27 marzo 2008

Sierra nevada IV - Per oggi é tutto










Con queste foto concludo la serie fotografica dedicata alla Sierra. Domani, se ci riesco, posto qualche filmato.


Ammirate David che dorme in braccio a mamma (figliu mie, cumme si pesante!), ammiratelo mentre sonnecchia in macchina, ammiratelo nella sua contentezza sullo slittino, ammirate le due belle tacchinelle con polletto ruspante al seguito e ammirate la finestra ghiacciata del rifugio dove abbiamo bevuto la cioccolata!

Sierra Nevada III - Il richiamo del guerriero








Per guerriero si intende David che in queste foto regala tutto il suo charme. Poderosissimo!
Il palloncino fallico é quello che l'orsetto Winnie ha regalato a David (forse mi sarei dovuta preoccupare...).
Le facce strane sono dovute a foto scattate nell'atto dell'ingurgitamento di buon cioccolato al latte! Gnamme!

Sierra Nevada II - La vendetta







Ammirate adesso alcuni paesaggi, un David dal cappellino inedito (gentilemente concesso da Tânia) ed io sugli sci. Sullo sfondo quel gran pezzo di Alvaro, il professore (tuta nera e rossa per intenderci). Anche se David é molto meglio!


Sierra Nevada I








Primo post dedicato alle foto delle vacanze nella Sierra. Le tacchinelle delle foto siamo io e Tânia, gli omaccioni sono David e il suo papá.
Guest star: la paletta di plastica...




25 marzo 2008

Racconti di viaggio

La partenza per le ferie é avvenuta mercoledí scorso, verso le 8 di sera, direzione casa della suocera per dormita (abita a circa 30 km dal confine con il sud della Spagna). Appena arrivati troviamo camino accesso e salsiccia di produzione propria arrostita nella brace. Gnam gnam, cosí ripieni siamo andati a dormire. Sveglia alle 5 di mattina...
Dopo la faticosa levataccia e qualche panino preparato per il viaggio siamo partiti: direzione Sierra Nevada. Il viaggio é un pó lungo, ci sono volute 5 ore per arrivare a destinazione. A Rosal de la Frontera passiamo il confine con la Spagna e subito ci ritroviamo di fronte i cartelli che pubblicizzano lo jamón serrano, il prosciutto crudo. Una goduria ad ogni visione, figuratevi mangiarlo un panino col suddetto jamón...

Proseguiamo su una strada nazionale in direzione a Siviglia. Il tempo non é dei migliori, promette pioggia, ma l'aria uggiosa fa sembrare ancora più intenso il paesaggio che via via scopriamo. La strada fino a Siviglia é piacevole. Passiamo per alcuni piccoli paesini fino ad arrivare all'agglomerato urbano di Siviglia. Sembra una cittá grande. A un certo punto ci perdiamo e passiamo per l'aeroporto di Siviglia. Una costruzione orribile, scura. In pratica il viaggiatore esce dall'aeroporto e si ritrova sotto a una specie di viadotto...
Proseguiamo.

Una volta ritrovata la retta via andiamo in direzione a Granada. Lungo il cammino piccole soste con diritto a panino col jamón e tanta, tantissima pioggia che cade giù in modo assordante. Finalmente Granada, finalmente iniziamo a salire la montagna. Saliamo, saliamo e saliamo ancora e niente neve. Neanche un pó, niente.
Il tempo peró é scuro, la temperatura man mano che saliamo scende ed ecco che incomincia a nevicare. Arriviamo all'aparthotel con la neve che cade, una nebbia serratissima e la voglia di entrare in casa e riscaldarsi. Presto detto, entriamo, sistemiamo le cose, mangiamo un omlette veloce e iniziamo a vestirci. Sembriamo dei salsicciotti imbottiti, guanti, cappelli etc. David felicissimo di vestire finalmente la sua roupa de neve ossia i vestiti per la neve. Pronti, via, usciamo. Andiamo ad affittare gli sci, a comprare i forfait per il giorno dopo, a prenotare una lezione di sci e facciamo un giro, con la neve che cade e tutto bianco, con David che gioca con la neve, contentissimo.

Dopo un giro nel centro della localitá andiamo in macchina fino a 2500 m, dove c'é uno spazio dove si puó giocare con la neve. Arriviamo fin là su e scopriamo una piccola pista tutta bianca, con la neve sofficissima. Bellissimo. Giochiamo e giochiamo ancora, mio figlio che butta la neve alla cugina del papá, nostra compagna di viaggio Tania, io che cerco di scivolare sulla neve con una non ben precisata pala di plastica. Insomma, nu pariamiente!

Ritorniamo a casa, con la neve che riprende a cadere e prepariamo la cena, linguine al sugo di tonno, giusto per prepararsi per il giorno dopo. L'appartamento affittato ha 4 posti letto, singoli. Per far dormire meglio David ho unito i nostri due letti ed ho dormito con lui. David dall'etá di 5 mesi dorme da solo nella sua stanza e da sempre dorme nella sua culla. Dormire con lui é stata una goduria reciproca.

Venerdí mattina pronti per lo sci. Prendiamo la telecabine (come si chiama in italiano, mi sfugge il nome) e saliamo fino alle piste dei principianti. Io soffro un pó di vertigini e quindi scherzano con me. La vista é bellissima, le piste sono belle, gli sciatori e gli snowboarder che le percorrono sembrano danzare. Io mi rodo dall'invidia, mi piacerebbe saperlo fare. Magari un giorno...

Ovviamente c'è molta gente (Pasqua), prevalentemente spagnoli, pochissimi italiani, qualche portoghese ed inglesi. Pardon, ci sono anche cinesi.

Vestite di tutto punto, con i pesantissimi stivali da sci e rispettivi sci (giallo canarino, che belli!) io e Tania ci avviamo verso la lezione col professore, Alvaro, originario di Granada, sciatore da sempre (sei nato con gli sci, gli ho domandato), farmacista nei mesi estivi. Alvaro é stato molto simpatico, molto paziente. Il mio primo approccio con gli sci é stato divertente ed anche se non ho avuto modo di continuare per quel poco che ho fatto mi sono divertita. Alvaro tra l'altro, secondo Tania, era un belvedere.

Purtroppo David non ha ancora l'etá minima richiesta per sciare, quindi in questo capitolo si é limitato a guardare. Finita la lezione, di due ore, ormai a pezzi di tanto salire e scendere vado incontro a David che sta col papá che a sua volta ormai scalcita per andare a scendere qualche pista. Presto fatto, David mi crolla addosso dal sonno e il papá scompare sulle piste. Lo ritrovo dopo circa 3 ore, affaticato, ma con il sorriso stampato in faccia. Per chi come lui é vissuto in Svizzera 13 anni, ha fatto sci, é stato a contatto con la neve sempre, poter passare qualche giorno in un posto cosí é il massimo. Ritorniamo in quel posto a 2500 m. per bere una cioccolata calda, David dice solo: é buona, é buona, con i baffi di cioccolato sulla boccuccia. Una delizia.

Al ritorno a casa siamo tutti stanchissimi, David compreso. Preparo la cena (insalata di tonno uova e ceci), bagno e letto. Dormiamo tutti bene, benissimo, profondamente.

Il giorno dopo ritorniamo sulle piste. In realtá io e David andiamo sulle piste un pó più tardi perché io non voglio sciare (ho troppo dolore alla schiena e ai piedi), preferisco starmene col piccolo. In giro nella piazza che credo si chiami Pradollano incontriamo un tizio mascherato da Winnie the Pooh. Ci regala un palloncino con una vaga forma fallica che portiamo sulle piste. Il palloncino ha vita breve e quando scoppia quasi mi provoca un infarto.

Arriviamo sulle piste all'ora di pranzo, ci ritroviamo con il resto della combriccola per un panino e poi David crolla nuovamente dal sonno. Dorme più di due ore in braccio a me, mentre io mi godo il sole ed il panorama.

Al suo risveglio, con il vento che aumenta, col freddo che si fa sentire e con la nebbia che avanza serrata prendiamo la telecabine e scendiamo in centro. Io, con un mal di testa lancinante cerco una farmacia, ma non la trovo e allora mi avvicino a un poliziotto e domando: Perdone, donde está una farmacia? E il poliziotto senza neanche rispondermi mi indica un posto proprio alle mie spalle. A caratteri cubitali c'é un'insegna luminosa che annuncia: FARMACIA. Eh, scusate tanto la scemitudine...
Andiamo a bere una cioccolata calda (che credo mi fa passare il mal di testa in un baleno!) e ritorniamo a casa. Il freddo é intenso, comincia a piovere e poi a nevicare. In men che non si dica tutto si ricopre di un manto bianco. Bagno caldo, vestiti e usciamo per andare a cena fuori. Fa freddo, molto freddo, ma siamo imbacuccatissimi e contenti! Al ristorante mangiamo una raclette e beviamo una sangria. David fa il suo show con il proprietario del ristorante, che si sciogle di fronte a tanta sfacciataggine e incomincia a dire: malino, malino (non ho ancora verificato cosa vuol dire...). Dopo cena, diritti a casa, david vuole vedere la TV. In menodi 5 minuti siamo tutti su letto e sofá a russare. Lui sveglissimo si fa 4 risate vedendo il film del topolino Stuart. Biscottino, lattuccio e finalmente nanna.
La domenica di Pasqua il risveglio é bianchissimo. É nevicato tutta la notte, il paesaggio imbiancato é bellissimo. Sistemiamo le nostre cose in macchina, ci imbacucchiamo nuovamente e andiamo a salutare la neve per l'ultima volta. Andiamo di nuovo in quel posto a 2500 m. affittiamo delle slitte e ci divertiamo a scivolare sulla neve. David non da neanche il tempo di arrivare alla fine della piccola pista che subito dice: ancora, ancora, di più di più! Dimentica il piccolo che lui ormai é pesantuccio e salire e scendere con lui al collo puó essere faticoso...
Alle due del pomeriggio, dopo un rapido spuntino, partiamo in direzione a casa. A casa arriviamo alle 9 di sera, dopo 7 ore di viaggio in cui lasciamo Sierra Nevada, andiamo in direzione a Siviglia, poi più su fino a Badajoz dove attraversiamo la frontiera. Autostrada Evora Lisboa, fino a casa nostra, Montijo. Un viaggio di sicuro stancante, ma molto, molto bello.

L'esperienza sulla neve é stata bellissima, da ripetere assolutamente appena possibile. La Sierra Nevada ha dei paesaggi bellissimi, da togliere il fiato. Le persone sono accoglienti.

Due cose voglio far notare:
1) Gli spagnoli hanno poche autostrade, ma molte autovias che altro non sono che vie rapide senza pedaggio. Non abbiamo speso neanche un centesimo in pedaggi in Spagna. FANTASTICO!
2) Se volete un caffé in Spagna non potete chiedere semplicemente: un café por favor. Dovete dire café solo perché se no o vi guardano strano o ci mettono il latte dentro o chissá cosa. Quindi tenete a mente, café solo. Se non lo bevete comunque non vi perdete niente, lo jamón é arte loro, il caffé no...

Foto e filmati seguono in un secondo post.

Hasta luego!

19 marzo 2008

In ferie

Oggi finalmente cominciano le ferie!!! Saranno delle ferie speciali perché nel pomeriggio partiremo per la Sierra Nevada. Il programma del viaggio in pratica comprende una dormita dai suoceri stasera (abitano in un paese a meno di 40 km dal confine con la Spagna)e la partenza domani mattina presto per la Sierra Nevada (Siviglia-Granada-Sierra Nevada). Ce ne sará da raccontare al ritorno sulle nostre avventure sulla neve!
Adesso siamo a casa io e David, a preparare i bagagli. Lui eccitatissimo, ad ogni cosa che sistemo in valigia dice: É per la neve, é per la neve! Anche se la neve non l'ha mai vista in vita sua.

La sopa é sul fuoco, la cotolettina di pollo aspetta solo di essere impanata.

Oggi é la festa del papá, auguri a tutti i papá. David ha regalato al papá un piccolo quadro, su tela, fatto da lui all'asilo. Un'opera d'arte!!!

Buona Pasqua a tutti, mi raccomando non abusate di uova, colombe e mandorle!

18 marzo 2008

L'oro di Napoli

Ringraziando Fabio, che me lo ha fatto ricordare, posto un estratto dal film L'Oro di Napoli:



Praticate, praticate, che secondo me prossimamente ne avremo bisogno....

17 marzo 2008

Asilo

Oggi sono stata nell'asilo che David frequenterá l'anno prossimo, dai 3 ai 6 anni.
L'asilo é privato ed é di proprietá degli stessi soci dell'asilo nido che David frequenta attualmente.
Il nuovo asilo é proprio di fronte al lavoro. Basta attraversare la strada e sono lí. David, affacciandosi alla finestra, potrá vedere il mio ufficio.
La struttura é nuovissima, inaugurata nel Settembre 2007 e non ancora nel pieno della sua capacitá. Le sale sono ampie, con molta luce. I bimbi hanno un armadietto per sistemare le loro cose, nella sala mensa (molto, molto carina!) ci sará un grande acquario con i pesci (infatti la scuola si chiama Accademia dei Pesciolini!!!). Hanno una sala polivalente dove faranno a turno attivitá che spaziano dalla ginnastica al ballet, dalla musica al karaté. E poi c'è il cortile, anch'esso molto ampio e con giochi.
Ho pagato l'iscrizione; a partire da Settembre sará la nuova scuola di David.

Como :) qualsiasi asilo privato é un pó caro. Non ha nessun appoggio statale.
Ho visitato durante la settimana scorsa altri asili che, in virtú degli appoggi statali, riescono a garantire una cifra più economica peró poi le strutture hanno più di vent'anni, non si preoccupano di fare lavori di ristrutturazione e recupero. Ossia quei cento e poco euro in piú di differenza al mese non compensano. É preferibile risparmiare su altre cose riuscendo cosí a garantire una scuola con una struttura migliore.
Io giá me lo immagino David che vuole vedere la mamma dall'altra parte della strada, che non si stacca dall'acquario con i pesci, che fa karaté...

14 marzo 2008

Goloso

Si vede che mi piacciono le vongole?





Datemi una vongola e vi solleveró il mondo!!!

13 marzo 2008

Gite scolastiche

Ve le ricordate le gite scolastiche? Quelle in cui si andava in pullman da qualche parte (nel mio caso Scavi di Pompei, Reggia di Caserta, Padula, Roma, Tivoli e affini e poi Praga... chi se le dimentica!), si faceva casino con gli amici, si cantavano canzoni, si stressavano i professori?
Sappiate che anche i bimbi piccoli come David fanno le loro gitarelle, le uscite le chiamano. L'anno scorso andarono alla Quinta da Montanha (Fattoria di Montagna) a vedere gli animali, la natura, a fare la marmellata di mele etc. David era piccolo, un anno e mezzo. Gli animali gli piacquero assai e si comportó benissimo.
Martedí scorso li hanno portati a teatro, a vedere uno spettacolo fatto di musica, colori, suoni nel Centro Cultural de Belém ; i bimbi lo hanno adorato.
Era richiesto ai bimbi ed accompagnatori di rimanere in silenzio ed ovviamente David appena arrivato ha sciolto tutta la sua loquacitá. Siccome quando parla non lo ferma nessuno (Rosá ti ricorda qualcuno?) la maestrina Silvia se lo é tenuto in braccio durante tutto lo spettacolo. Al ritorno, nel pulmino, lo hanno seduto vicino all'amico do coração Pedro Pedrocas (detto PiPedrocas da David, suo inseparabile amico di giochi ) e si é scatenato il putiferio. Risate grasse, gridolini, calci nei posti di fronte, canzoni etc. Insomma il classico scenario da gita scolastica, ma in punto piccolo!!! Per la serie: meno male che i bimbi sono seduti nei sediolini di sicurezza...

E per chiudere commento brevemente la notizia che vuole che Berlusconi abbia consigliato ad una precaria di sposare suo figlio per stabilizzare la sua situazione economica.
Caro Silvio siccome di figli ne hai pochi e magari pure restii al matrimonio perché invece non li adotti questi precari???

12 marzo 2008

La Bellucci... e le altre! Ovvero é belle a magná

Chissá cosa direbbe la Bellucci se sapesse che la pizzeria, di recente apertura, di fronte al mio ufficio ha dato il suo nome a una pizza! E, giusto per farvi vedere che non spaccio bufale (le frottole non le mozzarelle!) date un occhiata al menú delle pizze qui .

Oggi sono stata a pranzo in questo ristorante, che tra l'altro é molto carino. Certo non mi aspettavo la cucina di mammá, né la pizza di Napoli, ma devo dire che non mi ha deluso. Anzi!

Ed ho proprio scelto la pizza Bellucci che, basicamente, é una pizza con pomodoro fresco, salmone e rucola. Cara Bellucci, se mi stai leggendo (!) non ti preoccupare, la pizza era buona (proprio come te, diranno i maschietti!).

Nel link di cui sopra potete vedere anche le altre pizze disponibili nel menú. Mi incuriosisce molto la Brigadeiro, con cioccolato liquido e granella di cioccolato. Questa peró dovrebbe essere alla voce dessert e non pizze (il Brigadeiro, tra l'altro é un dolce al cioccolato goduriosissimo). Nel menú ci sono anche le fantasiose Virginal e Afrodite, per la serie gli opposti si attraggono.


E siccome é vero che é belle a magná approfitto l'andazzo culinario di questo post per lasciarvi una ricetta di baccalá tipica portoghese che smuove anche i palati più restii al prelibato pesce:


Bacalhau à Brás


Ingredienti per 4 persone:

400 gr di baccalá ;
3 cucchiai di olio di oliva ;
500 gr di patate ;
6 uova ;
3 cipolle ;
1 spicchio d’aglio ;
prezzemolo ;
sale ;
pepe ;
olio per fritture ;
olive nere ;


Preparazione:

Mettiamo il baccalá in ammollo da un giorno all’altro; una volta pronto lo puliamo delle pelle e delle spine e lo sfilacciamo grossolanamente con le mani. Tagliamo le patate a julienne e le cipolle a fettine sottilissime. Tritiamo l’aglio. Friggiamo le patate in olio caldo fino ad imbondirle leggermente. Le lasciamo scorrere su carta assorbente. Nel frattempo in un tegame dal fondo spesso lasciamo soffriggere nell’olio di oliva, a fuoco lento, la cipolla e l’aglio fino alla sua cottura. Una volta cotta la cipolla aggiungiamo il baccala sfilacciato e mescoliamo bene lasciando cuocere per alcuni minuti. Aggiungiamo le patate al baccalá, mescoliamo bene, e col tegame sul fuoco, aggiungiamo le uova sbattute condite con sale e pepe. Mescoliamo ancora fino a che le uova saranno cremose ma cotte. Mettiamo il baccalá, una volta pronto, in un piatto di portata e lo decoriamo con prezzemolo triturato a piacere ed olive nere.
Possiamo accompagnare il piatto con una bella insalata per rinfrescare.
Scettici del baccalá provate e vi ricrederete!








PS: La foto non é mia, ma rende perfettamente l'idea.

11 marzo 2008

Torna presto zio!








Caro zio,


Grazie mille dal profondo del cuore della tua visita. Ci hai reso molto felici, noi adoriamo la tua compagnia. Ci siamo divertiti molto, io in primis! Abbiamo giocato molto, ci siamo fatti un sacco di risate e ci siamo abbuffati (come era prevedibile).

Mamma non te lo ha voluto dire, ma ieri, quando ti abbiamo lasciato all'aeroporto e non abbiamo potuto proseguire con te mi sono messo a piangere. Fortunatamente c'era il Sapo lá fuori che mi ha fatto calmare... Capisce a 'mme

Ti aspettiamo presto, mi raccomando!


Bacioni


David


07 marzo 2008

Nunca mais é sabado....

Con questo titolo in portoghese che in italiano vuol dire quando arriva sabato a simboleggiare l'attesta per domani auguriamo allo zione in arrivo un buon viaggio.
Il nipotino David ti attende per fare un pó di "burdello", quindi preparati caro fratello mio!
Che poi il periodo di permanenza é breve quindi dobbiamo condensare... :)

Boa viagem zio!!!

06 marzo 2008

Mappina


Oggi mi sento una mappina, avete presente? No?
E guardate allora:



All'inizio di questa settimana il mio piccirillo é stato raffreddato. Ha anche avuto un pó di febbre, ma si vede che é di tempra dura perché in meno di due giorni era bello fresco pimpante, con l'appetito di un leone e la vitalitá di un canguro.

Giustamente peró se i virus lo abbandonano in due giorni é normale che vengano ad albergarsi in un nuovo organismo, nella fattispecie il mio, che da buona mamma-chioccia l'ho accolto, covato e fatto schiudere. Ovviamente tra ieri e oggi il mio stato rasenta il pietoso. Dolori vari in tutto il corpo, mal di testa perenne, naso chiuso che neanche il vasocostrittore (si dice cosí?) che uso nelle emergenze allergiche riesce a liberare.
Fratello che probabilmente mi stai leggendo e che finalmente arrivi sabato: rassegnati, anche questa volta te ne porti il raffreddore in terra di sua maestá!
Ieri sono andata dalla dottoressa delle allergie per la seconda visita. Caricata di analisi ed esami ho aspettato il verdetto: allergia agli acari e al pelo di gatto confermata. Soluzione: vaccino.
Miglioreró? Lo spero, anche perché con quello che mi costerá...
Sono cotta a puntino per un pisolino, ma mi tocca tornare a lavurá. Pensandoci peró qui vicino ha aperto un nuovo negozio di materassi, che faccio mi offro come collaudatrice?

03 marzo 2008

Frore In Su Nie

Frore In Su Nie

Che foza in su ‘entu so deo,
che frore in su nie.
Comente nue in custos chelos,
raidos de abba e de anneos.
Deo chena caminu e cun meda oriolos,
deo chena respetu e chena “mie”.
Chentu disizos asie,
chentu pensamentos
chentu ‘ortas cada die.
Milli e unu die asie,
milli testamentos,
milli e unu pentimentos.
Sa notte colet fuinde,
currende che sos sonnios meos.
Sa notte colet fachende
occhider’ sos inimicos meos.
Deo intr’e sos silentzios ‘e Deus,
intro ‘e su coro meu.
Sas manos ‘alu unidas, asie
chi parent in pregatoria.
Deo contr’e su tempus, su tempus contr’a mie,
deo comente frore in su nie.
Cento desideri miei,
cento pentimenti,
cento volte insieme a te.
Mille e un giorno ancora qui,
mille testamenti,
mille volte insieme a te.
...e non ci lasceremo mai
in questo o all’altro mondo
...e non ci stancheremo mai
nel cielo più profondo.
Chentu disizos asie,
chentu pensamentos,
chentu ‘ortas cada die.
Milli e unu die asie,
milli testamentos,
milli e unu supra a mie...
...e non ci lasceremo mai
in questo o all’altro mondo
...e non ci stancheremo mai
nel cielo più profondo.
...e non ci perderemo mai
nel buio dentro il sogno
...e non ci lasceremo mai
insieme fino in fondo.

28 febbraio 2008

Javardola

Questo é uno sketch di un gruppo satirico portoghese di cui ho giá parlato in post precedenti.

Premetto che javardola in portoghese indica un individuo un pó basso, uno sporcaccione in senso morale e materiale.
Il tema dello sketch é semplice. L'intervistatore si intrattiene in "un'amabile" conversa/intervista con il javardola di turno di nome Tozé. Pare che Tozé abbia scoperto che é un javardola eccetto quando parla francese. Verso la fine dell'intervista peró si scopre che quando parla inglese tende all'omosessualitá....

27 febbraio 2008

Pianto disperato

Come si spiega che un bimbo, che dall'etá di 5 mesi dorme nella sua cameretta , che da quando ha compiuto un anno o poco più neanche si sveglia durante la notte e a cui basta bere un bicchiere di latte caldo e mettere la testa sul cuscino per addormentarsi, da qualche giorno a questa parte quando arriva il momento della nanna (ossia il momento in cui lo metto letteralmente a letto) piange, si dispera, urla come se gli stessero strappando il cuore e non vuole, in nessun modo, rimanere a letto?
Le urla sono strazianti, non lo avevo mai sentito gridare cosí. Mai, neanche quella volta in cui é caduto il fulmine nella casa del vicino. Mai.
Stamattina poi, mentre preparo la colazione, lo sento di nuovo gridare, chiamare me e il papá, in modo disperato. Quando gli chiedo cosa succede, non dice niente, non ti sa spiegare perché (siccome é piccolo forse non se lo spiega neanche lui).
Peró mi preoccupa. Tutto sommato é un bimbo tranquillo, vivace nella normalitá, neanche troppo capriccioso.
Forse sono brutti sogni (ma a due anni giá fanno brutti sogni?), magari qualche rumore, forse incomincia ad avere paura del buio.
Vedremo...

26 febbraio 2008

Portoliano o italese?

Si sa vivere in un paese straniero significa imparare la lingua del posto. Alcuni ci riescono bene, altri un pó meno.
Nel caso in cui lingua madre e seconda lingua (o terza, quarta, quinta... insomma dipende) siano lingue sorelle, imparare puó essere ancora più facile (non per gli spagnoli peró ehehe, gli eventuali lettori spagnoli non me ne vogliano stavo solo scherzando... seriamente).
É il caso del portoghese e dell'italiano, ovviamente lingue sorelle.

In realtá per me più che sorelle sono cugine perché questo legame di consanguineitá linguistica, nel caso del portoghese, io lo trovo più col dialetto napoletano che propriamente con l'italiano. Alcuni esempi? Incominciamo dal suono sc, un suono che i napoletani conoscono bene: la parola portoghese escola si pronuncia scola esattamente come in napoletano. Altro esempio é rappresentato dagli articoli determinativi: il e la sono, in portoghese, o ed a. Quindi, quando vogliamo dire la scuola, scriviamo a escola e pronunciamo esattamente come i napoletani, ossia a scola. Sono piccoli esempi , ma aiutano a rendere l'idea.

Con queste premesse imparare il portoghese non é cosa difficile e poi la lingua portoghese ha una musicalitá tutta sua (in tutte le sue varianti, sia essa portoghese del Portogallo, del Brasile, di Capo Verde, Angola, Mozambico e via dicendo) che ti invoglia ad impararla.
Io ho un buon livello di portoghese (almeno cosí mi dicono, ma forse mi prendono in giro...) sia scritto che parlato. A volte, con uno sforzo ulteriore, camuffo cosí bene il mio accento che passo per portoghese (ripeto... cosí mi dicono).

Dicevo quindi che sembra che io sia portoghese, che parli bene il portoghese. Sembra...
Perché la lingua madre é sempre in agguato, pronta a tendere l'imboscata e, quando meno te lo aspetti, ti esce una parola, un inflessione, un italianismo che, come si direbbe dalle mie parti, ti sgama subito!!!
Il fatto é che, quando queste cose succedono, io neanche me ne accorgo. Se non fosse che il mio interlocutore fa una faccia strana o, più spudoratamente, me lo fa notare, per me l' infiltrazione linguistica di turno é come se non esistesse. Oggi, per esempio, parlavo con una cliente che é in procinto di aprire un salone di bellezza e cerca un sistema informatico per la gestione. Ebbene io le spiegavo con foga le caratteristiche della nostra soluzione. Con molta foga devo dire, perché non mi sono resa neanche conto che invece di dire cabelereiro ho detto parrucchiere. La cliente mi ha fissato per un pó e poi mi ha detto: Desculpa? trad. Mi scusi? come a dire: ma c' stai dicenne?
Di episodi di questo genere ce ne sono molti, alcuni ricorrentissimi. Io, ai portoghesi che me lo chiedono, invece di dire che gli gnocchi di mamma sono il mio piatto favorido, dico preferito... E lo faccio sempre! È come se nella mia testa sapessi che preferito in portoghese si dice favorido peró poi quando lo voglio verbalizzare esce la parola italiana.
Non ne parliamo poi degli episodi al contrario, ossia dei portoghesismi usati quando parlo/scrivo in italiano. Anche in questo caso ce ne sono alcuni ricorrentissimi. Mio fratello più giovane concorderá con me quando dico che io non riesco più a usare, in modo naturale e assolutamente non forzato, l'espressione ti permette di fare. Dico ti dá per fare traduzione letterale dal portoghese da-te para fazer. Insomma, io mi sforzo, davvero, peró molte volte mi sembra che il risultato sia una lingua franca, mista che, a seconda delle situazioni e della localizzazione geografica, può essere chiamata portoliano o italese.

Non ne parliamo poi quando alla lingua si unisce la gestualitá. Siamo tra i popoli più noti per la nostra gestualitá. Taluni dicono che, legandomi le mani, io non sarei più in grado di parlare... Ma questo é un capitolo a parte a cui dedicheró alcune riflessioni in una prossima occasione.

Nel frattempo vi saluto, alla portoghese, con un Adeus o Até logo, come preferite.

PS: Scommetto che nella testa di David questo tipo di confusioni linguistiche non esiste. Stamattina, guardando un libro, gli parlavo di cani e gatti, in italiano. Gli dicevo: Guarda il gatto, guarda il cane! E lui rivolgendosi al cane ha detto, in italiano con inflessione napoletana: Cane, tutto bene?

20 febbraio 2008

La monnezza dei vicini

Oggi mi sento un pó polemica e vi spiego subito perché.
La zona dove lavoro é una zona nuova, in costruzione, palazzi moderni, spazi ben organizzati etc.
Il nostro ufficio e showroom di prodotti si trova al piano terra di una palazzina di sei piani. Abbiamo una buona visibilitá, grandi vetrine etc.
Il fatto che lo stabilimento si trovi in un palazzo implica avere dei vicini. E poi si sa, il palazzo é nuovo, da poco hanno scelto l'amministratore e cosí via.
Non ho la più pallida idea di chi siano i vicini, conosco solo quelli del primo piani e per vari sgradevoli motivi.
Innanzitutto per il fatto che, praticamente giorno si giorno no, li dobbiamo citofonare per togliere la macchina dal nostro posto auto. Il palazzo ha un parcheggio, tutti i condomini hanno uno o più posti auto, alcuni, come i vicini del primo piano, hanno anche il box auto.
Il fatto é che il box dei vicini é un piano più sotto mentre il nostro posto auto é immediatamente a sinistra del portone del garage. I vicini del primo piano oltre che mancare di senso civico sono pigri. E in veritá lenti di comprensione perché, se dopo tante proteste, continuano a parcheggiare l'auto dove non devono posso solo immaginare che si tratti di lentezza mentale.

C'é peró poi un altro fatto che scoccia particolarmente e che oggi ha raggiunto la sua massima espressione (di scassamento).
I vicini hanno un cane di taglia medio-grande che passa gran parte delle sue giornate fuori al balcone. Intendiamoci non ho niente contro il cane, che tra l'altro piace molto a David perché quando vado a prenderlo all'asilo e David lo vede fuori al balcone fanno grandi conversazioni. Si capiranno? Boh!
Il fatto é che la padrona di casa, quando pulisce il balcone, manda peli (che sono molti) ed altre schifezze giù. Giú ci siamo noi. Si vede che non conosce l'uso della paletta e del sacco dell'immondizia...
Ma poi come le butta giù: si mette con la pompa (manco tenesse una terrazza di 100m2) e via a pulire con l'acqua. L'acqua mista a pelo e altre schifezze viene giù, negli orari più improbabili e, di solito, quando noi siamo a lavoro. Più di una volta i colleghi che vanno fuori a fumare una sigaretta hanno rischiato di fare il bagno (e che bagno signori miei!!!). Piú di una volta abbiamo chiesto che si evitassero questo tipo di pulizie. Niente. Come al solito lentezza mentale.
Oggi, quando sono arrivata, proprio fuori alla nostra porta, c'era una fetenzia difficile da descrivere. Avete presente quando cambiate il sacco-filtro dell'aspiratore? Avete presente quando avete un cane o un gatto cosa ci trovare nel sacco? State immaginado?
Bene, io questa fetenzia stamattina l'ho trovata fuori alla nostra porta. Segno inequivocabile che il sacco-filtro dell'aspirapolvere della vicina era stato scaricato giù.
Siccome mi sono rotta, siccome in questi mesi chi ha pulito i peli del cane ed altre schifezze siamo stati noi (nella fattispecie la signora che ogni venerdí viene a fare la pulizia settimanale) cosa ho fatto? Ho usato la paletta e il sacco dell'immondizia il cui uso la vicina non conosce, ho raccolto la fetenzia e sono andata a depositarla, chiusa in un sacco dell'immondizia (io civile sono!) fuori alla sua porta.
Risultato ottenuto? Il marito della signora oggi, nella nostra pausa pranzo, armato di scopa e paletta si é messo a spazzare tutto il piazzale antistante al palazzo e al nostro ufficio.
La dimostrazione lapalissiana che quando le parole non servono bisogna passare ai fatti!

PS:
Parlando di cani e vicini: a casa abbiamo una vicina nuova da pochi mesi, che ha un cane, medio, molto, molto simpatico. Uno di quei cani con faccia da truffaldini troppo carini. Alla vicina, nel giro di pochi mesi é passata la voglia di portare il cane a spasso e quindi che fa? Lo manda in strada da solo, il cane fa i suoi servizi e quando ha finito si mette sotto alla finestra di casa e abbaia. Abbaia, abbaia fino a quando la padrona non apre. David, come lo sente abbaiare, corre alla finestra per vederlo! Peccato che il cane non se lo fili, se no sai che teatrini alla finestra!

18 febbraio 2008

È solo la pioggia (ovvero la tenerezza dei bambini)

Ieri ed oggi il tempo qui é stato bruttissimo . Piogge torrenziali che hanno causato alcuni danni in varie regioni. Questa mattina presto (erano le cinque e mezza) oltre alla pioggia sono caduti fulmini di una certa intensitá. La luce é mancata molte volte e poi lo strondo era forte, segno che i fulmini cadevano vicini.
Qualche mese fa, in una tempesta simile, cadde un fulmine in casa di un vicino (si dentro casa, attraversando una parete, come ció sia possibile non ve lo so spiegare). Ricordo che era sera, che io e David eravamo in cucina a preparare la cena. All'improvviso un bagliore intenso e un rumore violento. David mi salta al collo, gridando di paura. Inutile dire che quella notte ha dormito con me.
Stamattina, durante la tempesta, David non mi ha chiamato, sono andata io nella sua stanza a vedere se andava tutto bene. L'ho trovato seduto sul lettino, che stringeva il suo amichetto della nanna, Leo, e gli diceva:
Leo não chores, é a chuva, faz barulho (Leo, non piangere, é la pioggia, fa rumore). Mi ha fatto una tenerezza! Troppo, troppo tenero!
Li ho presi in braccio tutti e due e li ho messi al letto col papá, mentre ho preparato la colazione.