niente. E invece sapete che succede? Una cosa surreale che non posso non raccontare :)
Eravamo in una rotonda molto trafficata. L'autobus sta nella sua corsia e incomincia a fare la rotonda. Si infilza un auto da chissá dove e l'autobus deve frenare. Da questo momento in poi e per circa 500 metri é un escalation di insulti tra conducente dell'autobus e automobilista fino a culminare in una schiocchezza che spero costi cara all'automobilista.
La macchina si mette davanti all'autobus e non lo lascia passare. Avanza, frena, avanza, frena. L'autobus cerca di cambiare corsia e l'automobilista si mette davanti. Avanza, frena, avanza, frena. A questo punto il conducente dell'autobus non ci vede piú, ferma l'autobus in mezzo alla strada (anche perché l'altro deficiente non lo lasciava passare) e gli grida di scendere dalla macchina. Il conducente dell'autobus é un metro e novanta di uomo, spalle larghe, faccia da mastino... Incominciano ad insultarsi proprio lí, in mezzo alla strada, scende anche una passeggera, mia vicina che in un'altra vita di sicuro é stata una pescivendola, che si unisce al coro.
Un autobus pieno di gente, tutti increduli. Io che volevo scendere perché non volevo arrivare tardi all'aereoporto.
Prima che la situazione degenerasse peró all'improvvisso scende dall'autobus un pezzo di donna,
si avvicina all'automobilista, mostrandogli il distintivo e chiedendo i documenti. L'automobilista in questione, che doveva avere si e no 22 anni, quando ha visto l'ispettrice e il distintivo ha capitolato... Stava per provocare un incidente, ha intralciato il traffico per giunta in una zona con molto movimento, ha occupato corsie esclusive dei mezzi pubblici e con un autobus pieno di testimoni e un agente dell'autoritá. Si puó essere piú stupidi e irresponsabili?
Comunque in tutto questo é stato fortunato, il conducente dell' autobus-mastino avrebbe potuto spaccargli la faccia, ma si é trattenuto, era in servizio...
Per la cronaca comunque sono arrivata in orario :)
La settimana dopo il mio compleanno sono stata impegnata in una fiera per lavoro. La ditta dove lavoro ha partecipato con uno stand e noi eravamo tutti lí. Tre giorni di gonna e tacco alto, di visite di Clienti e soprattutto del capo-capissimo che sta in Spagna e che per l'occasione ci ha visitato.
Il primo giorno di fiera dovevamo andarlo a prendere all'aereporto io e un collega. Come sapete vivo fuori Lisbona e a Lisbona arrivo in autobus. Quel giorno non potevo proprio fare tardi e ho fatto tutte le preghiere e macumbe del caso perché non succedesse niente. E invece sapete che succede? Una cosa surreale che non posso non raccontare :)
Eravamo in una rotonda molto trafficata. L'autobus sta nella sua corsia e incomincia a fare la rotonda. Si infilza un auto da chissá dove e l'autobus deve frenare. Da questo momento in poi e per circa 500 metri é un escalation di insulti tra conducente dell'autobus e automobilista fino a culminare in una schiocchezza che spero costi cara all'automobilista.
La macchina si mette davanti all'autobus e non lo lascia passare. Avanza, frena, avanza, frena. L'autobus cerca di cambiare corsia e l'automobilista si mette davanti. Avanza, frena, avanza, frena. A questo punto il conducente dell'autobus non ci vede piú, ferma l'autobus in mezzo alla strada (anche perché l'altro deficiente non lo lasciava passare) e gli grida di scendere dalla macchina. Il conducente dell'autobus é un metro e novanta di uomo, spalle larghe, faccia da mastino... Incominciano ad insultarsi proprio lí, in mezzo alla strada, scende anche una passeggera, mia vicina che in un'altra vita di sicuro é stata una pescivendola, che si unisce al coro.
Un autobus pieno di gente, tutti increduli. Io che volevo scendere perché non volevo arrivare tardi all'aereoporto.
Prima che la situazione degenerasse peró all'improvvisso scende dall'autobus un pezzo di donna,
si avvicina all'automobilista, mostrandogli il distintivo e chiedendo i documenti. L'automobilista in questione, che doveva avere si e no 22 anni, quando ha visto l'ispettrice e il distintivo ha capitolato... Stava per provocare un incidente, ha intralciato il traffico per giunta in una zona con molto movimento, ha occupato corsie esclusive dei mezzi pubblici e con un autobus pieno di testimoni e un agente dell'autoritá. Si puó essere piú stupidi e irresponsabili?
Comunque in tutto questo é stato fortunato, il conducente dell' autobus-mastino avrebbe potuto spaccargli la faccia, ma si é trattenuto, era in servizio...
Per la cronaca comunque sono arrivata in orario :)
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31 agosto 2009
Choriamo!
Chorar in portoghese significa piangere.
Choriamo, il lusoitalianismo coniato per l'occasione, vuole indicare che sto "chorando baba e ranho" (letteralmente, piangendo bava e mocciolo) perché da oggi sono di ritorno al lavoro...
Il problema non é il lavoro, ma il fatto che dovró passare meno tempo con David.
Stamattina non immaginate che facce appese avevamo tutti e due.
Choriamo, il lusoitalianismo coniato per l'occasione, vuole indicare che sto "chorando baba e ranho" (letteralmente, piangendo bava e mocciolo) perché da oggi sono di ritorno al lavoro...
Il problema non é il lavoro, ma il fatto che dovró passare meno tempo con David.
Stamattina non immaginate che facce appese avevamo tutti e due.
12 giugno 2009
Shhhushhhhh! Non lo dite a nessuno...
Dopo due giorni di riposo, ossia mercoledí e giovedí causa festivitá nazionali e religiose, oggi ovviamente sono al lavoro (fare ponte di questi tempi é un lusso!).
Cose negative: l'asilo di David é chiuso. Approfittando delle ferie di quasi tutti i bimbi della scuola hanno deciso di chiudere oggi per disinfestazione. Il papá non puó tenerlo, la nonna portoghese latita...
Cose positive: siccome sono l'unica triste al lavoro significa che son sola soletta, significa che David oggi mi fa compagnia :)
Significa che tra poco andremo a pranzo fuori tutti e due, in un centro commerciale che c'é qui vicino e ne approfitteremo per comprare un cappellino nuovo e un paio di occhiali da sole :)
Mi raccomando peró shhhhhhushhhhhh! Non lo dite a nessuno...
Cose negative: l'asilo di David é chiuso. Approfittando delle ferie di quasi tutti i bimbi della scuola hanno deciso di chiudere oggi per disinfestazione. Il papá non puó tenerlo, la nonna portoghese latita...
Cose positive: siccome sono l'unica triste al lavoro significa che son sola soletta, significa che David oggi mi fa compagnia :)
Significa che tra poco andremo a pranzo fuori tutti e due, in un centro commerciale che c'é qui vicino e ne approfitteremo per comprare un cappellino nuovo e un paio di occhiali da sole :)
Mi raccomando peró shhhhhhushhhhhh! Non lo dite a nessuno...
24 marzo 2009
Di corsa
Velocissimamente vi aggiorno sul nuovo lavoro, che procede bene. In questi due giorni mi é sembrato di vivere in un paese straniero avendo messo a frutto le mie conoscenze arruginite di spagnolo.
Per il momento bilancio positivo e, stanchezza a parte, sono soddisfatta.
Scappo, ho bisogno di dormire, vi abbraccio tutti!
Per il momento bilancio positivo e, stanchezza a parte, sono soddisfatta.
Scappo, ho bisogno di dormire, vi abbraccio tutti!
20 marzo 2009
Maledetta crisi
Oggi é il mio ultimo giorno di lavoro presso la ditta in cui ho lavorato negli ultimi nove anni.
Perché? Perché c'é la crisi, perché il mio stipendio non puó più essere assicurato e quindi, prima di essere licenziata, ho dovuto cercato un'alternativa.
Mammamanga lo sa, sono da mesi alla ricerca. Mesi caratterizzati da una precarietá finanziaria di fondo, da tanti colloqui, da tanti rifiuti, da tante illusioni che poi non si sono materializzate. E nel frattempo continuando a fare il mio lavoro con lo stesso impegno, lo stesso gusto degli ultimi nove anni.
Vedete io sono una persona fortunata. Ho incominciato a lavorare in un progetto che mi ha totalmente assorbita, in cui ho iniettato il mio tempo, il mio impegno, la mia dedizione. Tutti i giorni ho continuato a fare un lavoro che mi piace e, nonostante i problemi e gli ostacoli incontrati per il cammino, non ho mai perso il gusto di fare il mio lavoro. Ho imparato tanto e ho scoperto di saper fare altre cose oltre a studiare. Ho conosciuto colleghi con cui ho lavorato prevalentemente bene ed ho imparato a distinguere un buon professionista da chi non lo é, indipendentemente dalle mansioni che svolge.
Lascio il mio posto per necessitá, per dare respiro finanziario alla ditta in cui ho lavorato (una persona in meno é uno stipendio in meno, sono meno tasse, meno spese, meno, meno, meno!) non per volontá, non perché non mi trovassi bene. Ho avuto la fortuna di essere tra quelle persone che al lavoro ci va con piacere. Spero che con questo sollievo finanziario e con altri accorgimenti in materia la ditta sopravviva a questi venti maligni che soffiano e si mantenga in piedi.
Come dicevo comunque ho cercato un'alternativa e sono stata molto fortunata perché, in un momento critico come quello in cui viviamo, sono riuscita a trovare innanzitutto un lavoro e che rispecchia, poi, quello che ho fatto negli ultimi anni, ma in un'area completamente nuova per me, il che mi permetterá di imparare.
É una sfida e come tale la affronteró.
Vorrei leggere il futuro, vorrei sapere se tra un anno, due, chissá, saró ancora in grado di dirmi soddisfatta del mio lavoro.
Di certo una cosa é sicura, miglioreró molto il mio spagnolo perché la ditta é spagnola :)
Buon fine settimana, io finisco di organizzare le ultime cose.
Perché? Perché c'é la crisi, perché il mio stipendio non puó più essere assicurato e quindi, prima di essere licenziata, ho dovuto cercato un'alternativa.
Mammamanga lo sa, sono da mesi alla ricerca. Mesi caratterizzati da una precarietá finanziaria di fondo, da tanti colloqui, da tanti rifiuti, da tante illusioni che poi non si sono materializzate. E nel frattempo continuando a fare il mio lavoro con lo stesso impegno, lo stesso gusto degli ultimi nove anni.
Vedete io sono una persona fortunata. Ho incominciato a lavorare in un progetto che mi ha totalmente assorbita, in cui ho iniettato il mio tempo, il mio impegno, la mia dedizione. Tutti i giorni ho continuato a fare un lavoro che mi piace e, nonostante i problemi e gli ostacoli incontrati per il cammino, non ho mai perso il gusto di fare il mio lavoro. Ho imparato tanto e ho scoperto di saper fare altre cose oltre a studiare. Ho conosciuto colleghi con cui ho lavorato prevalentemente bene ed ho imparato a distinguere un buon professionista da chi non lo é, indipendentemente dalle mansioni che svolge.
Lascio il mio posto per necessitá, per dare respiro finanziario alla ditta in cui ho lavorato (una persona in meno é uno stipendio in meno, sono meno tasse, meno spese, meno, meno, meno!) non per volontá, non perché non mi trovassi bene. Ho avuto la fortuna di essere tra quelle persone che al lavoro ci va con piacere. Spero che con questo sollievo finanziario e con altri accorgimenti in materia la ditta sopravviva a questi venti maligni che soffiano e si mantenga in piedi.
Come dicevo comunque ho cercato un'alternativa e sono stata molto fortunata perché, in un momento critico come quello in cui viviamo, sono riuscita a trovare innanzitutto un lavoro e che rispecchia, poi, quello che ho fatto negli ultimi anni, ma in un'area completamente nuova per me, il che mi permetterá di imparare.
É una sfida e come tale la affronteró.
Vorrei leggere il futuro, vorrei sapere se tra un anno, due, chissá, saró ancora in grado di dirmi soddisfatta del mio lavoro.
Di certo una cosa é sicura, miglioreró molto il mio spagnolo perché la ditta é spagnola :)
Buon fine settimana, io finisco di organizzare le ultime cose.
09 febbraio 2009
Depressa*
Anche oggi di fretta, devo consegnare un lavoro domani (una traduzione), mi devo concentrare e soprattutto darmi una mossa (te vuó spicciá?!).
La riunione dei genitori all'asilo di David é stata tranquilla, forse perché alcuni genitori non erano presenti (quelli più scoccianti insomma) o forse perché l'educatrice doveva andare a cena fuori col fidanzato (addirittura si é presentata con vestitino e tacco a spillo!) o ancora perché la classe di David é cosí BBB, bella buona e brava, che non c'é da perder troppo tempo.
La sorpresa più bella é stata un vassoio di biscotti alla cannella che i piccoli hanno preparato, insieme all'educatrice, per i genitori in visita. I biscottini erano un pó duretti, ma fatti con tanto amore!
Piove. Piove fuori e dentro. La primavera, prima o poi, si occuperá del maltempo fuori. Di quello dentro ci sto provando io, ma mi sento un pó in bilico. Succede cosí quando alcune certezze vanno in frantumi.
Scappo, la mia coscienza mi sta gridando: «Vai a faticá!» :)
* NOTA COL SENNO DI POI: Col titolo non voglio dire che sono depressa (anche se alcune affermazioni potrebbero far pensare il contrario) ma che vado di fretta. Depressa in portoghese significa appunto "di fretta, rapidamente etc."
La riunione dei genitori all'asilo di David é stata tranquilla, forse perché alcuni genitori non erano presenti (quelli più scoccianti insomma) o forse perché l'educatrice doveva andare a cena fuori col fidanzato (addirittura si é presentata con vestitino e tacco a spillo!) o ancora perché la classe di David é cosí BBB, bella buona e brava, che non c'é da perder troppo tempo.
La sorpresa più bella é stata un vassoio di biscotti alla cannella che i piccoli hanno preparato, insieme all'educatrice, per i genitori in visita. I biscottini erano un pó duretti, ma fatti con tanto amore!
Piove. Piove fuori e dentro. La primavera, prima o poi, si occuperá del maltempo fuori. Di quello dentro ci sto provando io, ma mi sento un pó in bilico. Succede cosí quando alcune certezze vanno in frantumi.
Scappo, la mia coscienza mi sta gridando: «Vai a faticá!» :)
* NOTA COL SENNO DI POI: Col titolo non voglio dire che sono depressa (anche se alcune affermazioni potrebbero far pensare il contrario) ma che vado di fretta. Depressa in portoghese significa appunto "di fretta, rapidamente etc."
29 dicembre 2008
É dura
È dura passare cinque giorni con David, ininterrottamente, a giocare, a farsi coccole, a fare disegnini, a testare il suo Saetta McQueen nuovo di zecca (dono di un Babbo Natale attento alle richieste del piccolo) e poi oggi dover tornare al lavoro e lasciarlo all'asilo.
Fortunatamente non ha pianto, contentissimo di andare a scuola a mostrare il suo nuovo zainetto di Wall-e, altro dono di Babbo Natale!
Qui dicono: É assim, é a vida (trad. é cosí, é la vita), peró ci sono giorni in cui la vita pesa un pó di più.
E adesso, sempre in tema di Natale e soprattutto per quelli che capiscono il portoghese, vi lascio con un video satirico tratto dal programma Os Contemporâneos. Una canzone con una finalitá sociale, infatti il titolo significa Salvate i ricchi. E giá perché "anche i ricchi piangono" con la crisi :)
Fortunatamente non ha pianto, contentissimo di andare a scuola a mostrare il suo nuovo zainetto di Wall-e, altro dono di Babbo Natale!
Qui dicono: É assim, é a vida (trad. é cosí, é la vita), peró ci sono giorni in cui la vita pesa un pó di più.
E adesso, sempre in tema di Natale e soprattutto per quelli che capiscono il portoghese, vi lascio con un video satirico tratto dal programma Os Contemporâneos. Una canzone con una finalitá sociale, infatti il titolo significa Salvate i ricchi. E giá perché "anche i ricchi piangono" con la crisi :)
26 novembre 2008
In paradiso
Sono in paradiso!
É appena passato a trovarci un collega, diventato papá da poco, con sua moglie e il piccolo batuffolino!
Tenerlo in braccio é stato come un tuffo nel passato. Il piccolo é delizioso, profumoso, goloso e, come ogni bebé, vede solo la zizza di mammá :)
Benvenuto e che la vita ti sorrida!
É appena passato a trovarci un collega, diventato papá da poco, con sua moglie e il piccolo batuffolino!
Tenerlo in braccio é stato come un tuffo nel passato. Il piccolo é delizioso, profumoso, goloso e, come ogni bebé, vede solo la zizza di mammá :)
Benvenuto e che la vita ti sorrida!
14 ottobre 2008
Eh...
Mi chiedo perché sia cosí difficile ammettere i propri errori. Sbagliano tutti quanti, dov'é il problema? E poi, in molti casi, quando si sbaglia, si puó anche cercare di rimediare.
Lavoro con fornitori, clienti e tecnici da molto tempo. I fornitori in tempi di crisi come questa si azzeccano come le piattole. Compra, compra, compra...
Basta peró fargli capire che non é cosa (ed in questo io sono simpaticamente eloquente) e desistono per un pó.
I clienti possano essere a volte scoccianti, maleducati, stressati, ma hanno sempre ragione. Sono il nostro ganha pão, quello che ci dá da mangiare, che ci permette di pagare le spese, di sostenere la nostra attivitá. I clienti sono i nostri numi tutelari. E anche quando non hanno ragione gliela diamo e cerchiamo di risolvere ogni possibile attrito senza pregiudicare le due parti in causa (noi e loro).
I tecnici peró sono brutte bestie, di quelle che ti fanno perdere le staffe se il tuo autocontrollo é poco allenato (o se la pazienza ha giá trasbordado il suo limite).
Innanzitutto in quanto tecnici danno molte cose per scontato. Danno per scontato che un cliente sia in grado di capire, al primo contatto, come funziona un prodotto; danno per scontato che se qualcosa non funziona é perché il prodotto ha un problema. Mai che il problema fossero loro, mai che qualche superficialitá da parte loro (superficialitá in alcuni casi dettata dalla estrema fiducia che hanno in loro stessi), possa essere all'origine di un problema. Io sono tecnico quindi faccio tutto bene.
Qui non si tratta di mettere in causa il valore e le prestazioni del singolo individuo. Si tratta di riconoscere a priori, che pure loro, che sono tecnici, possono sbagliare e che quindi é meglio se controllano e ricontrollano quello che fanno.
In otto anni di esempi di questo genere me ne sono passati di fronte vari. Alcuni continuano qui, altri hanno cambiato strada molte volte (eh giá, perché per chi non lo sapesse i tecnici sono anche un pó mercenari). Eppure, qualunque sia il loro livello di formazione, di conoscenze etc. fanno sempre e categoricamente gli stessi errori, anche quando allertati su certe situazioni.
Il problema, come ho detto all'inizio, non é l'errore. É saperlo riconoscere e porvi rimedio. É imparare da quell'errore per il futuro, affinché nel prossimo cliente, in una situazione identica o simigliante, si proceda in modo diverso e più giusto.
Chissá perché, per questa categoria di professionisti, é più difficle degli altri e perché ogni richiamo é preso come un attacco alla loro persona invece che alla loro professionalitá.
Permettete lo sfogo, 'sta gente a volte mi fa proprio arrivare al limite della sopportazione!
E pensare che oggi, approfittando una commissione da fare in centro sono stata nell'Av. da Liberdade, Marquês de Pombal , Saldanha & co. Se sapevo che tornando al lavoro mi dovevo intossicare me ne rimanevo a zonzo...
Lavoro con fornitori, clienti e tecnici da molto tempo. I fornitori in tempi di crisi come questa si azzeccano come le piattole. Compra, compra, compra...
Basta peró fargli capire che non é cosa (ed in questo io sono simpaticamente eloquente) e desistono per un pó.
I clienti possano essere a volte scoccianti, maleducati, stressati, ma hanno sempre ragione. Sono il nostro ganha pão, quello che ci dá da mangiare, che ci permette di pagare le spese, di sostenere la nostra attivitá. I clienti sono i nostri numi tutelari. E anche quando non hanno ragione gliela diamo e cerchiamo di risolvere ogni possibile attrito senza pregiudicare le due parti in causa (noi e loro).
I tecnici peró sono brutte bestie, di quelle che ti fanno perdere le staffe se il tuo autocontrollo é poco allenato (o se la pazienza ha giá trasbordado il suo limite).
Innanzitutto in quanto tecnici danno molte cose per scontato. Danno per scontato che un cliente sia in grado di capire, al primo contatto, come funziona un prodotto; danno per scontato che se qualcosa non funziona é perché il prodotto ha un problema. Mai che il problema fossero loro, mai che qualche superficialitá da parte loro (superficialitá in alcuni casi dettata dalla estrema fiducia che hanno in loro stessi), possa essere all'origine di un problema. Io sono tecnico quindi faccio tutto bene.
Qui non si tratta di mettere in causa il valore e le prestazioni del singolo individuo. Si tratta di riconoscere a priori, che pure loro, che sono tecnici, possono sbagliare e che quindi é meglio se controllano e ricontrollano quello che fanno.
In otto anni di esempi di questo genere me ne sono passati di fronte vari. Alcuni continuano qui, altri hanno cambiato strada molte volte (eh giá, perché per chi non lo sapesse i tecnici sono anche un pó mercenari). Eppure, qualunque sia il loro livello di formazione, di conoscenze etc. fanno sempre e categoricamente gli stessi errori, anche quando allertati su certe situazioni.
Il problema, come ho detto all'inizio, non é l'errore. É saperlo riconoscere e porvi rimedio. É imparare da quell'errore per il futuro, affinché nel prossimo cliente, in una situazione identica o simigliante, si proceda in modo diverso e più giusto.
Chissá perché, per questa categoria di professionisti, é più difficle degli altri e perché ogni richiamo é preso come un attacco alla loro persona invece che alla loro professionalitá.
Permettete lo sfogo, 'sta gente a volte mi fa proprio arrivare al limite della sopportazione!
E pensare che oggi, approfittando una commissione da fare in centro sono stata nell'Av. da Liberdade, Marquês de Pombal , Saldanha & co. Se sapevo che tornando al lavoro mi dovevo intossicare me ne rimanevo a zonzo...
05 maggio 2008
Eventuali e varie
Allora... Oggi ne avrei tante da raccontare, ma non ho molto tempo quindi cercheró di fare del mio meglio.
Primo Maggio passato in modo tranquillo. Abbiamo lasciato manifestazioni e affini ai sindicati sindicalizzati e ce ne siamo andati a vedere l'appartamento di un cugino omonimo di David (e a caricare pure delle scatole e chincaglierie varie). Questo cugino (chiamato da David col nome di primo trad. cugino) ha comprato casa e finalmente, dopo mesi di attesa per firmare il contratto del mutuo (i.e. per inguaiarsi durante 30 anni), abbiamo potuto vedere la casa. É un appartamento piccolo, ma grazioso. Siamo contenti per lui.
Per festeggiare siamo andati a mangiare caracois trad. lumache e choco frito trad. calamaro fritto. Giusto per mantenersi leggeri leggeri. Alto gradimento di David anche nel settore culinario!
Venerdí ovviamente non ho fatto ponte. La connessione internet al lavoro si peró, infatti funzionava a singhiozzo!
Di sera poi siamo partiti per il fine settimana dai suoceri, in campagna.
Dal lato puramente mangereccio ho gustato in questi giorni insalata di calamaro alla brace con patate (con condimento di aglio olio e prezzemolo), pollo stufato (da notare che il pollo é di produzione familiare!) e insalata di ceci e baccalá. Insomma ci abbiamo dato dentro...
Domenica pomeriggio, dopo un'abbuffata di ceci e baccalá ci é venuta l'insana idea di fare un giro in bici, ossia di andare in bici da casa dei suoceri fino al terreno degli stessi che dista una quindicina di km. Io volevo provare la nuova bici che mi era stata regalata a Natale con un giretto degno di nota e David doveva inaugurare il suo sediolino da bici. Ovviamente David se lo é portato dietro il papá se no morivo dopo 500 metri... Secondo me quando mi sono montata in sella non ho ben idealizzato il percorso che, seppur non molto lungo (15 km in bici non é niente) é caratterizzato da strade in terra battuta, buchi dovunque, salite, discese, curve e polvere (e pure sassolini vaganti, proiettati dalla bici di fronte). Non dimentichiamo il fattore caldo che, si sa, di primo pomeriggio non é gradevolissimo.
A metá percorso i suoceri si sono caricati David nel furgoncino. E giá perché lui, comodamente seduto sul sediolino dietro alla bici del papá, si é addormentato e stava pericolosamente in posizione collo ciondolante. Il percorso l'ho fatto tutto. Nonostante maledicessi i ceci col baccalá, il sole, il calore, gli insetti. Ed ho visto dei paesaggi molto belli. Peccato non avere con me la macchina fotografica (neanche quel fetente di telefonino tenevo...).
Una volta arrivata al terreno dei suoceri ero praticamente in fiamme, ma soddisfattissima di esserci riuscita. Mi sono stravaccata sul divano comunitario (per intenderci quello dove dormono i cani, i gatti e tutti gli altri animali che popolano il terreno del suocero) noncurante della polvere e di altre zozzerie che eventualmente si annidano nel sofá...
David si é pure seduto in sella al trattore del nonno cercando il bottone per accenderlo, quel furfantello.
Inutile dire che oggi praticamente non sento il sedere... vabbé devo comprare un sellino più comodo per la bici!!!
Oggi, all'ora di pranzo sono stata in banca. É uno sportello di una banca spagnola che non ha molta affluenza e, devo dire dopo quello che ho visto oggi, per fortuna!
C'é una signora che dimostra 35 anni, non di più, che lavora in questa banca ad uno degli sportelli. La signora... come dire... ha nome e portamento di una... mmm... come farvelo capire... mmm... di una zoccolaccia (ecco, l'ho scritto) e stava parlando con un tizio di cose che niente hanno a che vedere con la banca. Erano fatti privatissimi (e forse pure un pó segreti) posti in piazza lí davanti a colleghi e avventori (in questo caso avventrice, perché c'ero solo io) della banca.
Il succo della conversazione, da quello che ho potuto capire, é che il signore che stava parlando con la zocc... scusate con la signora ha un mezzo intrallazzo con la zocc... scusate con la signora e in pratica nel fine settimana si é incrociato, per caso, con lei e con il fidanzato di lei in un centro commerciale.
Il signore (che aveva la fede al dito ndr) si lamentava in modo alquanto teatrale (ossia si voleva proprio far sentire da tutti) che la sign.... scusate la zoccola, gli aveva omesso che era fidanzata. Da lí un putiferio di: Tizio tu non ti puoi mettere nella mia vita privata, solo perché bla bla bla. E poi io non ti ho mai chiesto niente di tua moglie bla bla bla. Tutto questo agli occhi di tutti. Insomma una puntata di Beautiful live e in portoghese!
Comunque la signora ha mandato via il tizio liquidandolo con un correttissimo seppur un pó sguaiato: di queste cose poi ne parliamo lá fuori (per la serie quando t'acchiappe lá fore te facce o mazze a taralle). E poi mi ha ricevuto con un sorrisino plastico stampato in faccia e le mani tremanti.
Certo io questi intrallazzi fedifraghi non li vedo di buon occhio peró quel pesce lesso, se proprio voleva parlare con la signora, lo avesse fatto in separata sede! Non sul luogo di lavoro. Che poi lui, con la fede al dito...
Vabbé vado iá, se no mi pigliate per un inciucessa!
Primo Maggio passato in modo tranquillo. Abbiamo lasciato manifestazioni e affini ai sindicati sindicalizzati e ce ne siamo andati a vedere l'appartamento di un cugino omonimo di David (e a caricare pure delle scatole e chincaglierie varie). Questo cugino (chiamato da David col nome di primo trad. cugino) ha comprato casa e finalmente, dopo mesi di attesa per firmare il contratto del mutuo (i.e. per inguaiarsi durante 30 anni), abbiamo potuto vedere la casa. É un appartamento piccolo, ma grazioso. Siamo contenti per lui.
Per festeggiare siamo andati a mangiare caracois trad. lumache e choco frito trad. calamaro fritto. Giusto per mantenersi leggeri leggeri. Alto gradimento di David anche nel settore culinario!
Venerdí ovviamente non ho fatto ponte. La connessione internet al lavoro si peró, infatti funzionava a singhiozzo!
Di sera poi siamo partiti per il fine settimana dai suoceri, in campagna.
Dal lato puramente mangereccio ho gustato in questi giorni insalata di calamaro alla brace con patate (con condimento di aglio olio e prezzemolo), pollo stufato (da notare che il pollo é di produzione familiare!) e insalata di ceci e baccalá. Insomma ci abbiamo dato dentro...
Domenica pomeriggio, dopo un'abbuffata di ceci e baccalá ci é venuta l'insana idea di fare un giro in bici, ossia di andare in bici da casa dei suoceri fino al terreno degli stessi che dista una quindicina di km. Io volevo provare la nuova bici che mi era stata regalata a Natale con un giretto degno di nota e David doveva inaugurare il suo sediolino da bici. Ovviamente David se lo é portato dietro il papá se no morivo dopo 500 metri... Secondo me quando mi sono montata in sella non ho ben idealizzato il percorso che, seppur non molto lungo (15 km in bici non é niente) é caratterizzato da strade in terra battuta, buchi dovunque, salite, discese, curve e polvere (e pure sassolini vaganti, proiettati dalla bici di fronte). Non dimentichiamo il fattore caldo che, si sa, di primo pomeriggio non é gradevolissimo.
A metá percorso i suoceri si sono caricati David nel furgoncino. E giá perché lui, comodamente seduto sul sediolino dietro alla bici del papá, si é addormentato e stava pericolosamente in posizione collo ciondolante. Il percorso l'ho fatto tutto. Nonostante maledicessi i ceci col baccalá, il sole, il calore, gli insetti. Ed ho visto dei paesaggi molto belli. Peccato non avere con me la macchina fotografica (neanche quel fetente di telefonino tenevo...).
Una volta arrivata al terreno dei suoceri ero praticamente in fiamme, ma soddisfattissima di esserci riuscita. Mi sono stravaccata sul divano comunitario (per intenderci quello dove dormono i cani, i gatti e tutti gli altri animali che popolano il terreno del suocero) noncurante della polvere e di altre zozzerie che eventualmente si annidano nel sofá...
David si é pure seduto in sella al trattore del nonno cercando il bottone per accenderlo, quel furfantello.
Inutile dire che oggi praticamente non sento il sedere... vabbé devo comprare un sellino più comodo per la bici!!!
Oggi, all'ora di pranzo sono stata in banca. É uno sportello di una banca spagnola che non ha molta affluenza e, devo dire dopo quello che ho visto oggi, per fortuna!
C'é una signora che dimostra 35 anni, non di più, che lavora in questa banca ad uno degli sportelli. La signora... come dire... ha nome e portamento di una... mmm... come farvelo capire... mmm... di una zoccolaccia (ecco, l'ho scritto) e stava parlando con un tizio di cose che niente hanno a che vedere con la banca. Erano fatti privatissimi (e forse pure un pó segreti) posti in piazza lí davanti a colleghi e avventori (in questo caso avventrice, perché c'ero solo io) della banca.
Il succo della conversazione, da quello che ho potuto capire, é che il signore che stava parlando con la zocc... scusate con la signora ha un mezzo intrallazzo con la zocc... scusate con la signora e in pratica nel fine settimana si é incrociato, per caso, con lei e con il fidanzato di lei in un centro commerciale.
Il signore (che aveva la fede al dito ndr) si lamentava in modo alquanto teatrale (ossia si voleva proprio far sentire da tutti) che la sign.... scusate la zoccola, gli aveva omesso che era fidanzata. Da lí un putiferio di: Tizio tu non ti puoi mettere nella mia vita privata, solo perché bla bla bla. E poi io non ti ho mai chiesto niente di tua moglie bla bla bla. Tutto questo agli occhi di tutti. Insomma una puntata di Beautiful live e in portoghese!
Comunque la signora ha mandato via il tizio liquidandolo con un correttissimo seppur un pó sguaiato: di queste cose poi ne parliamo lá fuori (per la serie quando t'acchiappe lá fore te facce o mazze a taralle). E poi mi ha ricevuto con un sorrisino plastico stampato in faccia e le mani tremanti.
Certo io questi intrallazzi fedifraghi non li vedo di buon occhio peró quel pesce lesso, se proprio voleva parlare con la signora, lo avesse fatto in separata sede! Non sul luogo di lavoro. Che poi lui, con la fede al dito...
Vabbé vado iá, se no mi pigliate per un inciucessa!
29 aprile 2008
Chi puó, puó!
Sottotitolo: dedicato a ValeriaScrive.
Cara Valeria mentre nel tuo ufficio si materializzano strane creature, che emettono triplici rumori simili a rutti nel mio stamattina, sulla mia scrivania, si é materializzata una fettona di bolo de bolacha che, per la cronaca, é un dolce fatto con gallette, crema al caffé e cioccolato, dono del nuovo collega della tecnica (Zé Carlos), preparato con le sue manine.
Il collega é una delle persone più golose che conosca incapace di rinuciare al dolce diariamente. Da bravo goloso i dolci (e questo in particolare), oltre a saperli mangiare li sa anche fare e ti confesso che il bolo di bolacha era proprio buono. Si era, perché a quest'ora é giá passato alla storia.
Che dire, Zé Carlos santo subito!
Cara Valeria mentre nel tuo ufficio si materializzano strane creature, che emettono triplici rumori simili a rutti nel mio stamattina, sulla mia scrivania, si é materializzata una fettona di bolo de bolacha che, per la cronaca, é un dolce fatto con gallette, crema al caffé e cioccolato, dono del nuovo collega della tecnica (Zé Carlos), preparato con le sue manine.
Il collega é una delle persone più golose che conosca incapace di rinuciare al dolce diariamente. Da bravo goloso i dolci (e questo in particolare), oltre a saperli mangiare li sa anche fare e ti confesso che il bolo di bolacha era proprio buono. Si era, perché a quest'ora é giá passato alla storia.
Che dire, Zé Carlos santo subito!
02 aprile 2008
Ci sono giorni cosí
Ieri una giornataccia! Quando ho finalmente messo la testa sul cuscino sono crollata, per non pensare.
Innanzitutto la notizia a sorpresa delle dimissioni di un collega del dipartimento tecnico. Non mi dispiace per il collega che se ne va, non ho un'affezione particolare per lui come ho per altri con cui lavoro od ho lavorato in passato. Il fatto é che il collega, che dovrebbe dare 60 giorni di preavviso, se ne va di punto in bianco. La prossima settimana non ci sará più. E lui sta accompagnando delle istallazioni in Clienti importanti che rimarranno in sospeso e saranno riprese più tardi. Immaginate l'insoddisfazione dei Clienti? La state vedendo? Ecco, io la sento giá nello stomaco... Certo il collega (quasi ex) avrá le sue penalizzazioni pecuniarie per il mancato preavviso (la legge lo permette), ma a lui che gliene importa? Tanto vive a casa coi suoi, spese e responsabilitá non ne ha (si vanta pure di questo), sta con l'animo leggero. E dei problemi della ditta e dei Cliente non si preoccupa minimamente. A me un atteggiamento simile indica 2 cose:
1) irresponsabilitá
2) immaturitá
Puó essere che cresca, nel frattempo peró continua a ciucciare dalla zinna della mamma...
In mattinata sono stata in banca a trattare di alcuni documenti. Solite file, ma va tutto bene. Fino a quando non cerco di rientrare in ufficio nei mezzi pubblici nella fattispecie metro e autobus. La metropolitana la aspetto per quasi mezz'ora (manco il regionale Salerno-Napoli aspettavo tanto). L'autobus, di tanto aspettare, l'ho dato per disperso ed ho preso un taxi. Tutto questo per fare una decina di chilometri, forse meno. Vabbé!
Nel pomeriggio finisco di fare quello che mi sono proposta di teminare, faccio qualche preventivo e finalmente arriva l'ora di andare a prendere David all'asilo (dimenticavo di dire che nella mia uscita in banca mi sono fermata in un negozio e gli ho comprato tre macchinine ispirate al film Disney Cars che gli piace tanto). Contento di vedermi e ancora più contento di vedere le 3 macchinine Saetta McQueen, Sig.na Sally e Mater andiamo all'incontro col papá con cui, di solito, ritorniamo a casa. Per arrivare a casa attraversiamo un ponte, il Vasco da Gama, giá teatro di alcuni episodi poco divertenti (file chilometriche con attese di ore etc.). Purtroppo ieri c'é stato un incidente.
Appena arrivati sul ponte incontriamo la fila. Incominciano a passare la polizia stradale, poi un'ambulanza, poi un'altra e poi i pompieri ed io mi sono impressionata. Andiamo a passo di lumaca fino a che non passiamo vicino al luogo dell'indicente. Putroppo é stato coinvolto un motociclista la cui moto é andata distrutta e lui giace a terra e mentre riceve il massaggio cardiaco. Mi sono venute le lacrime agli occhi, spero che quel conduttore ce l'abbia fatta. David in macchina sonnecchia, non credo si sia accorto di qualcosa, spero di no.
Al rientro a casa David si lamenta: Mamma mi fa male la pancia, mamma bua. E io: Vuoi un massaggino? Lui: Sci (che é come di solito pronuncia il si). Neanche il tempo di mettermelo in braccio e appoggiare la mano sul pancino che vomita. Vomita copiosamente su di me, su di lui, sul sofá, per terra. Una zozza insomma. Peró il mal di pancia é passato seduta stante. Forse il passo lento in macchina gli ha messo lo stomaco in subbuglio o forse é qualcos'altro. Il tempo di pulire sofá e pavimento ci immergiamo tutti e due nella vasca e finalmente giochiamo un pó. Siccome di preparare la cena non se ne parla proprio e siccome il papá di David sa preparare solo piatti che sanno di veleno (!) gli ho suggerito di comprare un pollo arrosto al ristorante del sig. Carlos sotto casa. Detto fatto. Dopo il bagno ci fondiamo sul polletto e finalmente David crolla e lo metto al letto.
Quando la mia testa cade sul cuscino non voglio fare altro che dormire profondamente e riposare.
Ho sognato che mangiavo una crostata e dei crocché di patate, almeno un bel sogno!
Innanzitutto la notizia a sorpresa delle dimissioni di un collega del dipartimento tecnico. Non mi dispiace per il collega che se ne va, non ho un'affezione particolare per lui come ho per altri con cui lavoro od ho lavorato in passato. Il fatto é che il collega, che dovrebbe dare 60 giorni di preavviso, se ne va di punto in bianco. La prossima settimana non ci sará più. E lui sta accompagnando delle istallazioni in Clienti importanti che rimarranno in sospeso e saranno riprese più tardi. Immaginate l'insoddisfazione dei Clienti? La state vedendo? Ecco, io la sento giá nello stomaco... Certo il collega (quasi ex) avrá le sue penalizzazioni pecuniarie per il mancato preavviso (la legge lo permette), ma a lui che gliene importa? Tanto vive a casa coi suoi, spese e responsabilitá non ne ha (si vanta pure di questo), sta con l'animo leggero. E dei problemi della ditta e dei Cliente non si preoccupa minimamente. A me un atteggiamento simile indica 2 cose:
1) irresponsabilitá
2) immaturitá
Puó essere che cresca, nel frattempo peró continua a ciucciare dalla zinna della mamma...
In mattinata sono stata in banca a trattare di alcuni documenti. Solite file, ma va tutto bene. Fino a quando non cerco di rientrare in ufficio nei mezzi pubblici nella fattispecie metro e autobus. La metropolitana la aspetto per quasi mezz'ora (manco il regionale Salerno-Napoli aspettavo tanto). L'autobus, di tanto aspettare, l'ho dato per disperso ed ho preso un taxi. Tutto questo per fare una decina di chilometri, forse meno. Vabbé!
Nel pomeriggio finisco di fare quello che mi sono proposta di teminare, faccio qualche preventivo e finalmente arriva l'ora di andare a prendere David all'asilo (dimenticavo di dire che nella mia uscita in banca mi sono fermata in un negozio e gli ho comprato tre macchinine ispirate al film Disney Cars che gli piace tanto). Contento di vedermi e ancora più contento di vedere le 3 macchinine Saetta McQueen, Sig.na Sally e Mater andiamo all'incontro col papá con cui, di solito, ritorniamo a casa. Per arrivare a casa attraversiamo un ponte, il Vasco da Gama, giá teatro di alcuni episodi poco divertenti (file chilometriche con attese di ore etc.). Purtroppo ieri c'é stato un incidente.
Appena arrivati sul ponte incontriamo la fila. Incominciano a passare la polizia stradale, poi un'ambulanza, poi un'altra e poi i pompieri ed io mi sono impressionata. Andiamo a passo di lumaca fino a che non passiamo vicino al luogo dell'indicente. Putroppo é stato coinvolto un motociclista la cui moto é andata distrutta e lui giace a terra e mentre riceve il massaggio cardiaco. Mi sono venute le lacrime agli occhi, spero che quel conduttore ce l'abbia fatta. David in macchina sonnecchia, non credo si sia accorto di qualcosa, spero di no.
Al rientro a casa David si lamenta: Mamma mi fa male la pancia, mamma bua. E io: Vuoi un massaggino? Lui: Sci (che é come di solito pronuncia il si). Neanche il tempo di mettermelo in braccio e appoggiare la mano sul pancino che vomita. Vomita copiosamente su di me, su di lui, sul sofá, per terra. Una zozza insomma. Peró il mal di pancia é passato seduta stante. Forse il passo lento in macchina gli ha messo lo stomaco in subbuglio o forse é qualcos'altro. Il tempo di pulire sofá e pavimento ci immergiamo tutti e due nella vasca e finalmente giochiamo un pó. Siccome di preparare la cena non se ne parla proprio e siccome il papá di David sa preparare solo piatti che sanno di veleno (!) gli ho suggerito di comprare un pollo arrosto al ristorante del sig. Carlos sotto casa. Detto fatto. Dopo il bagno ci fondiamo sul polletto e finalmente David crolla e lo metto al letto.
Quando la mia testa cade sul cuscino non voglio fare altro che dormire profondamente e riposare.
Ho sognato che mangiavo una crostata e dei crocché di patate, almeno un bel sogno!
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