C'é da dire che anche il locale é pieno di fascino, per non parlare della zona in sé, Belém, per me una delle più belle della capitale, se non la più bella.
Ieri finalmente ci siamo ritornati.
David ci era stato quando era più piccolo. In quell'occasione volle assaggiare un pastel, poi peró si limitò a ciucciare un Ucal.

Ieri, dall'alto dei suoi 4 anni, si é avventato su uno di essi e se lo é gustato. Prima di sederci al tavolo (c'era una fila enorme!) diceva che il pastel non lo voleva. Poi peró evidentemente rapito dal profumo ha cambiato idea.
Seduto al tavolo ha sniffatto i due contenitori di zucchero e cannella con cui di solito si guarniscono i pastéis (sbav, sbav, sbav!) e, una volta arrivati i pastéis al tavolo, non ha capito più niente.
Mette lo zucchero, la cannella e prova.
Gli ho fatto delle foto, la sua é la faccia di chi pensa:«Ma pecché nun me lascie magná?».
Ecco appunto, l'ho lasciato mangiare, d'altronde anche io ero occupata (a strafocarmi due pastéis!!!).