16 marzo 2009
Cos'hai in bocca?!?
Rivoglio i mei tre anni!!!
A un certo punto l'ho visto con la bocca chiusa e rigonfia, come se avesse messo qualcosa in bocca. Io, ovviamente giá in panico da strangolamento (e cumme si fataliste!), mi sono affrettata a chiedergli cosa avesse in bocca, pronta ad infilargli due dita in gola e strappargli l'oggetto improprio.
Glielo chiedo una prima volta.
Glielo chiedo una seconda volta.
Glielo chiedo una terza, e lui sempre con la bocca chiusa e rigonfia.
Mamma, nonna e bisnonna in panico.
Lui se la ride e fa:« A lingua!» e mostra la lingua arrotolata!!!
Ho detto tutto.
PS: Oggi sono previsti 29º, praticamente estate; la primavera si é scordata di passare da queste parti...
17 febbraio 2009
Ode al pão alentejano
Inutile dire che vi consiglio un viaggio in Portogallo e in particolar modo in questa regione che é un'autentica caixinha de surpresas (scatola di sorprese).
La gastronomia alentejana é degna di nota. Alla sua base ci sono il maiale, declinato in tutte le sue forme ed il pane o meglio dicasi pão alentejano, dalla caratteristica forma che potete vedere nelle foto:
Il pão alentejano é buono da solo appena uscito dal forno, é buono col formaggio, con gli enchidos (gli insaccati), con la nutella. É ottimo da tostare in uno dei tanti camini che riscaldano ogni casa alentejana che si rispetti e da spalmare di burro, é ottimo per fare fatias douradas, per fare toast di ogni tipo, é l'ingrediente principali di piatti come migas, açorda, ensopado, gaspacho, tutti della tradizione gastronomica alentejana.
28 novembre 2008
Mourinho
Finanza creativa
Il miglior affare del mondo? Comprare Mourinho per quello che vale e rivenderlo per quello che crede di valere...
Buon fine settimana a tutti. Questo sará un fine settimana lungo per noi perché lunedí é festa. Io vado dai suoceri per la matança do porco (non credo sia necessario tradurre). Non assisto alla matança perché mi fa estremamente impressione. Al massimo della matança provo la carne alla brace...
20 novembre 2008
Tudo o que é pequeno tem graça
Lo scorso fine settimana, a casa dei suoceri, quest'espressione é stata usata ed abusata. Ovviamente con un motivo, che é questo:
É un cucciolo di lepre che mio suocero ha salvato da morte certa da trattore portandolo a casa e cercando di sfamarlo. Non mi é chiaro se la mamma del cucciolo ha fatto una brutta fine o no. E, pensandoci bene, non voglio neanche saperlo...
In ogni caso David ha adorato il cucciolo, al quale ha dato latte e coccole. L'adorazione non é stata reciproca purtroppo. Mettetevi nei panni del leprotto ed immaginerete subito che quello che cercate non é un bimbo che grida gioiosamente la sua felicitá alla vostra presenza, ma la tetta calda e piena di latte della vostra mamma lepre. Potere della zizza!
E vabbuó, mica si puó avere tutto ;)
Vi lascio qualche filmato.
Devo dire che mio suocero adora gli animali, sia quelli da compagnia (i suoi cani ed i suoi tantissimi gatti) sia quelli da allevamento; per lui é un piacere ed un obbligo prendersi cura di loro.
Ricordo che qualche anno fa uno dei maialini appena nati del suo allevamento aveva una gamba rotta. Lo sfamó con un biberon, lo tenne lontano dagli altri finché non crebbe e si rimise in sesto, grande e forte. Il maialino lo seguiva dovunque, meglio di un cane. Cercava le sue coccole. Dormiva abbracciato al cane e al gatto. Imitando il gatto, saltava sul sofá. Purtroppo poi la vita ha seguito il suo corso naturale ed il maialino, ormai cresciuto, é ritornato insieme agli altri compiendo il suo destino (chouriços, prosciutti, costolette & co.). Si fa quel che si puó, quando si puó.
Comunque "tudo o que é pequeno tem graça"!
13 ottobre 2008
Vietata ai minori :)
Nel paesino dove vivono i suoceri non ci sono molti punti di ritrovo e, negli ultimi mesi, un bar di recente apertura é il punto di incontro più comune.
In questo bar hanno organizzato un torneo di biliardo settimanale ed il sabato sera ci sono molte persone che si sfidano per allenarsi.
Io non so giocare a biliardo, ci ho provato, con somma pazienza del papá di David, ma non fa per me. Comunque mi piace veder gli altri giocare.
Questo sabato peró qualcosa ha distratto la mia attenzione. Nel maxi schermo del locale stavano dando la partita Argentina-Uruguay. Partite non ne vedo molte, peró io una violenta e con totale assenza di fair play come quella di sabato scorso non he mai vista! L'arbitro ha passato il tempo a mostrare il cartellino giallo, la maggior parte dei giocatori delle due squadre passavano il tempo a terra, grazie a calci, pugni, spinte altamente illegali etc. di cui é stata infarcita la partita.
Un amico mi diceva che gli incontri Argentina-Uruguay-Messico & co. sono quasi sempre cosí.
Sará, ma secondo me una partita come quella dovrebbe essere vietata ai minori!!!
20 agosto 2008
In campagna
Secondo nella classifica di gradimento nuotare nel "tanque":
Ovviamente poi giocare con gli animali, dargli da mangiare etc. é al terzo posto:
Un pó di frutta (e che frutta!) appena raccolta non guasta mai:
E la tranquillitá dei paesaggi che non ha prezzo:
Su questi terreni poi ci si puó andare in bicicletta, come la sottoscritta e procurarsi escoriazioni e lividi ricordo (tengo una mulignana tanta sulla coscia), ma questo é un altro discorso...
Che fate, venite?
18 agosto 2008
26 maggio 2008
Queima das fitas ed altro ancora
Rapido resoconto della festa di sabato scorso della cognatina. La cerimonia si chiama queima das fitas, come vi avevo giá anticipato.
Letteralmente significa "bruciatura dei nastri" perché in pratica gli studenti finalisti di un corso portano con se un dossier con tanti nastri in tessuto. Sui nastri amici, familiari, colleghi e quant'altro lasciano messaggi di auguri, disegni, foto, insomma sono delle piccole e personalissime opere di arte in alcuni casi.
Ogni corso universitario ha il suo nastro, con un determinato colore, larghezza e lunghezza. Quello di mia cognata era verde chiaro. Questo dossier é benedetto durante una messa nel giorno della queima. Alla messa noi tre non ci siamo andati era troppo presto e troppo affollato per noi che abbiamo un bimbo piccolo.
Da notare che gli studenti usano tutti un vestito tipico che si chiama traje che in pratica é un vestito con giacca e pantaloni per i ragazzi e giacca e gonna per le ragazze. Tutti in nero, con camicia bianca, cravatta nera e un mantello che chiamano capa dove attaccano spille, emblemi etc.
Comunque siamo arrivati in tempo per il pranzo in cui abbiamo gustato alcuni antipasti (frittini, insalatine di ceci e baccalá etc.) e poi il famoso bacalhau à bràs (di cui vi avevo giá parlato qui) ed una carne di maiale fritta, bella saporita. Per dolce una magnifica crostata al limone (farcita oltre che col limone con una cremina di formaggio fresco, una cosa divina!) ed una torta con noci, cioccolato e panna.
La festa peró non finisce qui. Nel pomeriggio c'é stata la seconda parte delle celebrazioni. La parte della bruciatura dei nastri vera e propria. Mia cognata studia in una cittá (che tra l'altro é patrimonio mondiale) che si chiama Évora e ad Évora la cerimonia é un pó diversa da quella che gli studenti fanno a Lisbona.
In pratica si radunano tutti i corsi universitari in un edificio dell'universitá e ad uno ad uno sono chiamati gli studenti, per corso universitario e nome. I ragazzi si avvicinano al rettore con il loro padrino (che puó essere un amico, un familiare, insomma chi si vuole) firmano su un libro, fanno la foto ricordo e poi bruciano su una fiamma il nastro donato dal padrino. Dopo di questo ad Évora fanno una cosa che a Lisbona, a quanto mi hanno raccontato, non fanno. In pratica gli studenti sono lanciati in una piscina, vestiti col loro traje, in una sorta di imitazione della nascita, battesimo e bagno liberatorio.
Sabato faceva freddo, il bagno lo hanno fatto e si sono raffreddati pure, ma gli studenti erano tutti contenti!
La cerimonia si é conclusa con lo strappo delle capa (ossia del mantello del vestito) e con un urlo liberatorio.
La festa é stata bella peccato che David a un certo punto ha accusato un pó di febbre e se ne é andato in macchina col papá a riposare. Io ho assistito a tutto insieme alla bisnonna di David (i suoceri hanno partecipato attivamente alla cerimonia del bagno) e ci siamo fatte troppe risate.
Per il resto ritorno a casa accompagnati da panini di pane casereccio e prosciutto crudo del suocero!
Vi comunico anche che ho ricevuto un premio assegnatomi dalla dolce Veronica (se siete golosi come me vi consiglio un giretto nel suo blog!)

Veronica grazie di cuore!!! Non ti arrabbiare se non proseguo col meme il fatto é che ci sono tanti blog che mi piace accompagnare che non saprei da dove cominciare.
E per finire vi lascio la ricetta del famigerato Bolo de Bolacha (la pizza di gallette portoghese). Io vi indico le dosi peró poi fate voi (questo dolce si presta a molte varianti, fatene una personalissima e invitatemi ad assaggiarla!).
Bolo de bolacha
Ingredienti:
Per la base
600 gr. di gallette (io preferisco quelle rettangolari cosí é più facile preparare il dolce)
1/2 ltr. di caffelatte con un pó di zucchero (e qui fate voi, se vi piace con piú caffé o con più latte, io preferisco con più caffé)
Per la crema:
300 gr. di zucchero a velo
1/2 kg di burro
1 cucchiaio di caffé istantaneo (o di più se preferite il gusto del caffé più forte, insomma assaggiate e vedete quale la vostra soglia limite di caffé)
3 uova medie fresche
cioccolato extra-fondente a scagliettine
Come preparare la crema:
Allora, dovete misturare molto bene il burro (a temperatura ambiente) con lo zucchero finché risulta cremoso. Aggiungete le uova, una ad una, sempre mescolando bene (lo potete fare col battitore tranquillamente). Aggiungete poi il caffé istantaneo e mescolate bene.
Come preparare il dolce:
In un piatto di portata (rettangolare, rotondo, fate voi) disponete uno strato di gallette bagnate una ad una nel caffelatte (non bagnatele troppo queste gallette). Spalmate la superifice dei biscotti con la crema e spargete qua e lá qualche scaglietta di cioccolato fondente (poche). Proseguite cosí, a strati alterni fino all'ultimo strato che sará di crema coperto da scagliette di cioccolato. Mettete in frigo per lo meno per due ore, anche se la morte sua é mangiarlo il giorno dopo.
Il collega che mi ha passato la ricetta dice che aggiusta le dosi di volta in volta, quindi non sono vincolanti, quello che importa é il risultato.
E per oggi é tutto, credo...
05 maggio 2008
Eventuali e varie
Primo Maggio passato in modo tranquillo. Abbiamo lasciato manifestazioni e affini ai sindicati sindicalizzati e ce ne siamo andati a vedere l'appartamento di un cugino omonimo di David (e a caricare pure delle scatole e chincaglierie varie). Questo cugino (chiamato da David col nome di primo trad. cugino) ha comprato casa e finalmente, dopo mesi di attesa per firmare il contratto del mutuo (i.e. per inguaiarsi durante 30 anni), abbiamo potuto vedere la casa. É un appartamento piccolo, ma grazioso. Siamo contenti per lui.
Per festeggiare siamo andati a mangiare caracois trad. lumache e choco frito trad. calamaro fritto. Giusto per mantenersi leggeri leggeri. Alto gradimento di David anche nel settore culinario!
Venerdí ovviamente non ho fatto ponte. La connessione internet al lavoro si peró, infatti funzionava a singhiozzo!
Di sera poi siamo partiti per il fine settimana dai suoceri, in campagna.
Dal lato puramente mangereccio ho gustato in questi giorni insalata di calamaro alla brace con patate (con condimento di aglio olio e prezzemolo), pollo stufato (da notare che il pollo é di produzione familiare!) e insalata di ceci e baccalá. Insomma ci abbiamo dato dentro...
Domenica pomeriggio, dopo un'abbuffata di ceci e baccalá ci é venuta l'insana idea di fare un giro in bici, ossia di andare in bici da casa dei suoceri fino al terreno degli stessi che dista una quindicina di km. Io volevo provare la nuova bici che mi era stata regalata a Natale con un giretto degno di nota e David doveva inaugurare il suo sediolino da bici. Ovviamente David se lo é portato dietro il papá se no morivo dopo 500 metri... Secondo me quando mi sono montata in sella non ho ben idealizzato il percorso che, seppur non molto lungo (15 km in bici non é niente) é caratterizzato da strade in terra battuta, buchi dovunque, salite, discese, curve e polvere (e pure sassolini vaganti, proiettati dalla bici di fronte). Non dimentichiamo il fattore caldo che, si sa, di primo pomeriggio non é gradevolissimo.
A metá percorso i suoceri si sono caricati David nel furgoncino. E giá perché lui, comodamente seduto sul sediolino dietro alla bici del papá, si é addormentato e stava pericolosamente in posizione collo ciondolante. Il percorso l'ho fatto tutto. Nonostante maledicessi i ceci col baccalá, il sole, il calore, gli insetti. Ed ho visto dei paesaggi molto belli. Peccato non avere con me la macchina fotografica (neanche quel fetente di telefonino tenevo...).
Una volta arrivata al terreno dei suoceri ero praticamente in fiamme, ma soddisfattissima di esserci riuscita. Mi sono stravaccata sul divano comunitario (per intenderci quello dove dormono i cani, i gatti e tutti gli altri animali che popolano il terreno del suocero) noncurante della polvere e di altre zozzerie che eventualmente si annidano nel sofá...
David si é pure seduto in sella al trattore del nonno cercando il bottone per accenderlo, quel furfantello.
Inutile dire che oggi praticamente non sento il sedere... vabbé devo comprare un sellino più comodo per la bici!!!
Oggi, all'ora di pranzo sono stata in banca. É uno sportello di una banca spagnola che non ha molta affluenza e, devo dire dopo quello che ho visto oggi, per fortuna!
C'é una signora che dimostra 35 anni, non di più, che lavora in questa banca ad uno degli sportelli. La signora... come dire... ha nome e portamento di una... mmm... come farvelo capire... mmm... di una zoccolaccia (ecco, l'ho scritto) e stava parlando con un tizio di cose che niente hanno a che vedere con la banca. Erano fatti privatissimi (e forse pure un pó segreti) posti in piazza lí davanti a colleghi e avventori (in questo caso avventrice, perché c'ero solo io) della banca.
Il succo della conversazione, da quello che ho potuto capire, é che il signore che stava parlando con la zocc... scusate con la signora ha un mezzo intrallazzo con la zocc... scusate con la signora e in pratica nel fine settimana si é incrociato, per caso, con lei e con il fidanzato di lei in un centro commerciale.
Il signore (che aveva la fede al dito ndr) si lamentava in modo alquanto teatrale (ossia si voleva proprio far sentire da tutti) che la sign.... scusate la zoccola, gli aveva omesso che era fidanzata. Da lí un putiferio di: Tizio tu non ti puoi mettere nella mia vita privata, solo perché bla bla bla. E poi io non ti ho mai chiesto niente di tua moglie bla bla bla. Tutto questo agli occhi di tutti. Insomma una puntata di Beautiful live e in portoghese!
Comunque la signora ha mandato via il tizio liquidandolo con un correttissimo seppur un pó sguaiato: di queste cose poi ne parliamo lá fuori (per la serie quando t'acchiappe lá fore te facce o mazze a taralle). E poi mi ha ricevuto con un sorrisino plastico stampato in faccia e le mani tremanti.
Certo io questi intrallazzi fedifraghi non li vedo di buon occhio peró quel pesce lesso, se proprio voleva parlare con la signora, lo avesse fatto in separata sede! Non sul luogo di lavoro. Che poi lui, con la fede al dito...
Vabbé vado iá, se no mi pigliate per un inciucessa!
