Chi? Come chi? La primavera, no!
Un sole, un cielo azzuro, un tepore, una Lisbona che cambia volto col tempo buono.
E David contento perché cosí puó giocare di piú nel cortile della scuola.
Ed io che vorrei rimanere a poltrire ogni mattina, senza sveglie impietose che mi cacciano dal letto.
E la voglia di non far niente che si impossessa di me. Un libro e una sedia in un bar di spiaggia sono tutto quello di cui avrei bisogno (magari un gelato al pistacchio, come si deve).
E con questo spero di non tirarmi la zappa suoi piedi o lanciarmi l'occhio secco, io dell'inverno non ne posso proprio piú.
24 febbraio 2011
18 febbraio 2011
14 anni
Oggi sono proprio in vena di scrivere! In realtá non volevo lasciar passare questa data.
Esattamente 14 anni fa mettevo piede in Portogallo per la prima volta. Lisbona fu la cittá scelta per il mio Erasmus. Ieri pomeriggio all'uscita dal lavoro mi é parso di risentire il profumo di quella giornata. Un tuffo al cuore per tutti i bellissimi ricordi e la consapevolezza che questo paese fa parte di me da 14 anni.
Appena divorzio dal temosifone chiedo la mano del Portogallo :)
Esattamente 14 anni fa mettevo piede in Portogallo per la prima volta. Lisbona fu la cittá scelta per il mio Erasmus. Ieri pomeriggio all'uscita dal lavoro mi é parso di risentire il profumo di quella giornata. Un tuffo al cuore per tutti i bellissimi ricordi e la consapevolezza che questo paese fa parte di me da 14 anni.
Appena divorzio dal temosifone chiedo la mano del Portogallo :)
Ancora di denti
Non c'é niente da fare, quando si tratta di denti il piú delle volte c'é da soffrire.
Qualche giorno fa raccontavo del primo molare di David. E sapete una cosa? Gli é giá é spuntato il secondo!
Poverino, sempre col ditino in bocca a pigiare sulla gengiva dolente, sempre con la lingua a battere dove il dente, letteralmente, duole. Finalmente il dente é spuntato, ma ora si lamenta che gli fa male un incisivo...
Qualche giorno fa raccontavo del primo molare di David. E sapete una cosa? Gli é giá é spuntato il secondo!
Poverino, sempre col ditino in bocca a pigiare sulla gengiva dolente, sempre con la lingua a battere dove il dente, letteralmente, duole. Finalmente il dente é spuntato, ma ora si lamenta che gli fa male un incisivo...
17 febbraio 2011
Al supermercato
Carciofi a 7,29 € al chilo??!?
Ma che é, una rapina a mano armata? Ma in Italia a quanto li vendono?
Ma che é, una rapina a mano armata? Ma in Italia a quanto li vendono?
26 gennaio 2011
Promessi sposi
Considerando il freddo che sta facendo ho chiesto in matrimonio il termosifone, che ha prontamente accettato, perché un partito come me quando gli ricapita?
Presto vi arriveranno gli inviti!
P.S.: E giá, anche in Portogallo fa freddo.
Presto vi arriveranno gli inviti!
P.S.: E giá, anche in Portogallo fa freddo.
24 gennaio 2011
Fermi tutti!
A David é spuntato il primo molare, il primo dente di "gente grande" come dicono qua, ossia da adulto. Tra poco incominceranno ad aprirsi finestrelle nel suo bel sorriso.
Cresce, tutti i bimbi crescono troppo velocemente. Sembra ieri che mettevo il dito in quella boccuccia tutta gengive e sorrisi e sentivo quel sassolino bianco. Aveva quasi 5 mesi ed era il suo primo dentino.
Quasi quasi mi commuovo :)
Cresce, tutti i bimbi crescono troppo velocemente. Sembra ieri che mettevo il dito in quella boccuccia tutta gengive e sorrisi e sentivo quel sassolino bianco. Aveva quasi 5 mesi ed era il suo primo dentino.
Quasi quasi mi commuovo :)
14 gennaio 2011
Porquê?
Perché, sono anni che mi chiedo perché gli uomini portoghesi hanno la ributtante usanza di sputazzare a terra, lasciando i loro “inequivocabili segni” su strade e marciapiedi, ma anche sulle scale della metro ed a volte pure in autobus?
Perché poi pensano che la via pubblica sia una latrina ad uso e consumo delle loro debolissime vesciche?
E poi mi spiegate perché ci sono donne portoghesi, cosí tacchine, ma cosí tacchine, che sembra di essere in un pollaio a volte?
Perché poi pensano che la via pubblica sia una latrina ad uso e consumo delle loro debolissime vesciche?
E poi mi spiegate perché ci sono donne portoghesi, cosí tacchine, ma cosí tacchine, che sembra di essere in un pollaio a volte?
06 gennaio 2011
In miniera :)
Ué, ué,
Non vi lamentate troppo del carbone che vi ho portato stanotte altrimenti l'anno prossimo, invece del carbone in dono, vi porto a lavorare in una miniera di carbone!
E adesso scusate, ma devo riposare le stanche membra (leggasi mazzo). Andare su una scopa puó essere alquanto scomodo...
Buona Befana a tutti!
Non vi lamentate troppo del carbone che vi ho portato stanotte altrimenti l'anno prossimo, invece del carbone in dono, vi porto a lavorare in una miniera di carbone!
E adesso scusate, ma devo riposare le stanche membra (leggasi mazzo). Andare su una scopa puó essere alquanto scomodo...
Buona Befana a tutti!
04 gennaio 2011
La mia faccia
Non avete idea di quante volte mi abbiamo scambiato per un'altra persona. In Italia, qui, dovunque, ricordo sempre qualcuno a qualcun' altro.
Memorabile fu la faccia della sorella di una maestra di David, qualche anno fa, che, mentre aspettavo all'entrada del nido per riprendere un David malaticcio, mi guardava fisso come se avesse visto chissá chi.
La maestra mi spiegó poi che io le ricordavo tantissimo la cognata, la moglie del fratello. Lo aveva giá detto ai suoi e quel giorno sua sorella che la stava aspettando all'asilo, dopo avermi visto, era rimasta scioccata dalla somiglianza. Scioccata...
Ieri ero a Gare do Oriente, andavo in banca per un deposito, quando una signora mi vede da lontano e incomincia a sbracciarsi tutta con paura che non la vedessi. L'avevo vista bene e mi sono pure girata indietro per vedere a chi si rivolgesse. Ce l'aveva proprio con me, per lei ero una fantomatica Sara e voleva sapere come stavo. Quando le ho detto che si era sbagliata ha fatto una faccia. E signora mia, c'aggia fa.
Mi sorge peró un dubbio. Vuoi vedere che inconsciamente ho una doppia vita e, senza saperlo, mi chiamo Sara e sono la cognata della maestra del nido di David?!?
Memorabile fu la faccia della sorella di una maestra di David, qualche anno fa, che, mentre aspettavo all'entrada del nido per riprendere un David malaticcio, mi guardava fisso come se avesse visto chissá chi.
La maestra mi spiegó poi che io le ricordavo tantissimo la cognata, la moglie del fratello. Lo aveva giá detto ai suoi e quel giorno sua sorella che la stava aspettando all'asilo, dopo avermi visto, era rimasta scioccata dalla somiglianza. Scioccata...
Ieri ero a Gare do Oriente, andavo in banca per un deposito, quando una signora mi vede da lontano e incomincia a sbracciarsi tutta con paura che non la vedessi. L'avevo vista bene e mi sono pure girata indietro per vedere a chi si rivolgesse. Ce l'aveva proprio con me, per lei ero una fantomatica Sara e voleva sapere come stavo. Quando le ho detto che si era sbagliata ha fatto una faccia. E signora mia, c'aggia fa.
Mi sorge peró un dubbio. Vuoi vedere che inconsciamente ho una doppia vita e, senza saperlo, mi chiamo Sara e sono la cognata della maestra del nido di David?!?
31 dicembre 2010
Un mazzo tanto... again
Oggi il "mazzo tanto" é di nuovo presente su queste pagine, questa volta in senso benaugurale :)
Eh si, perché io e David vogliamo augurarvi per il 2011 un bel mazzo tanto.
Un mazzo tanto in salute per voi e i vostri cari
Un mazzo tanto nel lavoro per tutti, soprattutto per chi non ce l'ha (vi auguro di trovarlo presto e bene!)
Un mazzo tanto in amore e amicizia
Un mazzo tanto in serenitá, in tutti i vostri giorni e se proprio non si puó tutti i giorni , almeno giorno si e giorno no, che diamine!
Caro 2011 noi ci mettiamo il mazzo, tu mettici l'impegno.
E tanti auguri!
Eh si, perché io e David vogliamo augurarvi per il 2011 un bel mazzo tanto.
Un mazzo tanto in salute per voi e i vostri cari
Un mazzo tanto nel lavoro per tutti, soprattutto per chi non ce l'ha (vi auguro di trovarlo presto e bene!)
Un mazzo tanto in amore e amicizia
Un mazzo tanto in serenitá, in tutti i vostri giorni e se proprio non si puó tutti i giorni , almeno giorno si e giorno no, che diamine!
Caro 2011 noi ci mettiamo il mazzo, tu mettici l'impegno.
E tanti auguri!
30 dicembre 2010
Credevo e invece...
Credevo che avere un gran sedere, nel senso letterale del termine (nu culone insomme!), servisse almeno ad attutire il colpo di una chiappata data, a tutta forza e senza nessuna intenzione, nell'angolo della scrivania. E invece manco a quello serve.
Adesso é corredato da un variopinto livido :)
Adesso é corredato da un variopinto livido :)
29 dicembre 2010
Giá tiene n'anne?
Ieri la mia amica Milú ha compiuto un anno!
Ha festeggiato mangiando pasta al forno con noi, perché si sa, la signorina, non schifa proprio niente figuriamoci la pasta al forno :)
Auguri Milú-Maria!
Ha festeggiato mangiando pasta al forno con noi, perché si sa, la signorina, non schifa proprio niente figuriamoci la pasta al forno :)
Auguri Milú-Maria!
27 dicembre 2010
E una si incazza
Sono una mamma ansiosa? Probabilmente si, ma nella giusta misura.
Mio figlio gioca e si diverte con gli altri bambini, va al parco con me o con suo padre, gioca nel parco dell’asilo con altalene, scivoli, tricicli, biciclette. Non ho problemi a lasciarlo con qualche familiare (nonni e zii) e passa gran parte delle sue giornate all’asilo dove interagisce con un microcosmo di grandi e piccini di ogni tipo. Se per caso si fa male (cade, sbatte con la testa, fa a botte con quel teppistello di Rafael dell’asilo, etc.) io lo rassicuro e cerco di alleviare il carico di dolore, sdrammatizzando quanto accaduto. Un ginocchio sbucciato, un bernoccolo o una scarpata in faccia di Rafael (questo ci va giú pesante!) sono quello che sono e lui non ne puó fare un dramma. Lo aiuto a capire, ridimensionando cose che alla sua etá hanno tutto un altro peso. Insomma mio figlio non é un fiore di serra.
Peró le situazioni potenzialmente pericolose io tendo a fargliele evitare e, quando proprio non posso, vigilo. Esempi? Non metto sedie o sgabbelli sotto una finestra, sia essa aperta o chiusa, per strada voglio che mi dia sempre la mano, non gli permetto di arrampicarsi su mobili, prese della corrente e affini sa che sono da evitare.
É ovvio che non sono sempre con lui o non sono sempre al 100% e in questi casi devo delegare. E giá in questo delegare c’é molto del mio sforzo di mamma ansiosa che peró riesce a non sopraffare (e farsi sopraffare) dalla sua ansia.
Cerco di mettere il buon senso in quello che faccio e soprattutto presto attenzione e mi aspetto da coloro che si prendono cura di mio figlio (ma anche dei figli degli altri) lo stesso atteggiamento.
Fatta questa premessa e mea culpa vorrei capire perché la nonna paterna, la sera di Natale, mentre io riposavo un pó sul divano perché messa KO da un’influenza fulminante, si é ricordata (con mio figlio vicino!) di buttare sale grosso sulla carne che stava arrostendo nel camino? Il sale nel fuoco schizza, questi grani di sale sono schizzati nell’occhio e nel volto di mio figlio che ha lanciato un urlo come non lo avevo mai sentito e mi ha dato la sensazione di budella strappate dal mio corpo. Mio figlio urlava e piangeva per il dolore, io che stavo dormendo sono balzata in piedi e corsa e lei che mi diceva:«Ma pensavo stesse giocando!». Ma a che cosa? A vediamo come si urla quando ci si fa male? Ma stiamo scherzando? E tutti i parenti attorno e David ancora piú preoccupato. Ho mandato tutti a quel paese se no David non si calmava. Ha dei piccoli segni sul volto, dei puntini e alcuni proprio sotto e sopra la palpebra.
Lui ha capito che é stato un incidente, non é stato fatto di proposito, é successo. La paura mi pare gli sia passata, tant’é vero che se ne voleva rimanere a casa della nonna in vacanza e s’é fatto pure un pianto quando siamo dovuti andar via ed io commossa da cotanta dimostrazione di affetto, pur sapendo che é dettata dal fatto che lui i nonni, paterni o materni che siano, se li intorta a dovere.
E invece la nonna paterna che dice? «Ah, ma se la mamma vuole, puoi rimanere, non c’é problema. Ah, peró non piangere se no la mamma si arrabbia con te». Ma rimanere a fare cosa? Ad aiutare nel negozio della nonna? E poi chi cazzo si arrabbia? Ma sono cose da dirsi? E che sono il lupo cattivo?
Per dovere di cronaca informo che la carne su citata era giá salata, non c’era bisogno di salarla ulteriormente. Quando uno dice:«Scetate capetó!»
Mio figlio gioca e si diverte con gli altri bambini, va al parco con me o con suo padre, gioca nel parco dell’asilo con altalene, scivoli, tricicli, biciclette. Non ho problemi a lasciarlo con qualche familiare (nonni e zii) e passa gran parte delle sue giornate all’asilo dove interagisce con un microcosmo di grandi e piccini di ogni tipo. Se per caso si fa male (cade, sbatte con la testa, fa a botte con quel teppistello di Rafael dell’asilo, etc.) io lo rassicuro e cerco di alleviare il carico di dolore, sdrammatizzando quanto accaduto. Un ginocchio sbucciato, un bernoccolo o una scarpata in faccia di Rafael (questo ci va giú pesante!) sono quello che sono e lui non ne puó fare un dramma. Lo aiuto a capire, ridimensionando cose che alla sua etá hanno tutto un altro peso. Insomma mio figlio non é un fiore di serra.
Peró le situazioni potenzialmente pericolose io tendo a fargliele evitare e, quando proprio non posso, vigilo. Esempi? Non metto sedie o sgabbelli sotto una finestra, sia essa aperta o chiusa, per strada voglio che mi dia sempre la mano, non gli permetto di arrampicarsi su mobili, prese della corrente e affini sa che sono da evitare.
É ovvio che non sono sempre con lui o non sono sempre al 100% e in questi casi devo delegare. E giá in questo delegare c’é molto del mio sforzo di mamma ansiosa che peró riesce a non sopraffare (e farsi sopraffare) dalla sua ansia.
Cerco di mettere il buon senso in quello che faccio e soprattutto presto attenzione e mi aspetto da coloro che si prendono cura di mio figlio (ma anche dei figli degli altri) lo stesso atteggiamento.
Fatta questa premessa e mea culpa vorrei capire perché la nonna paterna, la sera di Natale, mentre io riposavo un pó sul divano perché messa KO da un’influenza fulminante, si é ricordata (con mio figlio vicino!) di buttare sale grosso sulla carne che stava arrostendo nel camino? Il sale nel fuoco schizza, questi grani di sale sono schizzati nell’occhio e nel volto di mio figlio che ha lanciato un urlo come non lo avevo mai sentito e mi ha dato la sensazione di budella strappate dal mio corpo. Mio figlio urlava e piangeva per il dolore, io che stavo dormendo sono balzata in piedi e corsa e lei che mi diceva:«Ma pensavo stesse giocando!». Ma a che cosa? A vediamo come si urla quando ci si fa male? Ma stiamo scherzando? E tutti i parenti attorno e David ancora piú preoccupato. Ho mandato tutti a quel paese se no David non si calmava. Ha dei piccoli segni sul volto, dei puntini e alcuni proprio sotto e sopra la palpebra.
Lui ha capito che é stato un incidente, non é stato fatto di proposito, é successo. La paura mi pare gli sia passata, tant’é vero che se ne voleva rimanere a casa della nonna in vacanza e s’é fatto pure un pianto quando siamo dovuti andar via ed io commossa da cotanta dimostrazione di affetto, pur sapendo che é dettata dal fatto che lui i nonni, paterni o materni che siano, se li intorta a dovere.
E invece la nonna paterna che dice? «Ah, ma se la mamma vuole, puoi rimanere, non c’é problema. Ah, peró non piangere se no la mamma si arrabbia con te». Ma rimanere a fare cosa? Ad aiutare nel negozio della nonna? E poi chi cazzo si arrabbia? Ma sono cose da dirsi? E che sono il lupo cattivo?
Per dovere di cronaca informo che la carne su citata era giá salata, non c’era bisogno di salarla ulteriormente. Quando uno dice:«Scetate capetó!»
23 dicembre 2010
20 dicembre 2010
Grazie Giusy!
Il 7 Dicembre, mentre mi trovavo in Italia, ho avuto il piacere di rivedere Giusy, la blogger degli Amori di Dida, che vive nella mia cittá in Italia. Avevo giá raccontato che ad Agosto, nelle nostre vacanze in Italia, ci siamo conosciute di persona peró abbiamo avuto davvero poco tempo e ci siamo ripromesse di rivederci alla prossima occasione.
La cara Annamaria, dei Piaceri della Vita, altro food blog che frequento assiduamente e da cui spudoramente prendo spunto, ha organizzato quest’anno uno swap, uno scambio di doni per Natale. Io e Giusy, abbiamo avuto, lasciatemelo dire, il classico "mazzo tanto", perché siamo state accoppiate per lo scambio e quindi abbiamo potuto farlo di persona il che rende il tutto molto speciale.
Giusy é una ragazza dolce e attiva; casa sua é molto accogliente, é lo specchio di chi la vive.
Quando siamo entrati io e David siamo stati invasi da un profumo di buono, profumo di dolce, direi di pasticceria :)
Giusy era nel pieno delle sue preparazioni e ci ha offerto una merenda squisita. Non avete idea delle cose che ci ha preparato! Suo figlio, il piccolo Manu, é arrivato subito dopo di noi, da scuola. Era stato alle prove delle festa di Natale, cucciolo!!!! Hanno giocato, lui e David, e noi abbiamo chiacchierato in pace. É stato davvero un bel pomeriggio, che é volato. Speriamo di rivederci presto.
Giusy per lo swap mi ha preparato un “pacco” delizioso, un vassoio con un panettone ripieno e decorato come “re del vassoio” e tanti biscottini e roccocó e mostaccioli come “paggetti” e alcune decorazioni di Natale che abbiamo messo nel nostro albero qui a casa. Tutto molto bello, una preparazione bellissima e, soprattutto molto, ma molto buono. E ci tengo a ripeterglielo perché é stata davvero bravissima.
Vi lascio qualche foto del suo dono, mi piacerebbe potervi far sentire il profumino e il sapore. Sappiate comunque che ho mangiato anche per voi :)
Grazie Giusy per tutto e grazie Annamaria per il tuo invito a partecipare, per me é stata la prima volta ed é stato speciale davvero.
La cara Annamaria, dei Piaceri della Vita, altro food blog che frequento assiduamente e da cui spudoramente prendo spunto, ha organizzato quest’anno uno swap, uno scambio di doni per Natale. Io e Giusy, abbiamo avuto, lasciatemelo dire, il classico "mazzo tanto", perché siamo state accoppiate per lo scambio e quindi abbiamo potuto farlo di persona il che rende il tutto molto speciale.
Giusy é una ragazza dolce e attiva; casa sua é molto accogliente, é lo specchio di chi la vive.
Quando siamo entrati io e David siamo stati invasi da un profumo di buono, profumo di dolce, direi di pasticceria :)
Giusy era nel pieno delle sue preparazioni e ci ha offerto una merenda squisita. Non avete idea delle cose che ci ha preparato! Suo figlio, il piccolo Manu, é arrivato subito dopo di noi, da scuola. Era stato alle prove delle festa di Natale, cucciolo!!!! Hanno giocato, lui e David, e noi abbiamo chiacchierato in pace. É stato davvero un bel pomeriggio, che é volato. Speriamo di rivederci presto.
Giusy per lo swap mi ha preparato un “pacco” delizioso, un vassoio con un panettone ripieno e decorato come “re del vassoio” e tanti biscottini e roccocó e mostaccioli come “paggetti” e alcune decorazioni di Natale che abbiamo messo nel nostro albero qui a casa. Tutto molto bello, una preparazione bellissima e, soprattutto molto, ma molto buono. E ci tengo a ripeterglielo perché é stata davvero bravissima.
Vi lascio qualche foto del suo dono, mi piacerebbe potervi far sentire il profumino e il sapore. Sappiate comunque che ho mangiato anche per voi :)
Grazie Giusy per tutto e grazie Annamaria per il tuo invito a partecipare, per me é stata la prima volta ed é stato speciale davvero.
15 dicembre 2010
01 dicembre 2010
28 novembre 2010
O namoro à janela
Al tempo dei nostri nonni (e forse pure dei nostri genitori) i fidanzati si amavano alla finestra, quello che i portoghesi chiamano il namoro à janela. Alla finestra si guardavano e sospiravano. Altri tempi, non c'é dubbio.
Non per la mia amica Milú che vi presento:

Milú non ha neppure un anno (lo compirá il 28 Dicembre) eppure é giá nella fase adolescenziale e nutre una passione smodata per un cane che tutti i giorni, 2 o 3 volte al giorno, viene sotto il nostro balcone a parlare con lei. E loro si parlano proprio perché é tutto un abbaiare, un guaire, una sinfonia canina che culmina in un correre sfrenato del suo spasimante nell'aiuola sottostante la finestra.
Questo cane io non lo so come si chiama, ma per me é Pirata, perché oltre ad una strategica macchia sull'occhio ha una bandana rossa al collo (!), magro, veloce e mezzo pazzo. Quando si incontrano in strada non si lasciano. Corrono all'impazzata, schizzano come schegge e si divertono, assai.
Dovró cominciare a pensare ad una cintura di castitá...
Non per la mia amica Milú che vi presento:

Milú non ha neppure un anno (lo compirá il 28 Dicembre) eppure é giá nella fase adolescenziale e nutre una passione smodata per un cane che tutti i giorni, 2 o 3 volte al giorno, viene sotto il nostro balcone a parlare con lei. E loro si parlano proprio perché é tutto un abbaiare, un guaire, una sinfonia canina che culmina in un correre sfrenato del suo spasimante nell'aiuola sottostante la finestra.
Questo cane io non lo so come si chiama, ma per me é Pirata, perché oltre ad una strategica macchia sull'occhio ha una bandana rossa al collo (!), magro, veloce e mezzo pazzo. Quando si incontrano in strada non si lasciano. Corrono all'impazzata, schizzano come schegge e si divertono, assai.
Dovró cominciare a pensare ad una cintura di castitá...
26 novembre 2010
Dopo
Settimane buie senza capacitá propria di reazione. Solo con un "aiutino" si va lá, eppure con l'aiutino ti sembra di barare, ci vorresti riuscire da sola, ma tant'é.
E poi capisci che te ne devi fregare, che le cose brutte stanno lá e molte di loro non le puoi cambiare perché non dipende da te, le devi solo affrontare e, quando non é possibile, almeno resistere. E resistere e resistere e cercare la forza dove pensi non ci sia.
E consolarti con quanto di bello ti circonda, che non é poco e pensare a quanti ti vogliono bene, che non sono pochi e vedere la ricchezza che hai.
E quando il buco nero bussa alla porta digli semplicemente:«Passa dopo, adesso non é cosa, e vafanculo!».
E poi capisci che te ne devi fregare, che le cose brutte stanno lá e molte di loro non le puoi cambiare perché non dipende da te, le devi solo affrontare e, quando non é possibile, almeno resistere. E resistere e resistere e cercare la forza dove pensi non ci sia.
E consolarti con quanto di bello ti circonda, che non é poco e pensare a quanti ti vogliono bene, che non sono pochi e vedere la ricchezza che hai.
E quando il buco nero bussa alla porta digli semplicemente:«Passa dopo, adesso non é cosa, e vafanculo!».
12 ottobre 2010
Contrabbando
Questa volta ho superato me stessa. Sono stata cosí lontana dal blog che lui stesso mi ha detto: «Pigliate scuorne!».
Mea culpa, mea culpa...
Il fatto é che il tempo é sempre poco e quel poco pare sfuggirmi dalle mani ed io, diciamola tutta, mi sento un pó annientata. Mi sento come se fossi stata masticata e sputata. Il rigurgito di un ruminante.
Le vacanze in Italia sono lontane. Sono stati 10 giorni deliziosi, di coccole, “nonnitudine e ziitudine” per David, di amici che sono riuscita a rivedere. Alcune persone non le vedevo da 10 anni, santa padella, e non sono cambiate per niente! Vedi per esempio MammaManga, uguale a quando ci incontravamo sul regionale Salerno-Napoli, o nei corridoi dell’Universitá, o in qualche evento “mondano” durante l’Erasmus a Lisbona. E i suoi bimbi? Due tesori! Il grande, Davide, é un ometto ormai, piú alto di sua madre, sulla via dello sciupamento di femmine che l’imminente adolescenza lascia presagire. Ci ha accolto, me e David, come solo un bimbo dal cuore grande puó fare. David ha parlato di Davide per giorni, lo vorrebbe come mano (fratello) piú grande!
Il piccolo, Stefano, un amore di bimbo, bello, tranquillo, simpatico, dolce, mangione e sciupafemmine in fieri pure lui. Io me ne sono innamorata, io, quasi quasi, me lo portavo con me sul traghetto del ritorno. Adesso ci mancano tanto, ma proprio tanto, tutti gli Araujo no coração.
Ho rivisto un’amica del liceo che ha fatto, tra le altre cose, due bimbi bellissimi. La piú piccola, meno di un anno, é un’autentica bambolina dalla bocca di rosa. Bella, bella, bella!
Ho conosciuto poi una bloggheressa che avevo proprio tanta, ma tanta voglia di conoscere. Il poco tempo a disposizione mi ha lasciato quella sensazione di:« Ok, va bene, quando ripetiamo?». Speriamo presto Dida.
David ha scoperto il gelato al pistacchio. Entitá quasi mitologica in Portogallo, in Italia ce lo siamo sbafati un giorno si e l’altro pure. Io ho ritrovato il piacere di pagare un gelato, 2 gusti, un euro. Il pistacchio era il gusto default, l’altro era molto random, a seconda dell’umore. Ovvio che il cioccolato era la morte sua.
David ha realizzato il suo sogno di mangiare pasta tutti i giorni. É arrivato al punto di aprire la dispensa ed indicare alla nonna la pasta di suo gradimento per quella giornata. Io ho ammazzato quasi tutte le nostalgie culinarie che avevo, compresi i ciurilli fritti, compresa la pizza. E qui, fatemelo dire, per gentile cortesia del Sig. Puparuole, che fa una pizza da inchino. Puparuole, aspettami, ritorneró ai tuoi tavoli!
Ho anche scoperto grazie a mio fratello che, se il tempo a mia disposizione non fosse cosí poco, diventerei facilmente una tossicodipendente da Starcraft II , con sommo gaudio di mio figlio che vorrebbe tanto assistere a una partitella di Stracraft per chiedere:«Ma i cattivi (os maus) chi sono? E i buoni (os bons)?». E invece si deve ciucciare SuperMario ed un orrido gioco con delle galline volanti che ultimamente suo padre gioca al PC.
Ho ritrovato il caldo azzeccoso, qualcosa di cui non sentivo la mancanza. In Portogallo fa caldo, a volte ed in certe zone c’é da arrostirsi col caldo che fa. Ma brucia, non azzecca.
Ho pensato che un giorno di questi mi arresteranno per contrabbando, dall’Italia al Portogallo, di gianduiotti Novi, torrone avellinese e deodorante Neutro Roberts stick!
Mea culpa, mea culpa...
Il fatto é che il tempo é sempre poco e quel poco pare sfuggirmi dalle mani ed io, diciamola tutta, mi sento un pó annientata. Mi sento come se fossi stata masticata e sputata. Il rigurgito di un ruminante.
Le vacanze in Italia sono lontane. Sono stati 10 giorni deliziosi, di coccole, “nonnitudine e ziitudine” per David, di amici che sono riuscita a rivedere. Alcune persone non le vedevo da 10 anni, santa padella, e non sono cambiate per niente! Vedi per esempio MammaManga, uguale a quando ci incontravamo sul regionale Salerno-Napoli, o nei corridoi dell’Universitá, o in qualche evento “mondano” durante l’Erasmus a Lisbona. E i suoi bimbi? Due tesori! Il grande, Davide, é un ometto ormai, piú alto di sua madre, sulla via dello sciupamento di femmine che l’imminente adolescenza lascia presagire. Ci ha accolto, me e David, come solo un bimbo dal cuore grande puó fare. David ha parlato di Davide per giorni, lo vorrebbe come mano (fratello) piú grande!
Il piccolo, Stefano, un amore di bimbo, bello, tranquillo, simpatico, dolce, mangione e sciupafemmine in fieri pure lui. Io me ne sono innamorata, io, quasi quasi, me lo portavo con me sul traghetto del ritorno. Adesso ci mancano tanto, ma proprio tanto, tutti gli Araujo no coração.
Ho rivisto un’amica del liceo che ha fatto, tra le altre cose, due bimbi bellissimi. La piú piccola, meno di un anno, é un’autentica bambolina dalla bocca di rosa. Bella, bella, bella!
Ho conosciuto poi una bloggheressa che avevo proprio tanta, ma tanta voglia di conoscere. Il poco tempo a disposizione mi ha lasciato quella sensazione di:« Ok, va bene, quando ripetiamo?». Speriamo presto Dida.
David ha scoperto il gelato al pistacchio. Entitá quasi mitologica in Portogallo, in Italia ce lo siamo sbafati un giorno si e l’altro pure. Io ho ritrovato il piacere di pagare un gelato, 2 gusti, un euro. Il pistacchio era il gusto default, l’altro era molto random, a seconda dell’umore. Ovvio che il cioccolato era la morte sua.
David ha realizzato il suo sogno di mangiare pasta tutti i giorni. É arrivato al punto di aprire la dispensa ed indicare alla nonna la pasta di suo gradimento per quella giornata. Io ho ammazzato quasi tutte le nostalgie culinarie che avevo, compresi i ciurilli fritti, compresa la pizza. E qui, fatemelo dire, per gentile cortesia del Sig. Puparuole, che fa una pizza da inchino. Puparuole, aspettami, ritorneró ai tuoi tavoli!
Ho anche scoperto grazie a mio fratello che, se il tempo a mia disposizione non fosse cosí poco, diventerei facilmente una tossicodipendente da Starcraft II , con sommo gaudio di mio figlio che vorrebbe tanto assistere a una partitella di Stracraft per chiedere:«Ma i cattivi (os maus) chi sono? E i buoni (os bons)?». E invece si deve ciucciare SuperMario ed un orrido gioco con delle galline volanti che ultimamente suo padre gioca al PC.
Ho ritrovato il caldo azzeccoso, qualcosa di cui non sentivo la mancanza. In Portogallo fa caldo, a volte ed in certe zone c’é da arrostirsi col caldo che fa. Ma brucia, non azzecca.
Ho pensato che un giorno di questi mi arresteranno per contrabbando, dall’Italia al Portogallo, di gianduiotti Novi, torrone avellinese e deodorante Neutro Roberts stick!
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