19 agosto 2010

Dolce far niente

Questi giorni in Italia stanno volando, io peró mi godo il dolce far niente, le mangiate e tutte le persone che ho potuto rivedere e conoscere.

Domani saremo a Capri da Mamma Manga :)

13 agosto 2010

Butta la pasta!

Mamma, arriviamo! Butta la pasta!!!!

Domani, alle 11h20, se tutto va bene, io e David arriveremo a Roma. Poi ci attende un viaggio in treno fino a Salerno, dove arriveremo verso le quattro del pomeriggio.

Sig. Eurostar da Roma a Salerno delle 13h45 vedi di fare il bravo e di non portare ritardo se no, non rispondo di me :)

Ci attendono molte ore di viaggio, speriamo che David non ne risenta, anche se ne dubito, é eccitatissimo all'idea di venire in Italia.

Partida, largada, fugida!

05 agosto 2010

Moleza

Qualche giorno fa dicevo che mi sentivo cosí molle che mi si poteva raccogliere con una paletta.
Continuo molle, ma non c'é nessuna paletta in vista.

Sta facendo caldo. Ci sono giorni in cui i picchi di calore raggiungono vette inaudite. L'altro pomeriggio, alle 6 e mezza, il termometro segnava 36º. Ci sono stati giorni in cui alle 6 del pomeriggio c'erano 40 e piú gradi. Come si fa a non rammollirsi? Io stamattina non riuscivo ad alzarmi, in autobus mi sono pure addormentata e mi sono risvegliata col mio russare. Ci mancava solo il filino di bava per un quadro completo...

Ieri mi sono fatta 5 ore (no dico 5 ore!) di fila in una ripartizione pubblica portoghese per risolvere un inguacchio fatto da una collega. Per ingannare il tempo, dopo aver preso diligentemente il mio numerino, sono andata a fare colazione, ho comprato una rivista, ho sbirciato un negozio di scarpe il cui 50% di sconto continuava ad avere le caratteristiche di un furto a mano armata, e sono ritornata in attesa. Mi sono fatta i cazzi altrui perché inevitabilmente si ascoltavano le conversazioni dei vicini di sedia. Il comune denominatore era la mancanza di soldi. L'inguacchio l'ho risolto peró. Meglio cosí.

Intanto aspetto il 14, l'inizio delle mie ferie e del mio viaggio in Italia, ed infatti si vede. Stanotte ho sognato di mangiare un gelato al pistacchio!

21 luglio 2010

Al mare e al cinema (vengo anch'io, no tu no!)

Dal mese di giugno in poi all'asilo di David cominciano le attivitá estive.

Ossia terminano i programmi didattici e incominciano attivitá piú ludiche che comprendono mattine e pomeriggi interminabili a sfogare finalmente le proprie energie nel cortile della scuola, cercando piú o meno pacificamente di dividersi scivoli, altalene e tricicli (quanto so' carucci i loro tricicliiii!), tuffi nelle piscine montate per l'occasione nel cortile della scuola, film, cartoni, giochi di gruppo e anche dolce far niente. Quest'ultimo evidentemente poco praticato, in fondo parliamo sempre di bimbi tra i 3 e i 6 anni, mica lo sanno cos'é il dolce far niente...

Nella prima settimana di luglio sono stati anche al mare. Dal lunedí al venerdí le coraggiosissime maestre si sono avventurate nella Praia da Figueirinha con questo gruppetto. Tutto organizzatissimo, dal pullman, allo spuntino, agli spazi in spiaggia etc. Sono andati di mattina e all'ora di pranzo erano giá a scuola.
In questa settimana il mio cuore é stato praticamente perennemente nelle calzette. Non ero convintissima della mia scelta di mandarlo, sono attivitá che richiedono una certa logistica e molta attenzione ed io ovviamente ero preoccupata. Peró é andato tutto bene e lui era contentissimo! Meno male vá...

Oggi le maestre votate al sacrificio li portano al cinema a vedere l'ultimo film di Shrek. David stanotte quasi non dormiva per l'attesa. Gli piace andare al cinema, moltissimo. Se nel fine settimana gli chiedi cosa vuole fare, quasi sicuramente la risposta sará:«Vamos ao cinema ver...». Figuriamoci andarci con gli amici della scuola, a vedere Shrek poi! L'eccitazione sarebbe maggiore solo in caso di visione di Toy Story 3.

Quando gli ho chiesto se potevo andare pure io (veeeeengo anch'io, no tu no), lui mi ha riportato subito alla realtá ricordandomi che:«Não podes, tens de trabalhar!», ossia:«Non puoi, devi lavorare!». E grazie, eh...

20 luglio 2010

Attendo

Attendo con ansia il 14 Agosto, giorno in cui torneró in Italia per una decina di giorni (finalmente!!!).
Attendo l'incontro con la famiglia.
Attendo gli odori di casa.
Attendo le mangiate a casa di mamma, gli amici, i ricordi.
Attendo di tutto, ma soprattutto non vedo l'ora di starmene con mio figlio, che mi manca tutti i giorni dalle 8 di mattina fino alle 7 di sera, perché mi pesa non esserci di piú per lui e perché mi piace assai stare con lui.

30 giugno 2010

Wii santa subito!

Io voglio inoltrare al Vaticano il processo di beatificazione della Wii!!!

É grazie a lei e al gioco SuperMario se sono qui a lavorare in santa pace al PC.

Quasi quasi alla Wii appiccio pure un cero :)

28 giugno 2010

Portogallo Mon Amour

Insomma domani il mazzo tanto alla Spagna lo facciamo? Io ci conto!

Cristiá, e non fare il traditore :)

17 giugno 2010

Ma tengo scema scritto in fronte?

Voi non li odiate quelli che vi mentono, spudoratamente? Che voi lo sapete che vi mentono, ne avete la certezza, piú che la certezza, lo sapete proprio come sono andate le cose, eppure stanno lá a mentirvi come se vi facessero fessi?

Ma avere il coraggio della veritá no? E tirare la maschera no? Tanto la faccia dietro la maschera voi la conoscete giá eppure stanno lá a mentirvi. Ma perché perdono tempo?

Ma soprattutto a chi vogliono fare fessi?

Scusate lo sfogo, ma se ce le avessi le palle, a questo punto, sarebbero sfracellate.

21 maggio 2010

Di gite e sonnellini

David ieri é andato in gita con la scuola. Un’uscita breve in realtá, sono stati fuori dalla scuola tre ore, non di piú.

Hanno visitato il Planetário come parte di una piccola introduzione all’astronomia che hanno fatto all’asilo. Negli ultimi giorni infatti all’asilo hanno parlato del sistema solare e lui, che ne é rimasto affascinato, non ha fatto altro che parlarmi del pianeta rosso, di Giove, Saturno, degli anelli e della Luna. Questa visita al Planetario insomma la attendeva con ansia.
Io, in dieci anni di Portogallo, non ci sono mai andata. Me sputasse ‘nfacce.

A scuola ieri hanno pranzato un pó prima, hanno lavato i denti, hanno fatto pipí, si sono rinfrescati e all’una e mezza erano sull’autobus per il Planetário. All’una e mezza? Eh…
Alle 13h31 catalessi generale.
Satolli del pranzo e stanchi del nuoto che hanno fatto di mattina (il giovedí mattina fanno nuoto) sono crollati nell’autobus come pere cotte. Arrivati al Planetário evidentemente si sono svegliati perché David mi ha raccontato che ha visto “o planeta vermelho” (Marte) e le “estrelinhas” (le stelle).

Peró poi mi guarda e fa:«Mamma, il Planetário ha le poltrone come al cinema».

«Ah!» dico io.

E lui incalza:«Mamma c’era poca luce, proprio come al cinema».

«Bello!» dico io.

E lui, schiettamente, mi stende:«Mamma mi sono addormentato!».

Le gite all’una e mezza del pomeriggio sono una pessima idea…

19 maggio 2010

Via dei Matti

Fa caldo! David ha iniziato ad usare la divisa estiva della scuola. Che caruccio, dovró postare qualche foto del mio pãozinho!

Comunque, non é di questo che volevo parlarvi. Adiante!

Lavoro in una strada che porta il nome di una bella cittá italiana, i casi della vita. Potrebbe peró tranquilamente chiamarsi Via dei Matti.

Se qualche giorno fa narravo di una coppietta alquanto infervorata che predilige la strada dove lavoro per litigare, oggi non posso fare a meno di parlarvi di un individuo la cui figura era rimasta sepolta nella mia memoria dalla fine dell’estate scorsa e che oggi, col sole e il caldo che si fanno sentire (Lisbona 32º, tsè!), é ritornata prepotentemente a popolare Via dei Matti.

Praticamente c’é un tizio sulla sessantina che, come arriva il caldo, incomincia ad andare in strada a torso nudo e pantaloncini e cammina, cammina, cammina. Lo vedi passare fuori dalla porta dell’ufficio un paio di volte al giorno, sempre di mattina. Va e viene, sempre a torso nudo. A fine estate diventerá un tizzone.

Lo fa per esercitarsi? Non so, certo peró per fare un pó di esercizio mica c’é bisogno di andare a torso nudo.

Lo fa per esibirsi? Al massimo puó esibire la panza…

Lo fa per abbronzarsi? Con tante spiagge qua vicino!

O é proprie pazze? Probabile.

Parlo io poi che nel metró qua vicino entrai con l’ombrello aperto.

Appunto, Via dei Matti.

07 maggio 2010

Tolerância de ponto

Tolerância de Ponto in Portogallo indica un giorno di festa autorizzato. Da chi? Dal governo, dal patronato etc.
Di solito é destinata a quei giorni che non sono dichiaratamente festa nazionale, come per esempio il pomeriggio del 24 e 31 Dicembre e il pomeriggio del Giovedí Santo, ma che in qualche modo sono concessi ai lavoratori da sempre (o quasi). Per alcuni lavoratori rimane comunque un' entitá mitologica, metá pacchia metá no, perché non l'hanno mai vista e forse non ci credono neanche che esista.

La prossima settimana il Papa sará in visita in Portogallo. Arriva l'11 e se ne va il 14.

Qualche giorno fa sono passata in Praça Marquês de Pombal, cuore di Lisbona, una rotonda gigantesca circondata da palazzi. Uno di questi palazzi era completamente tappato da un enorme, direi ciclopico manifesto che annuncia la visita del Papa.
Il 13 Maggio, proprio in occasione della visita del Papa il governo ha decretato la Tolerância de Ponto per i funzionari pubblici. In realtá la Tolerância é estesa al pomeriggio dell'11 per la zona di Lisbona e la mattina del 14 per la zona di Porto, giorni in cui il Papa celebrerá la messa nelle rispettive cittá. La prossima settimana insomma si ferma un paese per la visita di un capo di stato.

Domanda 1: ma questo non era il paese a rischio fallimento? Quello con le chiappe all'aria? Quello che insomma basta che si tiri la catenella e vai giú che vai? Dov'é la necessitá di fare festa? Di non lavorare? Ma dico, stiamo scherzando?
Domanda 2: considerando il numero enooooooorme di funzionari pubblici di cui "gode" il Portogallo, ci sará posto per tutti a Fátima il 13? E no, perché io li immagino giá tutti in pellegrinaggio verso Fátima, tutti lí ansiosi di vedere il Papa e poi nisba, niente da fare, si torna a casa, perché non c'é posto per tanta gente.
Ma stesseme pazzianne?

Tu, Governo, non ti pigli scuorno?

30 aprile 2010

Io sono una garanzia

Di cosa? Ma di figure di pupú ovviamente!

Siccome é cominciato il caldo ho rispolverato il guardaroba estivo dell'anno scorso. Stamattina ho indossato una camicina a maniche corte taglio impero, per la serie:«Si, ho le tette! No, non ho la panza!». Fatto sta che io dall'anno scorso a quest'anno ho incamerato alcune rotonditá e quindi quello che l'anno scorso mi serviva quest'anno forse no. Ho indossato la camicina e ho chiuso i bottoni. I primi due stringono un pó sulle tette di cui sopra, ma fa niente. Azzardo.

Lo state immaginando il film?

Bacio David, afferro la borsa e mi lancio in strada, sono in ritardo e quindi corro fino alla fermata. Io e l'autobus siamo arrivati allo stesso tempo ed ero l'unica alla fermata. Salgo affannata sull'autobus, saluto il conducente (no, non era il sosia di Fabio Cannavaro! Sigh!) e mi siedo. Solo in quel momento mi accorgo che i due famigerati bottoni si erano aperti ed io mostravo il reggiseno e le grazie al conducente e a un adolescente che probabilmente avrá giá spifferato tutto ai suoi amici, che pure prendono lo stesso autobus.

Ahhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh!

26 aprile 2010

Telenovelas

Una telenovela si svolge fuori alla porta di entrata dell’ufficio!

Mi spiego meglio. Da quando ho cominciato a lavorare qui l’anno scorso c’é una “coppietta di ragazzi, 17-20 anni non di piú, che con cadenza ciclica, litiga furiosamente qua fuori, con tanto di lacrime e gesti plateali che a me sanno tanto di soap opera. E qualche volta, forse, ci scappa pure lo schiaffo, anche se non l’ho visto, ma da come si pongono é probabile…

All’inizio credevo stessero davvero girando una soap, una scena del popolarissimo e funestissimo Morangos com Açucar (una teen-soap portoghese), anche perché qua vicino c’é un’agenzia di castings, hai visto mai.

Poi peró ho capito che é una coppia vera, che si fa del male per davvero. Lei per esempio adesso sta piangendo per strada, con lui che cerca di fermarla e lei che se ne vuole andare e si lascia strattonare.

Forse é la giovane etá o forse non si sopportanto proprio. Magari tutte e due, chissá.

01 aprile 2010

Il sosia di Fabio

Se siete delle persone tendenzialmente invidiose vi prego, non andate oltre. Questo é un post a rischio di rosico :)

Ieri é stata una bella giornata. Come ho piú volte detto abito fuori Lisbona. Una ventina di chilometri da Lisbona, forse neanche tanto, ma una differenza in ambiente, tranquillitá e condizioni non indifferente. Io praticamente abito in campagna.

Ditemi una cosa: a voi, che vi servite dei mezzi pubblici, é mai capitato di prendere l'autobus e godervi lo spettacolo di un cavallo vicino alla fermata? No perché a me si.
Ieri mattina, mentre aspettavo l'autobus, alla fermata, proprio dietro di me nel terreno vicino, c'era un puledro che, appena mi ha visto arrivare si é avvicinato, mi ha guardata e ha fatto quel BRRRRR che fanno i cavalli. Il puledro bellissimo tutto nero, pareva Furia cavallo del west, ha visto l'autobus arrivare si é allontanato un pó, ma quando mi ha visto salire su di esso, si é riavvicinato e mi ha guardata, come a dire:«Ma che fai, te ne vai?». Io quasi quasi mi sono commossa.

E peró non finisce qui. Immaginate chi stava conducendo l'autobus ieri mattina.

Non potete immaginare, ve lo dico io. Il gemello, separato alla nascita, di Fabio Cannavaro! Tale e quale, forse pure piú bello!

Io volevo pizzicarmi. Un cavallo alla fermata che quasi mi saluta quando me ne vado; il sosia di Fabio Cannavaro come conducente dell'autobus. Pensavo di essere ancora a letto a sognare.
Superfluo dire che mi sono seduta al posto immediatamente dietro al conducente, quello dove puoi vederlo dallo specchio. E mica tutti i giorni si presenta questo spettacolo?

Alla sera poi, al suo ritorno a casa, il papá di David fa:«Oggi ho una sorpresa per voi».
Ricordate quando qualche mese fa parlavo della Playstation? A casa nostra, da ieri, é arrivata anche la Wii.

La Wii.

Avete capito bene; anche questa volta gentile premio lavorativo. Mi sono fatta una scaricata a box che non avete idea!

E non vi lamentate, vi avevo avvisato che c'era il rischio di rosico :)

Buona Pasqua a tutti!

28 marzo 2010

Dieci anni

Oggi "compio" 10 anni di Portogallo.

Nel 2000, il 28 Marzo, ritornavo a Lisbona dopo qualche mese di assenza, in seguito al Leonardo. In quello stesso giorno decidevo (con incoscienza, o forse no) che vi sarei rimasta, che questa volta avrei provato a viverci e non a passarci qualche mese.

Questi dieci anni a volte sembra siano volati. Altre volte me li sento sulla pelle, sulla faccia, nella testa. A volte sembrano un peso. Quel 28 Marzo del 2000 presi una decisione, che non cambierei per niente al mondo.

Mi sento portoghese in questi dieci anni? Non credo. Peró passo perfettamente per portoghese, e non perche non pago nei mezzi pubblici!!!

Insomma, quello che voglio dire é, semplicemente, tanti auguri a me!

PS: Scusate l'assenza, ma sono stata molto occupata! Anche perché a casa mia é entrata una piccola novitá, una cucciola di Westie che prossimamente vi presenteró ufficialmente.

25 febbraio 2010

I panni da stirare

A casa mia i panni da stirare si riproducono. Nel cesto che ho in cucina fanno un'orgia tutti i giorni e si moltiplicano. Ma quanti sono?

Io guardo loro, loro guardano me, giro lo sguardo. Non ce la faccio.

Stirare é per me l'attivitá piú noiosa che possa esistere. Quando devo stirare mi sento una condannata a morte. Mi viene voglia di dar fuoco a tutto.

Che faccio appiccio?

21 febbraio 2010

Cosí cosí

Mi sento un pó cosí cosí.

Da un lato incredula vedendo le immagini che arrivano dalla Madeira, dall'altra triste per quello che é successo.

Si, va bene parlare della forza della natura, ma quando succedono queste cose non si puó non biasimare la mano umana e tutto quello che usurpa.

Spero che quest'isola si rialzi in fretta dallo stato di prostrazione in cui si trova ora e spero che questa tragedia insegni la giusta lezione a chi di dovere. Ma ho i miei dubbi.

08 febbraio 2010

La pazza con l'ombrello nel metró

La settimana scorsa ci sono stati due giorni di pioggia infame! Notevoli e repentine scaricate d'acqua che hanno attentato alla salute delle mie scarpette :)

Giovedí scorso sono uscita all'ora di pranzo. In un'ora volevo pranzare, fare un pó di spesa estremamente necessaria (né, ma si puó rimanere senza frutta e verdura in casa?), portare gli stivali da "motociclista", come li chiamo io, dal calzolaio (siamo ormai inseparabili da tre anni , ma la nostra relazione si sta logorando e quindi abbiamo bisogno urgente di suole nuove!!!), prenotare una visita medica e magari fare anche qualcos'altro che adesso non ricordo.

Lavoro praticamente a 50 mt. da una stazione della metró di Lisbona (si, si, invidiatemi pure!) peró, quando piove, anche io devo portarmi l'ombrello appresso, che vi credete.

Assorta nella mia lista della spesa, nel medico, negli stivali, nei broccoli e arance che dovevo comprare, e nella pioggia infame che si infiltrava nelle scarpe, ho sceso la rampa di scale. Mi sono poi avviata alle scale mobili, che mi hanno portata giú nell'atrio di acesso ai treni.
Ho incrociato lo sguardo degli altri passeggeri che guardavano una pazza con l'ombrello aperto nel metró. Fatto questo che pare porti pure seccia...

Giusto in tempo di passare l'abbonamento ed accorgermi che la pazza con l'ombrello aperto nel metró ero io.

INTERNATEMI!

24 gennaio 2010

I Pastéis de Belém secondo David

Ieri siamo andati ai Pastéis de Belém. Questi goduriosi dolcetti sono un must della capitale portoghese. Ne ho parlato più volte ed ogni volta mi scorre la bava solo al pensiero (sbav, sbav, sbav).
C'é da dire che anche il locale é pieno di fascino, per non parlare della zona in sé, Belém, per me una delle più belle della capitale, se non la più bella.
Ieri finalmente ci siamo ritornati.

David ci era stato quando era più piccolo. In quell'occasione volle assaggiare un pastel, poi peró si limitò a ciucciare un Ucal.



Ieri, dall'alto dei suoi 4 anni, si é avventato su uno di essi e se lo é gustato. Prima di sederci al tavolo (c'era una fila enorme!) diceva che il pastel non lo voleva. Poi peró evidentemente rapito dal profumo ha cambiato idea.
Seduto al tavolo ha sniffatto i due contenitori di zucchero e cannella con cui di solito si guarniscono i pastéis (sbav, sbav, sbav!) e, una volta arrivati i pastéis al tavolo, non ha capito più niente.
Mette lo zucchero, la cannella e prova.
Gli ho fatto delle foto, la sua é la faccia di chi pensa:«Ma pecché nun me lascie magná?».






Ecco appunto, l'ho lasciato mangiare, d'altronde anche io ero occupata (a strafocarmi due pastéis!!!).

20 gennaio 2010

Calçada

Vogliamo parlare della calçada portoghese? Eh? Eh? Parliamone.
La calçada portoghese é un tipo di rivestimento per marciapiedi tipico in Portogallo e negli altri paesi lusofoni. Si tratta di un rivestimento in piccole pietre bianche e nere (o solo bianche, dipende) che crea effetti ornamentali caratteristici. Per intenderci cosí:


Non c'é marciapiede a Lisbona che non sia in calçada. La maggior parte in bianco, in alcune zone con dei meravigliosi disegni. Lisbona con la calçada splende di luce. I marciapiedi di Lisbona sono fogli bianchi su cui il calceteiro, che di professione fa quello che stende le pietre della calçada, disegna.
La calçada mi piace eh, assai.

Peró voglio dire, benedetta calçada, ma perché mi devi far scivolare quando piove? E soprattutto perché ti mangi i miei tacchi?

E no perché una cammina sulla calçada e pensa:«Che bella questa calçada, ma guarda che bei ghirigori, e che contrasti nero-bianco, ma cos'é il disegno di una caravella?» e all'improvviso cammini scalza perché il tacco é rimasto incastrato nelle intersezioni tra una pietra e l'altra e tu hai continuato a camminare e la tua scarpa é rimasta lá...

I miei tacchi sono tutti scorticati. Non c'é giorno che la calçada non faccia un pasto con loro. E non sto parlando di tacchi a spillo. Non sottovalutiamo poi il rischio distorsioni.

E non dimentichiamo l'uso che alcuni possono fare di queste pietrine della calçada. E si perché di tanto in tanto qualche pietra si scioglie dal gruppo, se ne esce dalla composizione e piú o meno involontariamente va a finire nel vetro di una macchina, nella vetrina di un negozio, magari in un campo di calcio, con evidenti possibili danni non solo materiali.
Peró, non c'é niente da fare, la calçada é proprio bella (anche quando si mangia i tacchi!).