Un nostro cugino portoghese, omonimo di mio figlio, é stato a Bologna per lavoro in questi giorni.
Ovviamente mi sono subito impicciata e gli ho chiesto come fosse andata, cosa avesse visto etc.
Tra le tante cose é rimasto affascinato, direi rapito dalla cucina. Ha detto di aver mangiato divinamente e soprattutto ha detto di aver mangiato la migliore pasta di tutta la sua vita.
Con somma invidia rispondo:»E ti credo!!!».
17 luglio 2009
13 luglio 2009
Ma si puó fare?
Ma si puó fare che dieci giorni fa sono stata stesa da una tonsillite fulminante che mi ha obbligato a "fuggire" dal lavoro a mezza mattinata e a correre dal medico, che mi ha fatto fare un ciclo di antibiotici che é finito 3 giorni fa ed oggi sto un'altra volta con la gola gonfia e dolorante?
Se po' fa?!? Evidentemente yes we can!
Puozz sculá...
Se po' fa?!? Evidentemente yes we can!
Puozz sculá...
25 giugno 2009
Troppo stanca
Mi sento stanca, una stanchezza che pesa, accumulata durante mesi, anni e alla quale non ho ancora dato riposo.
Vorrei fermarmi, fare quello che mi piace. Due lussi che non posso permettermi.
Vorrei fermarmi, fare quello che mi piace. Due lussi che non posso permettermi.
12 giugno 2009
Shhhushhhhh! Non lo dite a nessuno...
Dopo due giorni di riposo, ossia mercoledí e giovedí causa festivitá nazionali e religiose, oggi ovviamente sono al lavoro (fare ponte di questi tempi é un lusso!).
Cose negative: l'asilo di David é chiuso. Approfittando delle ferie di quasi tutti i bimbi della scuola hanno deciso di chiudere oggi per disinfestazione. Il papá non puó tenerlo, la nonna portoghese latita...
Cose positive: siccome sono l'unica triste al lavoro significa che son sola soletta, significa che David oggi mi fa compagnia :)
Significa che tra poco andremo a pranzo fuori tutti e due, in un centro commerciale che c'é qui vicino e ne approfitteremo per comprare un cappellino nuovo e un paio di occhiali da sole :)
Mi raccomando peró shhhhhhushhhhhh! Non lo dite a nessuno...
Cose negative: l'asilo di David é chiuso. Approfittando delle ferie di quasi tutti i bimbi della scuola hanno deciso di chiudere oggi per disinfestazione. Il papá non puó tenerlo, la nonna portoghese latita...
Cose positive: siccome sono l'unica triste al lavoro significa che son sola soletta, significa che David oggi mi fa compagnia :)
Significa che tra poco andremo a pranzo fuori tutti e due, in un centro commerciale che c'é qui vicino e ne approfitteremo per comprare un cappellino nuovo e un paio di occhiali da sole :)
Mi raccomando peró shhhhhhushhhhhh! Non lo dite a nessuno...
02 giugno 2009
Mais uma para a colecção!
Ovvero sia "una in più da aggiungere alla collezione". A cosa mi riferisco? Ma alle figure di pupú ovviamente.
La settimana scorsa ero molto stanca. Tra casa, lavoro e un lavoretto extra di traduzione che ho accettato di fare (peraltro pallosissimo e che ancora non mi é stato pagato... sgrunt!) e che mi ha fatto tirare fino alle 2 di mattina, con sveglia irrimediabilmente alle 6 per tutta la settimana, mi sentivo uno zombie. E soprattutto con un sonno, ma un sonno che non ho ancora effettivamente recuperato.
Como ho giá riferito in altri post vado al lavoro in autobus; l'autobus attraversa il Ponte Vasco da Gama, ve lo avevo giá riferito no? No? E mo 'o sapite!
Qualche giorno fa, tramortita dalla stanchezza, dal sole a battermi in pieno viso e dal rumore dell'autobus (per l'occasione e a causa di un'avaria del mezzo abituale ho viaggiato su un residuato bellico che secondo me s'arricorde a Salazar!) mi sono addormentata prima di entrare nel Ponte.
Un sonno profondo che é durato tutto il viaggio che a me é parso trascorrere in un tempo infinito (che in realtá é durato appena 40 minuti...) e dal quale sono riemersa grazie ad una passeggera, mia vicina, che accortasi che stavo per perdere la fermata mi gridato all'orecchio, stile venditrice di pesce del Mercado da Ribeira:«Ohhhhhhhhhhhhhh, viziiiiiiiinhaaaaaaaaaaaaaaaaa, esta não é a sua paragem???», ovvero sia "Oh vicina, ma questa non é la sua fermata?".
Ovvio che se non stessi dormendo la reazione sarebbe stata abbastanza compassata. In quel momento peró ero in coma e quindi sono balzata sul posto, con la faccia stralunata, rispondendo al grido con un più cavernicolo:«Uh que?!?» afferrando le mie borse, dizionario ciclopico che quel giorno mi accompagnava e giacca e sono uscita dall'autobus tra l'ilaritá delle due ultime signore presenti che sono poi quelle di cui ho giá parlato qualche post fa.
E termino questo post dicendo che quel giorno non so proprio come mi sono ritrovata in casa, non ricordo di aver fatto il tragitto dalla fermata al salotto di casa mia.
La stanchezza gioca brutti scherzi e fa fare anche delle belle figure...
PS: Adesso tutti i giorni la mia vicina, che non é proprio vicina ma abita qualche palazzo piú in lá controlla se sono sveglia quando arriviamo in zona fermata.
La settimana scorsa ero molto stanca. Tra casa, lavoro e un lavoretto extra di traduzione che ho accettato di fare (peraltro pallosissimo e che ancora non mi é stato pagato... sgrunt!) e che mi ha fatto tirare fino alle 2 di mattina, con sveglia irrimediabilmente alle 6 per tutta la settimana, mi sentivo uno zombie. E soprattutto con un sonno, ma un sonno che non ho ancora effettivamente recuperato.
Como ho giá riferito in altri post vado al lavoro in autobus; l'autobus attraversa il Ponte Vasco da Gama, ve lo avevo giá riferito no? No? E mo 'o sapite!
Qualche giorno fa, tramortita dalla stanchezza, dal sole a battermi in pieno viso e dal rumore dell'autobus (per l'occasione e a causa di un'avaria del mezzo abituale ho viaggiato su un residuato bellico che secondo me s'arricorde a Salazar!) mi sono addormentata prima di entrare nel Ponte.
Un sonno profondo che é durato tutto il viaggio che a me é parso trascorrere in un tempo infinito (che in realtá é durato appena 40 minuti...) e dal quale sono riemersa grazie ad una passeggera, mia vicina, che accortasi che stavo per perdere la fermata mi gridato all'orecchio, stile venditrice di pesce del Mercado da Ribeira:«Ohhhhhhhhhhhhhh, viziiiiiiiinhaaaaaaaaaaaaaaaaa, esta não é a sua paragem???», ovvero sia "Oh vicina, ma questa non é la sua fermata?".
Ovvio che se non stessi dormendo la reazione sarebbe stata abbastanza compassata. In quel momento peró ero in coma e quindi sono balzata sul posto, con la faccia stralunata, rispondendo al grido con un più cavernicolo:«Uh que?!?» afferrando le mie borse, dizionario ciclopico che quel giorno mi accompagnava e giacca e sono uscita dall'autobus tra l'ilaritá delle due ultime signore presenti che sono poi quelle di cui ho giá parlato qualche post fa.
E termino questo post dicendo che quel giorno non so proprio come mi sono ritrovata in casa, non ricordo di aver fatto il tragitto dalla fermata al salotto di casa mia.
La stanchezza gioca brutti scherzi e fa fare anche delle belle figure...
PS: Adesso tutti i giorni la mia vicina, che non é proprio vicina ma abita qualche palazzo piú in lá controlla se sono sveglia quando arriviamo in zona fermata.
20 maggio 2009
TioSaurio, quello zio che aggiusta tutto
Qualche mese fa David ruppe il dvd di uno dei suoi film preferiti, Il Re Leone. Quando successe si sciolse in un mare di lacrime.
Per calmarlo gli dissi:«Non ti preoccupare, domani parliamo con TioSaurio (chiama cosí mio fratello più giovane, suo zio) e vediamo se riesce ad arrangiarlo». Ora, dovete sapere che la parola arranjar in portoghese oltre ad indicare il termine trovare, cercare etc., significa pure aggiustare.
Adesso, quando si rompe qualcosa in casa, qualsiasi cosa sia, anche fosse un piatto o un bicchiere dice che bisogna parlare con TioSaurio per arranja-lo, ossia aggiustarlo.
Questo post é dedicato a mio fratello piú piccolo, che tanto piccolo non é più, che in questi anni si é dimostrato responsabile e presente, che il nipote chiama TioSaurio, manco fosse un dinosauro :), di cui David dice che ha molta barba e molti capelli.
Domani per TioSaurio e tutti quelli che gli vogliono bene é un gran giorno, il giorno della laurea, una gioia grande per lui, a premiare i suoi sforzi, e per noi che gli vogliamo bene.
TioSaurio auguri. Vai e distruggili :)
Per calmarlo gli dissi:«Non ti preoccupare, domani parliamo con TioSaurio (chiama cosí mio fratello più giovane, suo zio) e vediamo se riesce ad arrangiarlo». Ora, dovete sapere che la parola arranjar in portoghese oltre ad indicare il termine trovare, cercare etc., significa pure aggiustare.
Adesso, quando si rompe qualcosa in casa, qualsiasi cosa sia, anche fosse un piatto o un bicchiere dice che bisogna parlare con TioSaurio per arranja-lo, ossia aggiustarlo.
Questo post é dedicato a mio fratello piú piccolo, che tanto piccolo non é più, che in questi anni si é dimostrato responsabile e presente, che il nipote chiama TioSaurio, manco fosse un dinosauro :), di cui David dice che ha molta barba e molti capelli.
Domani per TioSaurio e tutti quelli che gli vogliono bene é un gran giorno, il giorno della laurea, una gioia grande per lui, a premiare i suoi sforzi, e per noi che gli vogliamo bene.
TioSaurio auguri. Vai e distruggili :)
14 aprile 2009
Piove
Oggi piove a dirotto. La pioggia trasforma le cose, le persone. L'aria che si respira, umida e triste, compenetra l'anima.
Lo sapete, é dall'inizio dell'anno che una serie di cose meno positive mi hanno travolta. E poi, le notizie che arrivano dall'Italia, pubbliche e private, mi incupiscono ancor di più.
In tutto questo fango cerco di muovermi, di cadere il meno possibile. Ma é dura. Ed anche le cose positive intorno a me perdono il sapore che dovrebbero avere. Ed io mi sento ingrata, perché dovrei essere felice per ció che di buono c'é nella mia vita e in me (mio figlio, il nuovo lavoro, la salute di cui godiamo per fortuna).
Sto attraversando una fase meno buona, in cui le cose positive fortunatamente leniscono.
Prenderó una breve pausa dal blog. Di cose da raccontare ne avrei tante, per esempio la mia breve trasferta a Madrid della settimana scorsa con annesso e connesso "lavaggio della vista" (intellegenti pauca), o aneddoti legati a David che durante la Pasqua ha fatto morire dal ridere una casa piena di gente, di un riso quasi isterico (con David si va sempre sul sicuro).
Eppure la voglia mi manca. Attendo il risolversi di alcune questioni che mi pesano.
Attendo giorni migliori, che devono venire, pecché io, quasi quasi, nun ciá facce cchiú...
Lo sapete, é dall'inizio dell'anno che una serie di cose meno positive mi hanno travolta. E poi, le notizie che arrivano dall'Italia, pubbliche e private, mi incupiscono ancor di più.
In tutto questo fango cerco di muovermi, di cadere il meno possibile. Ma é dura. Ed anche le cose positive intorno a me perdono il sapore che dovrebbero avere. Ed io mi sento ingrata, perché dovrei essere felice per ció che di buono c'é nella mia vita e in me (mio figlio, il nuovo lavoro, la salute di cui godiamo per fortuna).
Sto attraversando una fase meno buona, in cui le cose positive fortunatamente leniscono.
Prenderó una breve pausa dal blog. Di cose da raccontare ne avrei tante, per esempio la mia breve trasferta a Madrid della settimana scorsa con annesso e connesso "lavaggio della vista" (intellegenti pauca), o aneddoti legati a David che durante la Pasqua ha fatto morire dal ridere una casa piena di gente, di un riso quasi isterico (con David si va sempre sul sicuro).
Eppure la voglia mi manca. Attendo il risolversi di alcune questioni che mi pesano.
Attendo giorni migliori, che devono venire, pecché io, quasi quasi, nun ciá facce cchiú...
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