07 maggio 2008

Ricettine

No no, non é questo il post del Bolo de Bolacha, il collega ancora non mi ha passato la ricetta quindi attendiamo.

Voglio peró suggerirvi due piatti di cui ho parlato in precedenza e che secondo me sono graditi a molti.

Uno di questo é il Bacalhau com grão, ossia Baccalá con i ceci, che si puó mangiare sia caldo che freddo e rappresenta un piatto unico ricchissimo. Non vi indico dosi perché dipende dal gusto e dalla fame comunque avete bisogno di:

Baccalá dissalato (mettetelo in acqua il giorno prima)
Ceci
Cipolla
Uova
Prezzemolo o coriandolo fresco
Sale fino per condire
Olio extravergine di oliva

Lessate i ceci in acqua con poco sale. Mettete a bollire in acqua il baccalá e lasciatelo cuocere finché non é cotto (dipende dallo spessore dei pezzi). Bollite un uovo per ogni commensale. Tagliate a tocchetti la cipolla e triturate grossolanamente il prezzemolo o il coriandolo fresco.
Una volta preparati tutti gli ingredienti conforme indicato avete due opzioni:

1) Servite in un bel piatto di portata gli ingredienti preparati ed ognuno compone il suo piatto con i ceci, il baccalá intero, l'uovo, la cipolla, il prezzemolo o il coriandolo e condisce con sale q.b. e abbondante olio evo
2) Servite in un piatto di portata come un'insalata, ossia mescolate il baccalá a pezzetti, i ceci, la cipolla, il prezzemolo o coriandolo, l'uovo sale q.b. e abbondante olio evo
Io lo mangio sia caldo (ingredienti appena cotti), sia freddo (stile insalata) e mi piace molto.
Una variante per chi non ama il baccalá é il tonno in scatola, solo che in questo caso il piatto andrebbe consumato freddo.
Chi ama il polipo puó fare la stessa ricetta con il polipo.

L'altra ricettina di cui volevo parlarvi é l'insalata di calamari arrostiti e patate (Choco grelhado com batatas à murro). Premesso che come qualsiasi insalata si possono aggiungere altri ingredienti a piacimento (pomodori, carote, peperoni, mais, insomma...) di solito, traendo ispirazione da mia suocera e soprattutto da un fratello di lei, la preparo cosí:

Calamari grossi a piacimento (uno per commensale per esempio, ma fate voi, dipende un pó dalla grossezza del calamaro)
Patate piccole (di quelle che hanno la buccia sottile, novelle insomma)
Aglio
Coriandolo fresco
Olio extravergine di oliva
Aglio
Coriandolo fresco

Arrostite sulla brace i calamari (che se sono molto grandi possono anche essere aperti). Una volta arrostiti li tagliate a pezzi.
Nella stessa brace (magari sotto), cuocete in carta alluminio le patate, che lascerete con la buccia bel pulita e un pó di sale. Una volta cotte le patate le ritirate dalla carta alluminio e ad una ad una date un colpo secco (le chiamano batatas á murro proprio per questo, murro in portoghese significa pugno) per aprirsi. Attenzione si devono aprire, non sfracellare! Si servono con la buccia.

Disponete nel piatto di portata i calamari, le patate al pugno, l'aglio a pezzettini, molto coriandolo fresco tritato grossolanamente e condite con sale q.b. ed olio evo a piacere (a me questo piatto piace con abbastanza olio, perché poi ci faccio la scarpetta!).
Se vi scocciate di preparare le batatas á murro potete preparare la ricetta con patate bollite, pure é buona.
Se vi piace il baccalá fatela col baccalá alla brace invece del calamaro: é una delizia!

E adesso tutti a preparare che io poi passo é faccio la prova qualitá :)

06 maggio 2008

RTP2

Oggi all'asilo di David c'é una troupe televisiva che filmerá i bimbi e intervisterá il direttore dell'asilo. Il tutto per un programma che si chiama Inciativa, in onda sul canale RTP2 (un incrocio tra Rai2 e Rai3).

Quando siamo arrivati stamattina ancora non c'erano i tizi della tele, quindi me la sono scampata (non sia mai volessero filmare pure le mamme...). Chissá che ne esce.

Io comunque ho subito avvisato mio figlio:

David se ti filmano devi dire "ciao mamma, baci!"

Poi ci ho ripensato ed ho detto: No guarda, forse é meglio se dici "ciao nonna baci" che questa la mandiamo in Italia!

05 maggio 2008

Eventuali e varie

Allora... Oggi ne avrei tante da raccontare, ma non ho molto tempo quindi cercheró di fare del mio meglio.

Primo Maggio passato in modo tranquillo. Abbiamo lasciato manifestazioni e affini ai sindicati sindicalizzati e ce ne siamo andati a vedere l'appartamento di un cugino omonimo di David (e a caricare pure delle scatole e chincaglierie varie). Questo cugino (chiamato da David col nome di primo trad. cugino) ha comprato casa e finalmente, dopo mesi di attesa per firmare il contratto del mutuo (i.e. per inguaiarsi durante 30 anni), abbiamo potuto vedere la casa. É un appartamento piccolo, ma grazioso. Siamo contenti per lui.
Per festeggiare siamo andati a mangiare caracois trad. lumache e choco frito trad. calamaro fritto. Giusto per mantenersi leggeri leggeri. Alto gradimento di David anche nel settore culinario!

Venerdí ovviamente non ho fatto ponte. La connessione internet al lavoro si peró, infatti funzionava a singhiozzo!
Di sera poi siamo partiti per il fine settimana dai suoceri, in campagna.

Dal lato puramente mangereccio ho gustato in questi giorni insalata di calamaro alla brace con patate (con condimento di aglio olio e prezzemolo), pollo stufato (da notare che il pollo é di produzione familiare!) e insalata di ceci e baccalá. Insomma ci abbiamo dato dentro...
Domenica pomeriggio, dopo un'abbuffata di ceci e baccalá ci é venuta l'insana idea di fare un giro in bici, ossia di andare in bici da casa dei suoceri fino al terreno degli stessi che dista una quindicina di km. Io volevo provare la nuova bici che mi era stata regalata a Natale con un giretto degno di nota e David doveva inaugurare il suo sediolino da bici. Ovviamente David se lo é portato dietro il papá se no morivo dopo 500 metri... Secondo me quando mi sono montata in sella non ho ben idealizzato il percorso che, seppur non molto lungo (15 km in bici non é niente) é caratterizzato da strade in terra battuta, buchi dovunque, salite, discese, curve e polvere (e pure sassolini vaganti, proiettati dalla bici di fronte). Non dimentichiamo il fattore caldo che, si sa, di primo pomeriggio non é gradevolissimo.
A metá percorso i suoceri si sono caricati David nel furgoncino. E giá perché lui, comodamente seduto sul sediolino dietro alla bici del papá, si é addormentato e stava pericolosamente in posizione collo ciondolante. Il percorso l'ho fatto tutto. Nonostante maledicessi i ceci col baccalá, il sole, il calore, gli insetti. Ed ho visto dei paesaggi molto belli. Peccato non avere con me la macchina fotografica (neanche quel fetente di telefonino tenevo...).
Una volta arrivata al terreno dei suoceri ero praticamente in fiamme, ma soddisfattissima di esserci riuscita. Mi sono stravaccata sul divano comunitario (per intenderci quello dove dormono i cani, i gatti e tutti gli altri animali che popolano il terreno del suocero) noncurante della polvere e di altre zozzerie che eventualmente si annidano nel sofá...
David si é pure seduto in sella al trattore del nonno cercando il bottone per accenderlo, quel furfantello.
Inutile dire che oggi praticamente non sento il sedere... vabbé devo comprare un sellino più comodo per la bici!!!

Oggi, all'ora di pranzo sono stata in banca. É uno sportello di una banca spagnola che non ha molta affluenza e, devo dire dopo quello che ho visto oggi, per fortuna!
C'é una signora che dimostra 35 anni, non di più, che lavora in questa banca ad uno degli sportelli. La signora... come dire... ha nome e portamento di una... mmm... come farvelo capire... mmm... di una zoccolaccia (ecco, l'ho scritto) e stava parlando con un tizio di cose che niente hanno a che vedere con la banca. Erano fatti privatissimi (e forse pure un pó segreti) posti in piazza lí davanti a colleghi e avventori (in questo caso avventrice, perché c'ero solo io) della banca.
Il succo della conversazione, da quello che ho potuto capire, é che il signore che stava parlando con la zocc... scusate con la signora ha un mezzo intrallazzo con la zocc... scusate con la signora e in pratica nel fine settimana si é incrociato, per caso, con lei e con il fidanzato di lei in un centro commerciale.
Il signore (che aveva la fede al dito ndr) si lamentava in modo alquanto teatrale (ossia si voleva proprio far sentire da tutti) che la sign.... scusate la zoccola, gli aveva omesso che era fidanzata. Da lí un putiferio di: Tizio tu non ti puoi mettere nella mia vita privata, solo perché bla bla bla. E poi io non ti ho mai chiesto niente di tua moglie bla bla bla. Tutto questo agli occhi di tutti. Insomma una puntata di Beautiful live e in portoghese!
Comunque la signora ha mandato via il tizio liquidandolo con un correttissimo seppur un pó sguaiato: di queste cose poi ne parliamo lá fuori (per la serie quando t'acchiappe lá fore te facce o mazze a taralle). E poi mi ha ricevuto con un sorrisino plastico stampato in faccia e le mani tremanti.
Certo io questi intrallazzi fedifraghi non li vedo di buon occhio peró quel pesce lesso, se proprio voleva parlare con la signora, lo avesse fatto in separata sede! Non sul luogo di lavoro. Che poi lui, con la fede al dito...

Vabbé vado iá, se no mi pigliate per un inciucessa!

29 aprile 2008

Chi puó, puó!

Sottotitolo: dedicato a ValeriaScrive.

Cara Valeria mentre nel tuo ufficio si materializzano strane creature, che emettono triplici rumori simili a rutti nel mio stamattina, sulla mia scrivania, si é materializzata una fettona di bolo de bolacha che, per la cronaca, é un dolce fatto con gallette, crema al caffé e cioccolato, dono del nuovo collega della tecnica (Zé Carlos), preparato con le sue manine.

Il collega é una delle persone più golose che conosca incapace di rinuciare al dolce diariamente. Da bravo goloso i dolci (e questo in particolare), oltre a saperli mangiare li sa anche fare e ti confesso che il bolo di bolacha era proprio buono. Si era, perché a quest'ora é giá passato alla storia.

Che dire, Zé Carlos santo subito!

28 aprile 2008

Um cheirinho a verão (Profumo d'estate)

Abbiamo approfittato del ponte del 25 Aprile (che come ho detto precedentemente é festa nazionale anche in Portogallo) per passare 2 giorni in Algarve, la regione più a sud del Portogallo e siamo stati graziati con un tempo estivo, temperature ben oltre i 25º (con punte fino ai 30º).


Abbiamo alloggiato in un appartamento in un complesso turistico mediamente grande che vanta oltre alla vicinanza alla spiaggia (per la cronaca Praia do Vau) anche una piscina coperta e scoperta, jacuzzi, sauna, parco giochi per bimbi etc. L'appartamento é molto carino, semplice, ma ben tenuto. I prezzi accessibili.



Per David é stata una pacchia. Piscina a non finire. Armato dei suoi braccioli di Winnie the Pooh si é fatto non so quante vasche. Ha nuotato in piscina, ha nuotato nella vasca jacuzzi. Secondo me ha nuotato pure in sogno. Io sarei rimasta tranquillamente lí...



Comunque più delle parole possono i fatti o meglio le immagini. Da notare il video in cui David trattiene l'acqua della piscina in bocca e poi la sputa fuori. Questo glielo ho insegnato il papá, io non centro!







24 aprile 2008

25 de Abril

Il 25 Aprile é una data importante anche per il Portogallo, é il giorno in cui di festeggia il "Dia da Liberdade" trad. il giorno dell'indipendenza, ossia la liberazione dalla dittatura fascista vigente in Portogallo sin dal 1926 e fino al 24 Aprile del 1974.

Il colpo di stato del 25 Aprile 1974 é stata una rivoluzione pacifica. Conosciuta anche col nome di Revolução dos cravos trad. rivoluzione dei garofani (questo perché i soldati misero garofani rossi nelle canne dei loro fucili) ha segnato una svolta per il paese dal punto di vista politico, sociale ed economico. Ha rappresentato la fine della guerra coloniale e la fine della censura, la fine dell'oppresione politica e sociale e della prigionia politica per molti dissidenti del regime.

Una data importante e ancora molto sentita.

E allora festeggiamo la libertá!

23 aprile 2008

Pensieri sparsi, molto sparsi

Ultimamente mio figlio mi guarda e dice in davidese: Mãe, tu é una pincesa, trad. Mamma sei una principessa. Io mi sciolgo.

La canzone che David preferisce da qualche tempo a questa parte é Frà Martino campanaro (si era capito no?).

Venerdí mi invidierete: saró in Algarve (25 e 26) a spanciarmi in una piscina coperta e riscaldata ed a tratti mi trasformeró in un entitá mitologica metá donna, metà Jacuzzi. Se il tempo migliora poi c'é la spiaggia a pochi metri...

Oggi ho trovato 23, dico 23, cataloghi di pubblicitá tutti uguali, tutti dello stesso supermercato, infilati nella cassetta della posta dell'ufficio. Ho telefonato al servizio Clienti ed ho informato. Mi sa che quello che fa volantinaggio in questa zona lo fa in fretta, diciamo cosí...

La questione Alitalia é sempre più un teatrino. Ieri pensavo a quella promessa fatta a me stessa l'anno scorso dopo l'ultimo viaggio in Italia: mai più viaggiare con Alitalia. Avevo ragione.

Non ne posso più del faccione di Cristiano Spavaldo, pardon Ronaldo. Fino ai prossimi europei sará il campione della pubblicitá. E pensare che io già ne ho la nausea...

Permettete, vado a farmi un caffé.

22 aprile 2008

Catenina, catenella!

Dopo aver trovato, finalmente, un pó di tempo per rispondere a tutti quelli (Arianna, Mao, Valeria e Nat) che mi hanno nominato al giochino "sei cose che ti piace fare", ecco la mia risposta:

1) Passare il tempo con mio figlio: siccome David é la cosa più bella che mi potesse capitare ogni momento passato con lui é gradito. Anche schiacciare un semplice pisolino con lui mi piace o cantare una canzoncina... Insomma basta che siamo insieme!
2) Fare l'amore: perché voi no?
3) Cucinare: a volte cucino bene, altre meno, ma questo non mi toglie il piacere di farlo.
4) Mangiare: sia quello che cucino io sia quello che, di volta in volta, ho il piacere di provare! Ossia: baste ca se magne!
5) Leggere: da sempre un piacere anche se negli ultimi tempi assunto col contagocce...
6) Imparare una lingua e riuscire a parlarla: per ora mi limito a italiano, portoghese, inglese e spagnolo, ma spero di avere il tempo e la possibilitá di imparare e praticare la lingua francese e quella giapponese. Speriamme... e nel frattempo sperimme!!!

E siccome il giochino oltre a richiedere la menzione esplicita a chi ti ha nominato, oltre a richiedere la risposta alla questione, oltre a pretendere la spiegazione delle regole, vuole che si nomino altri sei bloggers, mi piacerebbe trascinare nel gioco:

Clio
Leucosia
FabioLetterario
Luciano Comida
JapanSpaghetti
Anna Villani

A pensarci bene e rileggendo la classifica delle cose che mi piace fare forse il blog lo avrei dovuto chiamare Vita di Epicurea e non Vita di Mamma...




17 aprile 2008

Una semifinale con tanto di derby

Premetto che io il calcio non lo seguo molto, le mie conoscenze in materia si fermano a quello che, eventualmente, vedo nei tg. Calci d'angolo, punizioni, mezzo campo, fallo di mano sono per me termini che conosco per sentito dire, ma di cui non cercherei il significato sul dizionario.
Premetto anche che io di partite vedo solo quelle della nazionale pur non capendo quasi niente (mi basta riconoscere il colore delle maglie e vedere il risultato sullo schermo a destra o a sinistra).

Fatte le dovute premesse passiamo ai fatti.

Ieri era il grande giorno della semifinale Sporting Lisboa-Benfica per la coppa Portogallo. Le squadre menzionate sono entrambi della cittá di Lisbona, hanno entrambi uno stadio nelle prossimitá di una avenida che attraversa parte della cittá che é conosciuta per il nome di segunda circular (anche se il nome dell'avenida é un altro). Credo che gli stadi, ereditá dell'Euro 2004, distino meno di 5 km l'uno dall'altro...

Come é logico pensare un derby é sempre un derby quindi si ferma una cittá intera.
Il Benfica ha molti tifosi, in tutto il territorio nazionale, e soprattutto a Lisbona. I tifosi dello Sporting sono sparsi sul territorio nazionale, ma sono in inferioritá numerica.

Ieri sono tornata a casa in autobus con David, causa assenza del papá. La fermata dell'autobus é proprio vicino allo stadio dello Sporting, teatro dell'incontro. La zona si chiama Campo Grande, una specie di Stazione Centrale a Napoli, ma senza treno, solo metro e autobus.
La zona é sempre affollata di autobus, taxi e persone.
Ieri, oltre alla solita flora e fauna, ed oltre ai tifosi di entrambe le squadre, si sono aggiunte le roulotte che vendono cibo, per intenderci come quelle che in Italia vendono le piadine, i panini con la porchetta ed altre cose (Mana, se passi qui, non me ne volere).

La tipica roulotte portoghese vende bifanas, panino con una fettina di maiale cucinata in un sughetto non ben identificato, prego no pão, panino con fettina di vitello anch'essa cucinata in un sughetto di difficile decifrazione, cachorro, sarebbe l'hot dog che in portoghese é tradotto non come cane caldo, ma come cagnolino (cachorro questo vuol dire), sandes de leitão, che altro non é che un panino con una specie di porceddu sardo e, per finire in bellezza, sandes de coiratos (tenetevi forte) si tratta di un panino con la cotenna di maiale arrostita, condita con aglio e coriandolo fresco e pure qualche altra cosa che non so. Ovviamente con una concentrazione simile, in pochi metri quadrati, di tante roulotte é evidente che quello che si sentiva nell'aria era solo odore di cibo. Tanto é vero che David mi ha guardato ed ha esclamato: Mamma, che profumo!

Di ritorno a casa, ovviamente, non ho visto la partita. O meglio, di tanto in tanto mettevo sulla trasmissione della partita, ma poi cambiavo. Durante il primo tempo poi non ho visto niente, ero impegnata col bagno a David, la cena etc.

Mentro eravamo in bagno, David nella vasca a giocare con paperelle, macchine ed affini, io intenta a lavargli la testa, sentiamo la vicina in un esplosione di gioia: GOOOOOOOOOOOOOOOOOL! BENFICAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA! Ed io che sono una specie di sportinguista: beh, ti pareva.
Passato un pó di tempo, mentre indosso il pigiama a David sentiamo un'altra volta: GOOOOOOOOOOOOOL! BENFICAAAAAAAAAAAAA! E stavolta si sente pure una trombetta. Ed io: ma come due gol?
Alla tv vedo il risultato del primo tempo: 2-0 per il Benfica. La vicina strombazza, il suo cane pure.
Nel secondo tempo peró lo scenario cambia. Il Benfica evidentemente negli spogliatoi ha preso un calmante perché é stato capace di farsi marcare 5, dico 5 gol! Il risultato finale é stato 5-3 per lo Sporting che passa in finale. La vicina non si sente più, non lascia neanche abbaiare il cane!

Dulcis in fundo stamattina, quando ho lasciato David all'asilo nido ho visto una maestrina vestita di verde (colore dello Sporting). Credo che oltre a David (che in realtá ancora non lo sa che é dello Sporting per volere paterno) sia una delle poche sportinguiste del nido. Trattasi di baluardo benfiquista.

Beccatevi l'inno va!


16 aprile 2008

Nuovo partito politico: il PDS

Credo di non sbagliarmi quando dico che il sonno postprandiale accomuna molti. Sia che si faccia un pasto ricco, sia che si mangi un panino e un succo di frutta (o una birra per molti) la sonnolenza é in agguato.


Pensate a quei pranzi con i colleghi di lavoro. A volte capita che si festeggi qualcosa (un affare importante, una promozione, nu compleanne) e si va al ristorante, in trattoria, insomma si va a mangiare bene e si comincia con antipastino, poi primo, poi secondo, qualcuno il dolce, qualcuno la frutta, vino, caffé e ammazzacaffé. E poi chi ce l'ha la voglia di tornare a lavorare? Tu? Io? Il contabilista? Nessuno!
Piuttosto la palpebra é calante. Urge rimedio.


Pensate anche a quei giorni in cui la sera prima non avete dormito affatto, avete dormito poco (per quali motivi mo non stiamo qui a specificare...) o male, in cui siete sonnolenti, in cui al lavoro quasi vi abbioccate sulla tastiera del pc e poi uscite per pranzare qualcosa nella speranza che il panino veloce al tonno e la birretta fresca più il caffé vi ringalluzziscano. Niente da fare. Palpebra calante in agguato.


Bene, in tutti questi casi la necessitá di una siesta pomeridiana si conferma come irrinunciabile!

E siccome né io né voi siamo in Spagna (ve piacesse), siccome il Portogallo anche in questo é uguale all'Italia, e siccome non é la nazionalitá né la localizzazione geografica che determinano il bisogno di una siesta, ma é il sonno stesso, ho pensato di fondare un nuovo partito che rispecchi e rappresenti le esigenze di questa folta schiera di sonnecchiatori postprandiali. Il nuovo partito si chiamerá PDS, Partito Della Siesta e rivendicherá il diritto alla siesta per tutti!!!

Preparatevi, alle prossime elezioni (lontani? vicine?) daremo filo da torcere!


Piccola nota di folclore: per gli affiliati al partito il tesserino dovrá avere rigorosamente una foto degli stessi nell'atto di schiacciare un pisolino. Giá che ci siamo rinverdisco dall'album fotografico del mio piccirillo un valido esempio di foto:








Lui é l'affiliato numero uno!

15 aprile 2008

Ma come rifiuti un invito a cena con la pasta al forno nel menú?

Ieri parlavo con un amico di famiglia che si chiama Jorge. Diceva che aveva bisogno di parlare con il papá di David, che gli doveva chiedere un favore, una cosa di questo genere.
Ed io, sapendo che avrei preparato la pasta al forno per cena, gli faccio l'invito. E glielo dico chiaramente: venite a cena da noi tu e la tua ragazza, guarda che faccio la pasta al forno!
E isse che fá? Rifiuta!

E volete sapere perché? Doveva inviare via internet la dichiarazione dei redditi (oggi é l'ultimo giorno).
A parte il fatto che nella buona tradizione portoghese si ricorda della dichiarazione dei redditi all'ultimo momento (e non sto scherzando, qualsiasi scadenza in Portogallo é interpretata non come limite massimo entro cui si può trattare di una cosa, ma come il giorno stesso in cui questa cosa é trattata, con evidenti file, risse, scazziamienti vari & co.), ma poi rifiuta un'abbuffata di pasta al forno cosí... E nun se fá!
Quindi, per vendicarmi, ho deciso di mostrargli cosa si é perso con l'aiuto del piccolo David che di pasta al forno (e non!) é un intenditore:







Foto e video vogliono essere anche un modo per evadere dalla tristezza e senso di disillusione che da ieri, credo, accomuni molti.

14 aprile 2008

I miei auguri

I miei personali auguri, con dedica, a Mrs. & Mr. Strazioman, sposi novelli, per una vita insieme felice e piena di ció che più desiderate!





Teimoso subi
Ao cimo de mim
E no alto rasgei
As voltas que dei

Sombra de mil sóis em glória
Cobrem todo o vale ao fundo
Dorme meu pequeno mundo

Como um barco vazio
P'las margens do rio
Desce o denso véu lilás
Desce em silêncio e paz
Manso e macio

Deixa que te leve
assim tão leve
Leve e que te beije meu anjo triste
Deixo-te o meu canto canção tão breve
Brando como tu amor pediste

Não fales calei
Assim fiquei
Sombra de mil sóis cansados
Crescendo como dedos finos
A embalar nossos destinos

Deixa que te leve
assim tão leve
Leve e que te beije meu anjo triste
Deixo-te o meu canto canção tão breve
Brando como tu amor pediste

(Solo)

Deixa que te leve
assim tão leve
Leve e que te beije meu anjo triste
Deixo-te o meu canto canção tão breve
Brando como tu amor pediste

10 aprile 2008

Stanchezza

La stanchezza ormai mi accompagna da settimane. Vado a letto praticamente sfatta, mi alzo stanca.
Svolgo il mio lavoro, le mie mansioni quotidiane nella stanchezza. Il sonno non mi passa mai, se potessi schiaccerei 2, 3 pisolini durante il giorno. La notte dormo 7 ore in media eppure mi sveglio stanca.
Che arrivi a casa al solito orario o più tardi non fa differenza. L'unica cosa che mi andrebbe di fare é stendermi sul divano e dormire (a casa mia un lusso d'altri tempi...)
Ho un leggero, ma fastidioso e persistente mal di schiena. Prendi il pupo in braccio, mettilo a terra, carica le buste della spesa, carica le borse, carica il corpo stanco. La schiena grida al massaggio.

Le cose da fare non diminuiscono mai, anzi, hanno la tendenza ad aumentare.
E poi ogni giorno una preoccupazione nuova.
La stanchezza si manifesta a livello fisico, ma credo abbia origine a livello mentale.

Per fortuna esiste il fine settimana, ogni settimana.
Che dire... speriamme ca me scete!



08 aprile 2008

Come ti frega il tempo

Vi ricordate il post di qualche giorno fa in cui parlavo di cielo azzurro, temperature più che amene, da spiaggia direi, sole caldo? Un tempo che, per farla breve, ti catapulta direttamente in estate?
Bene scordatevelo! O meglio qui chi se lo deve scordare sono io, perché io mi ero giá mentalizzata al caldo, alla primavera che sembra estate, al sole, al cielo azzurro che ferisce gli occhi e poi, d'improvviso, mi sono dovuta ricredere.
Praticamente durante tutta la settimana scorsa c'é stato un tempo fantastico. Tanto é vero che le spiagge si sono riempite di gente. In spiaggia ad Aprile, manco fossimo in Brasile... Io che la settimana scorsa ho avuto non poche seccature aspettavo il fine settimana per godermi il bel tempo. Eventuale visita alla suocera (poi rimandata al prossimo fine settimana), passeggiata al parco, capatina in spiaggia che non si sa mai, una bella mangiata di frutti di mare che non guasta, etc.
Ebbene sabato, quando mi alzo, vedo fuori dalla finestra un tempo nuvoloso e penso subito: cominciamo bene! Ed é continuato cosí, raggiungendo i suoi picchi domenica sera e lunedí, con piogge torrenziali, vento, temperature basse (relativamente basse) e allerta arancione in quasi tutto il territorio nazionale.
Anche oggi piove.

C'é un detto portoghese che dice: Abril, aguas mil trad. Aprile, acqua a mille (nel senso che piove molto). Si vede...

03 aprile 2008

As maminhas da mamã

Di sicuro i pochi frequentatori lusofoni di questo blog si aspetteranno chissá cosa, visto il titolo.
E giá perché in pratica quello che vuol dire é: le poppe della mia mamma!

Me le immagino orde di visitatori lusofoni che capiteranno in questo blog, grazie a chiave di ricerca maminhas e non troveranno nient'altro che un episodio divertente che riguarda David e un quadro che ho in salotto. In pratica il quadro raffigura, in maniera stilizzata, una donna nuda con poppe in bella mostra e David, ogni volta che lo guarda, se ne esce con un : as maminhas da mamã che mi fa morire dal ridere.

02 aprile 2008

Azzurro



Il cielo su Lisbona oggi é di un azzurro limpido, fa quasi male agli occhi. L'ho detto più volte e lo ripeto anche oggi: l'azzurro del cielo qui é più azzurro, più vivo.
E Lisbona col sole é una poesia di colori.
In tutto questo e con i 26º di oggi mi é venuta voglia di mare...




Ci sono giorni cosí

Ieri una giornataccia! Quando ho finalmente messo la testa sul cuscino sono crollata, per non pensare.

Innanzitutto la notizia a sorpresa delle dimissioni di un collega del dipartimento tecnico. Non mi dispiace per il collega che se ne va, non ho un'affezione particolare per lui come ho per altri con cui lavoro od ho lavorato in passato. Il fatto é che il collega, che dovrebbe dare 60 giorni di preavviso, se ne va di punto in bianco. La prossima settimana non ci sará più. E lui sta accompagnando delle istallazioni in Clienti importanti che rimarranno in sospeso e saranno riprese più tardi. Immaginate l'insoddisfazione dei Clienti? La state vedendo? Ecco, io la sento giá nello stomaco... Certo il collega (quasi ex) avrá le sue penalizzazioni pecuniarie per il mancato preavviso (la legge lo permette), ma a lui che gliene importa? Tanto vive a casa coi suoi, spese e responsabilitá non ne ha (si vanta pure di questo), sta con l'animo leggero. E dei problemi della ditta e dei Cliente non si preoccupa minimamente. A me un atteggiamento simile indica 2 cose:

1) irresponsabilitá
2) immaturitá

Puó essere che cresca, nel frattempo peró continua a ciucciare dalla zinna della mamma...

In mattinata sono stata in banca a trattare di alcuni documenti. Solite file, ma va tutto bene. Fino a quando non cerco di rientrare in ufficio nei mezzi pubblici nella fattispecie metro e autobus. La metropolitana la aspetto per quasi mezz'ora (manco il regionale Salerno-Napoli aspettavo tanto). L'autobus, di tanto aspettare, l'ho dato per disperso ed ho preso un taxi. Tutto questo per fare una decina di chilometri, forse meno. Vabbé!

Nel pomeriggio finisco di fare quello che mi sono proposta di teminare, faccio qualche preventivo e finalmente arriva l'ora di andare a prendere David all'asilo (dimenticavo di dire che nella mia uscita in banca mi sono fermata in un negozio e gli ho comprato tre macchinine ispirate al film Disney Cars che gli piace tanto). Contento di vedermi e ancora più contento di vedere le 3 macchinine Saetta McQueen, Sig.na Sally e Mater andiamo all'incontro col papá con cui, di solito, ritorniamo a casa. Per arrivare a casa attraversiamo un ponte, il Vasco da Gama, giá teatro di alcuni episodi poco divertenti (file chilometriche con attese di ore etc.). Purtroppo ieri c'é stato un incidente.
Appena arrivati sul ponte incontriamo la fila. Incominciano a passare la polizia stradale, poi un'ambulanza, poi un'altra e poi i pompieri ed io mi sono impressionata. Andiamo a passo di lumaca fino a che non passiamo vicino al luogo dell'indicente. Putroppo é stato coinvolto un motociclista la cui moto é andata distrutta e lui giace a terra e mentre riceve il massaggio cardiaco. Mi sono venute le lacrime agli occhi, spero che quel conduttore ce l'abbia fatta. David in macchina sonnecchia, non credo si sia accorto di qualcosa, spero di no.

Al rientro a casa David si lamenta: Mamma mi fa male la pancia, mamma bua. E io: Vuoi un massaggino? Lui: Sci (che é come di solito pronuncia il si). Neanche il tempo di mettermelo in braccio e appoggiare la mano sul pancino che vomita. Vomita copiosamente su di me, su di lui, sul sofá, per terra. Una zozza insomma. Peró il mal di pancia é passato seduta stante. Forse il passo lento in macchina gli ha messo lo stomaco in subbuglio o forse é qualcos'altro. Il tempo di pulire sofá e pavimento ci immergiamo tutti e due nella vasca e finalmente giochiamo un pó. Siccome di preparare la cena non se ne parla proprio e siccome il papá di David sa preparare solo piatti che sanno di veleno (!) gli ho suggerito di comprare un pollo arrosto al ristorante del sig. Carlos sotto casa. Detto fatto. Dopo il bagno ci fondiamo sul polletto e finalmente David crolla e lo metto al letto.
Quando la mia testa cade sul cuscino non voglio fare altro che dormire profondamente e riposare.
Ho sognato che mangiavo una crostata e dei crocché di patate, almeno un bel sogno!

01 aprile 2008

Cambio dell'ora

Scusate, posso farvi una domanda? Ma a voi il cambio dell'ora non vi stende? É da domenica che mi sento come se avessi avuto un incontro-scontro con un carro armato! Alzarsi all'ora di sempre pare un'impresa titanica, e cominciare a carburare la mattina é più faticoso del solito.
Anche David mi pare risentirne. Di sera vuole andare a letto più tardi, la mattina prima che apra gli occhietti quando mi fiondo in camera sua ce ne vuole. Piccirillo!
Questione di pochi giorni e ci saremo abituati ai nuovi ritmi. Comunque é molto piacevole sapere che alle 8 di sera é ancora giorno!



27 marzo 2008

Sierra nevada IV - Per oggi é tutto










Con queste foto concludo la serie fotografica dedicata alla Sierra. Domani, se ci riesco, posto qualche filmato.


Ammirate David che dorme in braccio a mamma (figliu mie, cumme si pesante!), ammiratelo mentre sonnecchia in macchina, ammiratelo nella sua contentezza sullo slittino, ammirate le due belle tacchinelle con polletto ruspante al seguito e ammirate la finestra ghiacciata del rifugio dove abbiamo bevuto la cioccolata!

Sierra Nevada III - Il richiamo del guerriero








Per guerriero si intende David che in queste foto regala tutto il suo charme. Poderosissimo!
Il palloncino fallico é quello che l'orsetto Winnie ha regalato a David (forse mi sarei dovuta preoccupare...).
Le facce strane sono dovute a foto scattate nell'atto dell'ingurgitamento di buon cioccolato al latte! Gnamme!

Sierra Nevada II - La vendetta







Ammirate adesso alcuni paesaggi, un David dal cappellino inedito (gentilemente concesso da Tânia) ed io sugli sci. Sullo sfondo quel gran pezzo di Alvaro, il professore (tuta nera e rossa per intenderci). Anche se David é molto meglio!


Sierra Nevada I








Primo post dedicato alle foto delle vacanze nella Sierra. Le tacchinelle delle foto siamo io e Tânia, gli omaccioni sono David e il suo papá.
Guest star: la paletta di plastica...




25 marzo 2008

Racconti di viaggio

La partenza per le ferie é avvenuta mercoledí scorso, verso le 8 di sera, direzione casa della suocera per dormita (abita a circa 30 km dal confine con il sud della Spagna). Appena arrivati troviamo camino accesso e salsiccia di produzione propria arrostita nella brace. Gnam gnam, cosí ripieni siamo andati a dormire. Sveglia alle 5 di mattina...
Dopo la faticosa levataccia e qualche panino preparato per il viaggio siamo partiti: direzione Sierra Nevada. Il viaggio é un pó lungo, ci sono volute 5 ore per arrivare a destinazione. A Rosal de la Frontera passiamo il confine con la Spagna e subito ci ritroviamo di fronte i cartelli che pubblicizzano lo jamón serrano, il prosciutto crudo. Una goduria ad ogni visione, figuratevi mangiarlo un panino col suddetto jamón...

Proseguiamo su una strada nazionale in direzione a Siviglia. Il tempo non é dei migliori, promette pioggia, ma l'aria uggiosa fa sembrare ancora più intenso il paesaggio che via via scopriamo. La strada fino a Siviglia é piacevole. Passiamo per alcuni piccoli paesini fino ad arrivare all'agglomerato urbano di Siviglia. Sembra una cittá grande. A un certo punto ci perdiamo e passiamo per l'aeroporto di Siviglia. Una costruzione orribile, scura. In pratica il viaggiatore esce dall'aeroporto e si ritrova sotto a una specie di viadotto...
Proseguiamo.

Una volta ritrovata la retta via andiamo in direzione a Granada. Lungo il cammino piccole soste con diritto a panino col jamón e tanta, tantissima pioggia che cade giù in modo assordante. Finalmente Granada, finalmente iniziamo a salire la montagna. Saliamo, saliamo e saliamo ancora e niente neve. Neanche un pó, niente.
Il tempo peró é scuro, la temperatura man mano che saliamo scende ed ecco che incomincia a nevicare. Arriviamo all'aparthotel con la neve che cade, una nebbia serratissima e la voglia di entrare in casa e riscaldarsi. Presto detto, entriamo, sistemiamo le cose, mangiamo un omlette veloce e iniziamo a vestirci. Sembriamo dei salsicciotti imbottiti, guanti, cappelli etc. David felicissimo di vestire finalmente la sua roupa de neve ossia i vestiti per la neve. Pronti, via, usciamo. Andiamo ad affittare gli sci, a comprare i forfait per il giorno dopo, a prenotare una lezione di sci e facciamo un giro, con la neve che cade e tutto bianco, con David che gioca con la neve, contentissimo.

Dopo un giro nel centro della localitá andiamo in macchina fino a 2500 m, dove c'é uno spazio dove si puó giocare con la neve. Arriviamo fin là su e scopriamo una piccola pista tutta bianca, con la neve sofficissima. Bellissimo. Giochiamo e giochiamo ancora, mio figlio che butta la neve alla cugina del papá, nostra compagna di viaggio Tania, io che cerco di scivolare sulla neve con una non ben precisata pala di plastica. Insomma, nu pariamiente!

Ritorniamo a casa, con la neve che riprende a cadere e prepariamo la cena, linguine al sugo di tonno, giusto per prepararsi per il giorno dopo. L'appartamento affittato ha 4 posti letto, singoli. Per far dormire meglio David ho unito i nostri due letti ed ho dormito con lui. David dall'etá di 5 mesi dorme da solo nella sua stanza e da sempre dorme nella sua culla. Dormire con lui é stata una goduria reciproca.

Venerdí mattina pronti per lo sci. Prendiamo la telecabine (come si chiama in italiano, mi sfugge il nome) e saliamo fino alle piste dei principianti. Io soffro un pó di vertigini e quindi scherzano con me. La vista é bellissima, le piste sono belle, gli sciatori e gli snowboarder che le percorrono sembrano danzare. Io mi rodo dall'invidia, mi piacerebbe saperlo fare. Magari un giorno...

Ovviamente c'è molta gente (Pasqua), prevalentemente spagnoli, pochissimi italiani, qualche portoghese ed inglesi. Pardon, ci sono anche cinesi.

Vestite di tutto punto, con i pesantissimi stivali da sci e rispettivi sci (giallo canarino, che belli!) io e Tania ci avviamo verso la lezione col professore, Alvaro, originario di Granada, sciatore da sempre (sei nato con gli sci, gli ho domandato), farmacista nei mesi estivi. Alvaro é stato molto simpatico, molto paziente. Il mio primo approccio con gli sci é stato divertente ed anche se non ho avuto modo di continuare per quel poco che ho fatto mi sono divertita. Alvaro tra l'altro, secondo Tania, era un belvedere.

Purtroppo David non ha ancora l'etá minima richiesta per sciare, quindi in questo capitolo si é limitato a guardare. Finita la lezione, di due ore, ormai a pezzi di tanto salire e scendere vado incontro a David che sta col papá che a sua volta ormai scalcita per andare a scendere qualche pista. Presto fatto, David mi crolla addosso dal sonno e il papá scompare sulle piste. Lo ritrovo dopo circa 3 ore, affaticato, ma con il sorriso stampato in faccia. Per chi come lui é vissuto in Svizzera 13 anni, ha fatto sci, é stato a contatto con la neve sempre, poter passare qualche giorno in un posto cosí é il massimo. Ritorniamo in quel posto a 2500 m. per bere una cioccolata calda, David dice solo: é buona, é buona, con i baffi di cioccolato sulla boccuccia. Una delizia.

Al ritorno a casa siamo tutti stanchissimi, David compreso. Preparo la cena (insalata di tonno uova e ceci), bagno e letto. Dormiamo tutti bene, benissimo, profondamente.

Il giorno dopo ritorniamo sulle piste. In realtá io e David andiamo sulle piste un pó più tardi perché io non voglio sciare (ho troppo dolore alla schiena e ai piedi), preferisco starmene col piccolo. In giro nella piazza che credo si chiami Pradollano incontriamo un tizio mascherato da Winnie the Pooh. Ci regala un palloncino con una vaga forma fallica che portiamo sulle piste. Il palloncino ha vita breve e quando scoppia quasi mi provoca un infarto.

Arriviamo sulle piste all'ora di pranzo, ci ritroviamo con il resto della combriccola per un panino e poi David crolla nuovamente dal sonno. Dorme più di due ore in braccio a me, mentre io mi godo il sole ed il panorama.

Al suo risveglio, con il vento che aumenta, col freddo che si fa sentire e con la nebbia che avanza serrata prendiamo la telecabine e scendiamo in centro. Io, con un mal di testa lancinante cerco una farmacia, ma non la trovo e allora mi avvicino a un poliziotto e domando: Perdone, donde está una farmacia? E il poliziotto senza neanche rispondermi mi indica un posto proprio alle mie spalle. A caratteri cubitali c'é un'insegna luminosa che annuncia: FARMACIA. Eh, scusate tanto la scemitudine...
Andiamo a bere una cioccolata calda (che credo mi fa passare il mal di testa in un baleno!) e ritorniamo a casa. Il freddo é intenso, comincia a piovere e poi a nevicare. In men che non si dica tutto si ricopre di un manto bianco. Bagno caldo, vestiti e usciamo per andare a cena fuori. Fa freddo, molto freddo, ma siamo imbacuccatissimi e contenti! Al ristorante mangiamo una raclette e beviamo una sangria. David fa il suo show con il proprietario del ristorante, che si sciogle di fronte a tanta sfacciataggine e incomincia a dire: malino, malino (non ho ancora verificato cosa vuol dire...). Dopo cena, diritti a casa, david vuole vedere la TV. In menodi 5 minuti siamo tutti su letto e sofá a russare. Lui sveglissimo si fa 4 risate vedendo il film del topolino Stuart. Biscottino, lattuccio e finalmente nanna.
La domenica di Pasqua il risveglio é bianchissimo. É nevicato tutta la notte, il paesaggio imbiancato é bellissimo. Sistemiamo le nostre cose in macchina, ci imbacucchiamo nuovamente e andiamo a salutare la neve per l'ultima volta. Andiamo di nuovo in quel posto a 2500 m. affittiamo delle slitte e ci divertiamo a scivolare sulla neve. David non da neanche il tempo di arrivare alla fine della piccola pista che subito dice: ancora, ancora, di più di più! Dimentica il piccolo che lui ormai é pesantuccio e salire e scendere con lui al collo puó essere faticoso...
Alle due del pomeriggio, dopo un rapido spuntino, partiamo in direzione a casa. A casa arriviamo alle 9 di sera, dopo 7 ore di viaggio in cui lasciamo Sierra Nevada, andiamo in direzione a Siviglia, poi più su fino a Badajoz dove attraversiamo la frontiera. Autostrada Evora Lisboa, fino a casa nostra, Montijo. Un viaggio di sicuro stancante, ma molto, molto bello.

L'esperienza sulla neve é stata bellissima, da ripetere assolutamente appena possibile. La Sierra Nevada ha dei paesaggi bellissimi, da togliere il fiato. Le persone sono accoglienti.

Due cose voglio far notare:
1) Gli spagnoli hanno poche autostrade, ma molte autovias che altro non sono che vie rapide senza pedaggio. Non abbiamo speso neanche un centesimo in pedaggi in Spagna. FANTASTICO!
2) Se volete un caffé in Spagna non potete chiedere semplicemente: un café por favor. Dovete dire café solo perché se no o vi guardano strano o ci mettono il latte dentro o chissá cosa. Quindi tenete a mente, café solo. Se non lo bevete comunque non vi perdete niente, lo jamón é arte loro, il caffé no...

Foto e filmati seguono in un secondo post.

Hasta luego!

19 marzo 2008

In ferie

Oggi finalmente cominciano le ferie!!! Saranno delle ferie speciali perché nel pomeriggio partiremo per la Sierra Nevada. Il programma del viaggio in pratica comprende una dormita dai suoceri stasera (abitano in un paese a meno di 40 km dal confine con la Spagna)e la partenza domani mattina presto per la Sierra Nevada (Siviglia-Granada-Sierra Nevada). Ce ne sará da raccontare al ritorno sulle nostre avventure sulla neve!
Adesso siamo a casa io e David, a preparare i bagagli. Lui eccitatissimo, ad ogni cosa che sistemo in valigia dice: É per la neve, é per la neve! Anche se la neve non l'ha mai vista in vita sua.

La sopa é sul fuoco, la cotolettina di pollo aspetta solo di essere impanata.

Oggi é la festa del papá, auguri a tutti i papá. David ha regalato al papá un piccolo quadro, su tela, fatto da lui all'asilo. Un'opera d'arte!!!

Buona Pasqua a tutti, mi raccomando non abusate di uova, colombe e mandorle!

18 marzo 2008

L'oro di Napoli

Ringraziando Fabio, che me lo ha fatto ricordare, posto un estratto dal film L'Oro di Napoli:



Praticate, praticate, che secondo me prossimamente ne avremo bisogno....

17 marzo 2008

Asilo

Oggi sono stata nell'asilo che David frequenterá l'anno prossimo, dai 3 ai 6 anni.
L'asilo é privato ed é di proprietá degli stessi soci dell'asilo nido che David frequenta attualmente.
Il nuovo asilo é proprio di fronte al lavoro. Basta attraversare la strada e sono lí. David, affacciandosi alla finestra, potrá vedere il mio ufficio.
La struttura é nuovissima, inaugurata nel Settembre 2007 e non ancora nel pieno della sua capacitá. Le sale sono ampie, con molta luce. I bimbi hanno un armadietto per sistemare le loro cose, nella sala mensa (molto, molto carina!) ci sará un grande acquario con i pesci (infatti la scuola si chiama Accademia dei Pesciolini!!!). Hanno una sala polivalente dove faranno a turno attivitá che spaziano dalla ginnastica al ballet, dalla musica al karaté. E poi c'è il cortile, anch'esso molto ampio e con giochi.
Ho pagato l'iscrizione; a partire da Settembre sará la nuova scuola di David.

Como :) qualsiasi asilo privato é un pó caro. Non ha nessun appoggio statale.
Ho visitato durante la settimana scorsa altri asili che, in virtú degli appoggi statali, riescono a garantire una cifra più economica peró poi le strutture hanno più di vent'anni, non si preoccupano di fare lavori di ristrutturazione e recupero. Ossia quei cento e poco euro in piú di differenza al mese non compensano. É preferibile risparmiare su altre cose riuscendo cosí a garantire una scuola con una struttura migliore.
Io giá me lo immagino David che vuole vedere la mamma dall'altra parte della strada, che non si stacca dall'acquario con i pesci, che fa karaté...

14 marzo 2008

Goloso

Si vede che mi piacciono le vongole?





Datemi una vongola e vi solleveró il mondo!!!

13 marzo 2008

Gite scolastiche

Ve le ricordate le gite scolastiche? Quelle in cui si andava in pullman da qualche parte (nel mio caso Scavi di Pompei, Reggia di Caserta, Padula, Roma, Tivoli e affini e poi Praga... chi se le dimentica!), si faceva casino con gli amici, si cantavano canzoni, si stressavano i professori?
Sappiate che anche i bimbi piccoli come David fanno le loro gitarelle, le uscite le chiamano. L'anno scorso andarono alla Quinta da Montanha (Fattoria di Montagna) a vedere gli animali, la natura, a fare la marmellata di mele etc. David era piccolo, un anno e mezzo. Gli animali gli piacquero assai e si comportó benissimo.
Martedí scorso li hanno portati a teatro, a vedere uno spettacolo fatto di musica, colori, suoni nel Centro Cultural de Belém ; i bimbi lo hanno adorato.
Era richiesto ai bimbi ed accompagnatori di rimanere in silenzio ed ovviamente David appena arrivato ha sciolto tutta la sua loquacitá. Siccome quando parla non lo ferma nessuno (Rosá ti ricorda qualcuno?) la maestrina Silvia se lo é tenuto in braccio durante tutto lo spettacolo. Al ritorno, nel pulmino, lo hanno seduto vicino all'amico do coração Pedro Pedrocas (detto PiPedrocas da David, suo inseparabile amico di giochi ) e si é scatenato il putiferio. Risate grasse, gridolini, calci nei posti di fronte, canzoni etc. Insomma il classico scenario da gita scolastica, ma in punto piccolo!!! Per la serie: meno male che i bimbi sono seduti nei sediolini di sicurezza...

E per chiudere commento brevemente la notizia che vuole che Berlusconi abbia consigliato ad una precaria di sposare suo figlio per stabilizzare la sua situazione economica.
Caro Silvio siccome di figli ne hai pochi e magari pure restii al matrimonio perché invece non li adotti questi precari???

12 marzo 2008

La Bellucci... e le altre! Ovvero é belle a magná

Chissá cosa direbbe la Bellucci se sapesse che la pizzeria, di recente apertura, di fronte al mio ufficio ha dato il suo nome a una pizza! E, giusto per farvi vedere che non spaccio bufale (le frottole non le mozzarelle!) date un occhiata al menú delle pizze qui .

Oggi sono stata a pranzo in questo ristorante, che tra l'altro é molto carino. Certo non mi aspettavo la cucina di mammá, né la pizza di Napoli, ma devo dire che non mi ha deluso. Anzi!

Ed ho proprio scelto la pizza Bellucci che, basicamente, é una pizza con pomodoro fresco, salmone e rucola. Cara Bellucci, se mi stai leggendo (!) non ti preoccupare, la pizza era buona (proprio come te, diranno i maschietti!).

Nel link di cui sopra potete vedere anche le altre pizze disponibili nel menú. Mi incuriosisce molto la Brigadeiro, con cioccolato liquido e granella di cioccolato. Questa peró dovrebbe essere alla voce dessert e non pizze (il Brigadeiro, tra l'altro é un dolce al cioccolato goduriosissimo). Nel menú ci sono anche le fantasiose Virginal e Afrodite, per la serie gli opposti si attraggono.


E siccome é vero che é belle a magná approfitto l'andazzo culinario di questo post per lasciarvi una ricetta di baccalá tipica portoghese che smuove anche i palati più restii al prelibato pesce:


Bacalhau à Brás


Ingredienti per 4 persone:

400 gr di baccalá ;
3 cucchiai di olio di oliva ;
500 gr di patate ;
6 uova ;
3 cipolle ;
1 spicchio d’aglio ;
prezzemolo ;
sale ;
pepe ;
olio per fritture ;
olive nere ;


Preparazione:

Mettiamo il baccalá in ammollo da un giorno all’altro; una volta pronto lo puliamo delle pelle e delle spine e lo sfilacciamo grossolanamente con le mani. Tagliamo le patate a julienne e le cipolle a fettine sottilissime. Tritiamo l’aglio. Friggiamo le patate in olio caldo fino ad imbondirle leggermente. Le lasciamo scorrere su carta assorbente. Nel frattempo in un tegame dal fondo spesso lasciamo soffriggere nell’olio di oliva, a fuoco lento, la cipolla e l’aglio fino alla sua cottura. Una volta cotta la cipolla aggiungiamo il baccala sfilacciato e mescoliamo bene lasciando cuocere per alcuni minuti. Aggiungiamo le patate al baccalá, mescoliamo bene, e col tegame sul fuoco, aggiungiamo le uova sbattute condite con sale e pepe. Mescoliamo ancora fino a che le uova saranno cremose ma cotte. Mettiamo il baccalá, una volta pronto, in un piatto di portata e lo decoriamo con prezzemolo triturato a piacere ed olive nere.
Possiamo accompagnare il piatto con una bella insalata per rinfrescare.
Scettici del baccalá provate e vi ricrederete!








PS: La foto non é mia, ma rende perfettamente l'idea.

11 marzo 2008

Torna presto zio!








Caro zio,


Grazie mille dal profondo del cuore della tua visita. Ci hai reso molto felici, noi adoriamo la tua compagnia. Ci siamo divertiti molto, io in primis! Abbiamo giocato molto, ci siamo fatti un sacco di risate e ci siamo abbuffati (come era prevedibile).

Mamma non te lo ha voluto dire, ma ieri, quando ti abbiamo lasciato all'aeroporto e non abbiamo potuto proseguire con te mi sono messo a piangere. Fortunatamente c'era il Sapo lá fuori che mi ha fatto calmare... Capisce a 'mme

Ti aspettiamo presto, mi raccomando!


Bacioni


David


07 marzo 2008

Nunca mais é sabado....

Con questo titolo in portoghese che in italiano vuol dire quando arriva sabato a simboleggiare l'attesta per domani auguriamo allo zione in arrivo un buon viaggio.
Il nipotino David ti attende per fare un pó di "burdello", quindi preparati caro fratello mio!
Che poi il periodo di permanenza é breve quindi dobbiamo condensare... :)

Boa viagem zio!!!

06 marzo 2008

Mappina


Oggi mi sento una mappina, avete presente? No?
E guardate allora:



All'inizio di questa settimana il mio piccirillo é stato raffreddato. Ha anche avuto un pó di febbre, ma si vede che é di tempra dura perché in meno di due giorni era bello fresco pimpante, con l'appetito di un leone e la vitalitá di un canguro.

Giustamente peró se i virus lo abbandonano in due giorni é normale che vengano ad albergarsi in un nuovo organismo, nella fattispecie il mio, che da buona mamma-chioccia l'ho accolto, covato e fatto schiudere. Ovviamente tra ieri e oggi il mio stato rasenta il pietoso. Dolori vari in tutto il corpo, mal di testa perenne, naso chiuso che neanche il vasocostrittore (si dice cosí?) che uso nelle emergenze allergiche riesce a liberare.
Fratello che probabilmente mi stai leggendo e che finalmente arrivi sabato: rassegnati, anche questa volta te ne porti il raffreddore in terra di sua maestá!
Ieri sono andata dalla dottoressa delle allergie per la seconda visita. Caricata di analisi ed esami ho aspettato il verdetto: allergia agli acari e al pelo di gatto confermata. Soluzione: vaccino.
Miglioreró? Lo spero, anche perché con quello che mi costerá...
Sono cotta a puntino per un pisolino, ma mi tocca tornare a lavurá. Pensandoci peró qui vicino ha aperto un nuovo negozio di materassi, che faccio mi offro come collaudatrice?

03 marzo 2008

Frore In Su Nie

Frore In Su Nie

Che foza in su ‘entu so deo,
che frore in su nie.
Comente nue in custos chelos,
raidos de abba e de anneos.
Deo chena caminu e cun meda oriolos,
deo chena respetu e chena “mie”.
Chentu disizos asie,
chentu pensamentos
chentu ‘ortas cada die.
Milli e unu die asie,
milli testamentos,
milli e unu pentimentos.
Sa notte colet fuinde,
currende che sos sonnios meos.
Sa notte colet fachende
occhider’ sos inimicos meos.
Deo intr’e sos silentzios ‘e Deus,
intro ‘e su coro meu.
Sas manos ‘alu unidas, asie
chi parent in pregatoria.
Deo contr’e su tempus, su tempus contr’a mie,
deo comente frore in su nie.
Cento desideri miei,
cento pentimenti,
cento volte insieme a te.
Mille e un giorno ancora qui,
mille testamenti,
mille volte insieme a te.
...e non ci lasceremo mai
in questo o all’altro mondo
...e non ci stancheremo mai
nel cielo più profondo.
Chentu disizos asie,
chentu pensamentos,
chentu ‘ortas cada die.
Milli e unu die asie,
milli testamentos,
milli e unu supra a mie...
...e non ci lasceremo mai
in questo o all’altro mondo
...e non ci stancheremo mai
nel cielo più profondo.
...e non ci perderemo mai
nel buio dentro il sogno
...e non ci lasceremo mai
insieme fino in fondo.

28 febbraio 2008

Javardola

Questo é uno sketch di un gruppo satirico portoghese di cui ho giá parlato in post precedenti.

Premetto che javardola in portoghese indica un individuo un pó basso, uno sporcaccione in senso morale e materiale.
Il tema dello sketch é semplice. L'intervistatore si intrattiene in "un'amabile" conversa/intervista con il javardola di turno di nome Tozé. Pare che Tozé abbia scoperto che é un javardola eccetto quando parla francese. Verso la fine dell'intervista peró si scopre che quando parla inglese tende all'omosessualitá....

27 febbraio 2008

Pianto disperato

Come si spiega che un bimbo, che dall'etá di 5 mesi dorme nella sua cameretta , che da quando ha compiuto un anno o poco più neanche si sveglia durante la notte e a cui basta bere un bicchiere di latte caldo e mettere la testa sul cuscino per addormentarsi, da qualche giorno a questa parte quando arriva il momento della nanna (ossia il momento in cui lo metto letteralmente a letto) piange, si dispera, urla come se gli stessero strappando il cuore e non vuole, in nessun modo, rimanere a letto?
Le urla sono strazianti, non lo avevo mai sentito gridare cosí. Mai, neanche quella volta in cui é caduto il fulmine nella casa del vicino. Mai.
Stamattina poi, mentre preparo la colazione, lo sento di nuovo gridare, chiamare me e il papá, in modo disperato. Quando gli chiedo cosa succede, non dice niente, non ti sa spiegare perché (siccome é piccolo forse non se lo spiega neanche lui).
Peró mi preoccupa. Tutto sommato é un bimbo tranquillo, vivace nella normalitá, neanche troppo capriccioso.
Forse sono brutti sogni (ma a due anni giá fanno brutti sogni?), magari qualche rumore, forse incomincia ad avere paura del buio.
Vedremo...

26 febbraio 2008

Portoliano o italese?

Si sa vivere in un paese straniero significa imparare la lingua del posto. Alcuni ci riescono bene, altri un pó meno.
Nel caso in cui lingua madre e seconda lingua (o terza, quarta, quinta... insomma dipende) siano lingue sorelle, imparare puó essere ancora più facile (non per gli spagnoli peró ehehe, gli eventuali lettori spagnoli non me ne vogliano stavo solo scherzando... seriamente).
É il caso del portoghese e dell'italiano, ovviamente lingue sorelle.

In realtá per me più che sorelle sono cugine perché questo legame di consanguineitá linguistica, nel caso del portoghese, io lo trovo più col dialetto napoletano che propriamente con l'italiano. Alcuni esempi? Incominciamo dal suono sc, un suono che i napoletani conoscono bene: la parola portoghese escola si pronuncia scola esattamente come in napoletano. Altro esempio é rappresentato dagli articoli determinativi: il e la sono, in portoghese, o ed a. Quindi, quando vogliamo dire la scuola, scriviamo a escola e pronunciamo esattamente come i napoletani, ossia a scola. Sono piccoli esempi , ma aiutano a rendere l'idea.

Con queste premesse imparare il portoghese non é cosa difficile e poi la lingua portoghese ha una musicalitá tutta sua (in tutte le sue varianti, sia essa portoghese del Portogallo, del Brasile, di Capo Verde, Angola, Mozambico e via dicendo) che ti invoglia ad impararla.
Io ho un buon livello di portoghese (almeno cosí mi dicono, ma forse mi prendono in giro...) sia scritto che parlato. A volte, con uno sforzo ulteriore, camuffo cosí bene il mio accento che passo per portoghese (ripeto... cosí mi dicono).

Dicevo quindi che sembra che io sia portoghese, che parli bene il portoghese. Sembra...
Perché la lingua madre é sempre in agguato, pronta a tendere l'imboscata e, quando meno te lo aspetti, ti esce una parola, un inflessione, un italianismo che, come si direbbe dalle mie parti, ti sgama subito!!!
Il fatto é che, quando queste cose succedono, io neanche me ne accorgo. Se non fosse che il mio interlocutore fa una faccia strana o, più spudoratamente, me lo fa notare, per me l' infiltrazione linguistica di turno é come se non esistesse. Oggi, per esempio, parlavo con una cliente che é in procinto di aprire un salone di bellezza e cerca un sistema informatico per la gestione. Ebbene io le spiegavo con foga le caratteristiche della nostra soluzione. Con molta foga devo dire, perché non mi sono resa neanche conto che invece di dire cabelereiro ho detto parrucchiere. La cliente mi ha fissato per un pó e poi mi ha detto: Desculpa? trad. Mi scusi? come a dire: ma c' stai dicenne?
Di episodi di questo genere ce ne sono molti, alcuni ricorrentissimi. Io, ai portoghesi che me lo chiedono, invece di dire che gli gnocchi di mamma sono il mio piatto favorido, dico preferito... E lo faccio sempre! È come se nella mia testa sapessi che preferito in portoghese si dice favorido peró poi quando lo voglio verbalizzare esce la parola italiana.
Non ne parliamo poi degli episodi al contrario, ossia dei portoghesismi usati quando parlo/scrivo in italiano. Anche in questo caso ce ne sono alcuni ricorrentissimi. Mio fratello più giovane concorderá con me quando dico che io non riesco più a usare, in modo naturale e assolutamente non forzato, l'espressione ti permette di fare. Dico ti dá per fare traduzione letterale dal portoghese da-te para fazer. Insomma, io mi sforzo, davvero, peró molte volte mi sembra che il risultato sia una lingua franca, mista che, a seconda delle situazioni e della localizzazione geografica, può essere chiamata portoliano o italese.

Non ne parliamo poi quando alla lingua si unisce la gestualitá. Siamo tra i popoli più noti per la nostra gestualitá. Taluni dicono che, legandomi le mani, io non sarei più in grado di parlare... Ma questo é un capitolo a parte a cui dedicheró alcune riflessioni in una prossima occasione.

Nel frattempo vi saluto, alla portoghese, con un Adeus o Até logo, come preferite.

PS: Scommetto che nella testa di David questo tipo di confusioni linguistiche non esiste. Stamattina, guardando un libro, gli parlavo di cani e gatti, in italiano. Gli dicevo: Guarda il gatto, guarda il cane! E lui rivolgendosi al cane ha detto, in italiano con inflessione napoletana: Cane, tutto bene?

20 febbraio 2008

La monnezza dei vicini

Oggi mi sento un pó polemica e vi spiego subito perché.
La zona dove lavoro é una zona nuova, in costruzione, palazzi moderni, spazi ben organizzati etc.
Il nostro ufficio e showroom di prodotti si trova al piano terra di una palazzina di sei piani. Abbiamo una buona visibilitá, grandi vetrine etc.
Il fatto che lo stabilimento si trovi in un palazzo implica avere dei vicini. E poi si sa, il palazzo é nuovo, da poco hanno scelto l'amministratore e cosí via.
Non ho la più pallida idea di chi siano i vicini, conosco solo quelli del primo piani e per vari sgradevoli motivi.
Innanzitutto per il fatto che, praticamente giorno si giorno no, li dobbiamo citofonare per togliere la macchina dal nostro posto auto. Il palazzo ha un parcheggio, tutti i condomini hanno uno o più posti auto, alcuni, come i vicini del primo piano, hanno anche il box auto.
Il fatto é che il box dei vicini é un piano più sotto mentre il nostro posto auto é immediatamente a sinistra del portone del garage. I vicini del primo piano oltre che mancare di senso civico sono pigri. E in veritá lenti di comprensione perché, se dopo tante proteste, continuano a parcheggiare l'auto dove non devono posso solo immaginare che si tratti di lentezza mentale.

C'é peró poi un altro fatto che scoccia particolarmente e che oggi ha raggiunto la sua massima espressione (di scassamento).
I vicini hanno un cane di taglia medio-grande che passa gran parte delle sue giornate fuori al balcone. Intendiamoci non ho niente contro il cane, che tra l'altro piace molto a David perché quando vado a prenderlo all'asilo e David lo vede fuori al balcone fanno grandi conversazioni. Si capiranno? Boh!
Il fatto é che la padrona di casa, quando pulisce il balcone, manda peli (che sono molti) ed altre schifezze giù. Giú ci siamo noi. Si vede che non conosce l'uso della paletta e del sacco dell'immondizia...
Ma poi come le butta giù: si mette con la pompa (manco tenesse una terrazza di 100m2) e via a pulire con l'acqua. L'acqua mista a pelo e altre schifezze viene giù, negli orari più improbabili e, di solito, quando noi siamo a lavoro. Più di una volta i colleghi che vanno fuori a fumare una sigaretta hanno rischiato di fare il bagno (e che bagno signori miei!!!). Piú di una volta abbiamo chiesto che si evitassero questo tipo di pulizie. Niente. Come al solito lentezza mentale.
Oggi, quando sono arrivata, proprio fuori alla nostra porta, c'era una fetenzia difficile da descrivere. Avete presente quando cambiate il sacco-filtro dell'aspiratore? Avete presente quando avete un cane o un gatto cosa ci trovare nel sacco? State immaginado?
Bene, io questa fetenzia stamattina l'ho trovata fuori alla nostra porta. Segno inequivocabile che il sacco-filtro dell'aspirapolvere della vicina era stato scaricato giù.
Siccome mi sono rotta, siccome in questi mesi chi ha pulito i peli del cane ed altre schifezze siamo stati noi (nella fattispecie la signora che ogni venerdí viene a fare la pulizia settimanale) cosa ho fatto? Ho usato la paletta e il sacco dell'immondizia il cui uso la vicina non conosce, ho raccolto la fetenzia e sono andata a depositarla, chiusa in un sacco dell'immondizia (io civile sono!) fuori alla sua porta.
Risultato ottenuto? Il marito della signora oggi, nella nostra pausa pranzo, armato di scopa e paletta si é messo a spazzare tutto il piazzale antistante al palazzo e al nostro ufficio.
La dimostrazione lapalissiana che quando le parole non servono bisogna passare ai fatti!

PS:
Parlando di cani e vicini: a casa abbiamo una vicina nuova da pochi mesi, che ha un cane, medio, molto, molto simpatico. Uno di quei cani con faccia da truffaldini troppo carini. Alla vicina, nel giro di pochi mesi é passata la voglia di portare il cane a spasso e quindi che fa? Lo manda in strada da solo, il cane fa i suoi servizi e quando ha finito si mette sotto alla finestra di casa e abbaia. Abbaia, abbaia fino a quando la padrona non apre. David, come lo sente abbaiare, corre alla finestra per vederlo! Peccato che il cane non se lo fili, se no sai che teatrini alla finestra!

18 febbraio 2008

È solo la pioggia (ovvero la tenerezza dei bambini)

Ieri ed oggi il tempo qui é stato bruttissimo . Piogge torrenziali che hanno causato alcuni danni in varie regioni. Questa mattina presto (erano le cinque e mezza) oltre alla pioggia sono caduti fulmini di una certa intensitá. La luce é mancata molte volte e poi lo strondo era forte, segno che i fulmini cadevano vicini.
Qualche mese fa, in una tempesta simile, cadde un fulmine in casa di un vicino (si dentro casa, attraversando una parete, come ció sia possibile non ve lo so spiegare). Ricordo che era sera, che io e David eravamo in cucina a preparare la cena. All'improvviso un bagliore intenso e un rumore violento. David mi salta al collo, gridando di paura. Inutile dire che quella notte ha dormito con me.
Stamattina, durante la tempesta, David non mi ha chiamato, sono andata io nella sua stanza a vedere se andava tutto bene. L'ho trovato seduto sul lettino, che stringeva il suo amichetto della nanna, Leo, e gli diceva:
Leo não chores, é a chuva, faz barulho (Leo, non piangere, é la pioggia, fa rumore). Mi ha fatto una tenerezza! Troppo, troppo tenero!
Li ho presi in braccio tutti e due e li ho messi al letto col papá, mentre ho preparato la colazione.

14 febbraio 2008

Giardinaggio

Chiariamo subito una cosa: casa nostra é un appartamento, quindi niente giardino. Abbiamo due balconi, neanche troppo grandi, peró ci piace avere alcuni vasi di piante, piantine e affini.

Qualche giorno fa, per recuperare dei vasi i cui ospiti precedenti... ehm..., diciamo cosí, sono partiti per un lungo viaggio (e giá, il fatto di avere qualche vaso non significa che tutte le piante e affini resistano eh!) io e David abbiamo seminato la rucola. Gli dicevo: Fofinho, adesso prepariamo le piantine, la vuoi una piantina? E lui: Si si!
Quindi abbiamo rimestato un pó nella terra, abbiamo innaffiato e poi seminato. Per David ho preparato due vasi piccoli con qualche semino di rucola. Tutti i giorni andiamo a vedere se spuntano le piantine.

Abbiamo anche trapiantato in un vaso più grande tre cactus, tutti pieni di spine. Siccome David sa che quei cactus pungono quando mi ha visto prenderli in mano (con i guanti, mica sono un fachiro!) ha detto: Mãe, pica (mamma punge)! Eu dou beijinho (io ti do un bacetto)!
Uno come fa a non sciogliersi come neve al sole di fronte a tanta dolcezza?

Vediamo se poi la rucola se la mangia....

11 febbraio 2008

Ricetta della "Carne de porco à alentejana"






Siccome ho notato che, nel bene e nel male, l'abbinamento carne di maiale + vongole ha suscitato qualche curiositá ho deciso di postare la ricetta.

Da come si può notare é una robina leggera leggera, carne di maiale, sugna etc. che sará mai...un attentato a mano armata alla linea!!! Io la mangio un paio di volte l'anno, di solito la prepara la nonna di mio figlio.



Quindi abbiamo:


2dl e 1/2 di vino bianco
800 gr. di carne di maiale tenera
3 spicchi d'aglio
2 cucchiai di paprika (non piccante)
sale e pepe q.b.
1 mazzetto di coriandolo fresco
2 foglie di alloro
1 limone
125 gr. di sugna
800 gr. di vongole (varietá a scelta)



Tagliamo la carne a pezzetti più o meno regolari e la insaporiamo con la paprika, l'aglio schiacciato, le foglie di alloro, il sale, il pepe e il vino bianco. Mescoliamo il tutto molto bene e lasciamo marinare durante 4 ore circa. Nel frattempo mettiamo in acqua e sale le vongole per circa 2 ore e le lasciamo "depurarsi"; passato questo tempo le passiamo sotto l'acqua corrente per lavarle bene. Mettiamo la sugna in una padella grande e quando sará calda aggiungiamo la carne (senza peró il sughetto della marinatura) e la lasciamo friggere finche non assume un colore dorato. Mescoliamo di tanto in tanto. A questo punto aggiungiamo il sughetto della marinatura e lasciamo cuocere a fuoco vivo per un paio di minuti; aggiungiamo poi le vongole. Mescoliamo e quando le vongole si sono aperte aggiungiamo il coriandolo fresco tritato.
Il piatto é pronto. L'accompagnamento puó essere patata bollita o fritta. Io direi che non ci sta male un'insalata di lattuga bella fresca.

Buon appetito!

06 febbraio 2008

Rispondendo alla nomination

Ringraziando Maury (http://vitadasupermarket.blog.kataweb.it/) che mi ha nominato permettendomi di parlare di un tema a me caro, la culinaria (io sono quella che molto spesso sul comodino, come lettura, ha la bibbia portoghese di cucina "Livro de Pantagruel" un gustosissimo mattone dove non ci sono foto, ma la sola descrizione delle ricette ti fa sbavare) elenco quegli abbinamenti ai quali non rinuncio e che, con una certa periodicitá, fanno parte della mia alimentazione:

1) Caffelatte con cornetto alla marmellata (se il cornetto é buono cedo volentieri a questo peccattuccio!)

2) Caffé e pastel de nata (quest' ultimo credo sia il dolce portoghese più conosciuto, un pasticcino di pasta sfoglia ripieno di una crema di latte, uova, vaniglia etc. e ricoperto, per chi gradisce, di cannella e zucchero a velo, la foto si riferisce a questo dolcetto). Posso dire che questo é l'abbinamento classico della colazione o dello spuntino al bar dei portoghesi.

3) Pataniscas de bacalhau (ossia frittelle di baccalá) e arroz malandrino de feijão (ossia riso ai fagioli). C'era un ristorante nella zona dove lavoravo l'anno scorso che al venerdí serviva questo piatto. Per me, tempo permettendo, era un appuntamento obbligatorio. Certe volte, quando il baccalá non era buono, cambiavano il menú... Quando arrivavo lá e vedevo che non c'era il piatto che volevo gustare soffrivo una delusione culinaria immensa!

4) Gnocchi e ragú di carne

5) Frittelle di spinaci o di fiori di zucca e mozzarella di bufala

6) Carne di maiale e vongole (in Portogallo la chiamano carne de porco a alentejana, credetemi l'abbinamento é gustosissimo!)

7) Polipo o baccalá bollito con i ceci (oltre a questi due ingredienti ci vuole la patata lessa e l'uovo sodo, peró senza i due ingredienti principali , che devono essere predominanti nel piatto, la ricetta non é la stessa)

8) Formaggio Raclette e patate lesse

9) Ricotta fresca di pecora e marmellata di zucca (questo abbinamento l'ho provato per la prima volta qui, credetemi é qualche cosa di peccaminoso per quanto é buono!!!)

10) Cioccolato e Porto (l'abbinamento che riscalda l'anima)

Come era prevedibile alla fine di questo elenco quasi svengo dalla fame!

Stavo pensando che forse posso postare qualche ricetta portoghese, che ne dite?

A proposito, ne approfitto per nominare Japan Spaghetti (http://japanspaghetti.blogspot.com/) , un'altra amante della culinaria che di sicuro fornirá un bello e appetitoso elenco di abbinamenti!!!



01 febbraio 2008

Leo


Leo é il leopardo pupazzetto con il quale dorme David. Il suo amichetto della nanna, l'oggetto di transizione insomma. Senza Leo i sogni sono meno tranquilli.

Ebbene in omaggio a Leo David quest'anno si é mascherato da leopardo. Oggi é il giorno della festa di Carnevale all'asilo. Stamattina c'erano maschere per tutti i gusti, tipo Aladino, Principessa, Damina, Fatina, Bianca di Neve, Ratatui (si si il topo cuoco), Pirata etc.

Io stamattina per far indossare la maschera a David me la sono vista nera. Pignucolava e diceva:

Mamma non voglio, mamma é troppo grande, mamma no!

Ed io: Ma no, sei cosí carino, sembri Leo, su, fai GROAR GROAR!

Volevo poi dipingergli i baffi da leopardo, ma non c'é stato verso di lasciarsi truccare.

Le foto dimostrano l'odissea mattinale.

Io sono di parte, la mia opinione non conta, comunque secondo me é uno dei più bei leopardi visti in circolazione (pure senza baffi).