25 marzo 2008

Racconti di viaggio

La partenza per le ferie é avvenuta mercoledí scorso, verso le 8 di sera, direzione casa della suocera per dormita (abita a circa 30 km dal confine con il sud della Spagna). Appena arrivati troviamo camino accesso e salsiccia di produzione propria arrostita nella brace. Gnam gnam, cosí ripieni siamo andati a dormire. Sveglia alle 5 di mattina...
Dopo la faticosa levataccia e qualche panino preparato per il viaggio siamo partiti: direzione Sierra Nevada. Il viaggio é un pó lungo, ci sono volute 5 ore per arrivare a destinazione. A Rosal de la Frontera passiamo il confine con la Spagna e subito ci ritroviamo di fronte i cartelli che pubblicizzano lo jamón serrano, il prosciutto crudo. Una goduria ad ogni visione, figuratevi mangiarlo un panino col suddetto jamón...

Proseguiamo su una strada nazionale in direzione a Siviglia. Il tempo non é dei migliori, promette pioggia, ma l'aria uggiosa fa sembrare ancora più intenso il paesaggio che via via scopriamo. La strada fino a Siviglia é piacevole. Passiamo per alcuni piccoli paesini fino ad arrivare all'agglomerato urbano di Siviglia. Sembra una cittá grande. A un certo punto ci perdiamo e passiamo per l'aeroporto di Siviglia. Una costruzione orribile, scura. In pratica il viaggiatore esce dall'aeroporto e si ritrova sotto a una specie di viadotto...
Proseguiamo.

Una volta ritrovata la retta via andiamo in direzione a Granada. Lungo il cammino piccole soste con diritto a panino col jamón e tanta, tantissima pioggia che cade giù in modo assordante. Finalmente Granada, finalmente iniziamo a salire la montagna. Saliamo, saliamo e saliamo ancora e niente neve. Neanche un pó, niente.
Il tempo peró é scuro, la temperatura man mano che saliamo scende ed ecco che incomincia a nevicare. Arriviamo all'aparthotel con la neve che cade, una nebbia serratissima e la voglia di entrare in casa e riscaldarsi. Presto detto, entriamo, sistemiamo le cose, mangiamo un omlette veloce e iniziamo a vestirci. Sembriamo dei salsicciotti imbottiti, guanti, cappelli etc. David felicissimo di vestire finalmente la sua roupa de neve ossia i vestiti per la neve. Pronti, via, usciamo. Andiamo ad affittare gli sci, a comprare i forfait per il giorno dopo, a prenotare una lezione di sci e facciamo un giro, con la neve che cade e tutto bianco, con David che gioca con la neve, contentissimo.

Dopo un giro nel centro della localitá andiamo in macchina fino a 2500 m, dove c'é uno spazio dove si puó giocare con la neve. Arriviamo fin là su e scopriamo una piccola pista tutta bianca, con la neve sofficissima. Bellissimo. Giochiamo e giochiamo ancora, mio figlio che butta la neve alla cugina del papá, nostra compagna di viaggio Tania, io che cerco di scivolare sulla neve con una non ben precisata pala di plastica. Insomma, nu pariamiente!

Ritorniamo a casa, con la neve che riprende a cadere e prepariamo la cena, linguine al sugo di tonno, giusto per prepararsi per il giorno dopo. L'appartamento affittato ha 4 posti letto, singoli. Per far dormire meglio David ho unito i nostri due letti ed ho dormito con lui. David dall'etá di 5 mesi dorme da solo nella sua stanza e da sempre dorme nella sua culla. Dormire con lui é stata una goduria reciproca.

Venerdí mattina pronti per lo sci. Prendiamo la telecabine (come si chiama in italiano, mi sfugge il nome) e saliamo fino alle piste dei principianti. Io soffro un pó di vertigini e quindi scherzano con me. La vista é bellissima, le piste sono belle, gli sciatori e gli snowboarder che le percorrono sembrano danzare. Io mi rodo dall'invidia, mi piacerebbe saperlo fare. Magari un giorno...

Ovviamente c'è molta gente (Pasqua), prevalentemente spagnoli, pochissimi italiani, qualche portoghese ed inglesi. Pardon, ci sono anche cinesi.

Vestite di tutto punto, con i pesantissimi stivali da sci e rispettivi sci (giallo canarino, che belli!) io e Tania ci avviamo verso la lezione col professore, Alvaro, originario di Granada, sciatore da sempre (sei nato con gli sci, gli ho domandato), farmacista nei mesi estivi. Alvaro é stato molto simpatico, molto paziente. Il mio primo approccio con gli sci é stato divertente ed anche se non ho avuto modo di continuare per quel poco che ho fatto mi sono divertita. Alvaro tra l'altro, secondo Tania, era un belvedere.

Purtroppo David non ha ancora l'etá minima richiesta per sciare, quindi in questo capitolo si é limitato a guardare. Finita la lezione, di due ore, ormai a pezzi di tanto salire e scendere vado incontro a David che sta col papá che a sua volta ormai scalcita per andare a scendere qualche pista. Presto fatto, David mi crolla addosso dal sonno e il papá scompare sulle piste. Lo ritrovo dopo circa 3 ore, affaticato, ma con il sorriso stampato in faccia. Per chi come lui é vissuto in Svizzera 13 anni, ha fatto sci, é stato a contatto con la neve sempre, poter passare qualche giorno in un posto cosí é il massimo. Ritorniamo in quel posto a 2500 m. per bere una cioccolata calda, David dice solo: é buona, é buona, con i baffi di cioccolato sulla boccuccia. Una delizia.

Al ritorno a casa siamo tutti stanchissimi, David compreso. Preparo la cena (insalata di tonno uova e ceci), bagno e letto. Dormiamo tutti bene, benissimo, profondamente.

Il giorno dopo ritorniamo sulle piste. In realtá io e David andiamo sulle piste un pó più tardi perché io non voglio sciare (ho troppo dolore alla schiena e ai piedi), preferisco starmene col piccolo. In giro nella piazza che credo si chiami Pradollano incontriamo un tizio mascherato da Winnie the Pooh. Ci regala un palloncino con una vaga forma fallica che portiamo sulle piste. Il palloncino ha vita breve e quando scoppia quasi mi provoca un infarto.

Arriviamo sulle piste all'ora di pranzo, ci ritroviamo con il resto della combriccola per un panino e poi David crolla nuovamente dal sonno. Dorme più di due ore in braccio a me, mentre io mi godo il sole ed il panorama.

Al suo risveglio, con il vento che aumenta, col freddo che si fa sentire e con la nebbia che avanza serrata prendiamo la telecabine e scendiamo in centro. Io, con un mal di testa lancinante cerco una farmacia, ma non la trovo e allora mi avvicino a un poliziotto e domando: Perdone, donde está una farmacia? E il poliziotto senza neanche rispondermi mi indica un posto proprio alle mie spalle. A caratteri cubitali c'é un'insegna luminosa che annuncia: FARMACIA. Eh, scusate tanto la scemitudine...
Andiamo a bere una cioccolata calda (che credo mi fa passare il mal di testa in un baleno!) e ritorniamo a casa. Il freddo é intenso, comincia a piovere e poi a nevicare. In men che non si dica tutto si ricopre di un manto bianco. Bagno caldo, vestiti e usciamo per andare a cena fuori. Fa freddo, molto freddo, ma siamo imbacuccatissimi e contenti! Al ristorante mangiamo una raclette e beviamo una sangria. David fa il suo show con il proprietario del ristorante, che si sciogle di fronte a tanta sfacciataggine e incomincia a dire: malino, malino (non ho ancora verificato cosa vuol dire...). Dopo cena, diritti a casa, david vuole vedere la TV. In menodi 5 minuti siamo tutti su letto e sofá a russare. Lui sveglissimo si fa 4 risate vedendo il film del topolino Stuart. Biscottino, lattuccio e finalmente nanna.
La domenica di Pasqua il risveglio é bianchissimo. É nevicato tutta la notte, il paesaggio imbiancato é bellissimo. Sistemiamo le nostre cose in macchina, ci imbacucchiamo nuovamente e andiamo a salutare la neve per l'ultima volta. Andiamo di nuovo in quel posto a 2500 m. affittiamo delle slitte e ci divertiamo a scivolare sulla neve. David non da neanche il tempo di arrivare alla fine della piccola pista che subito dice: ancora, ancora, di più di più! Dimentica il piccolo che lui ormai é pesantuccio e salire e scendere con lui al collo puó essere faticoso...
Alle due del pomeriggio, dopo un rapido spuntino, partiamo in direzione a casa. A casa arriviamo alle 9 di sera, dopo 7 ore di viaggio in cui lasciamo Sierra Nevada, andiamo in direzione a Siviglia, poi più su fino a Badajoz dove attraversiamo la frontiera. Autostrada Evora Lisboa, fino a casa nostra, Montijo. Un viaggio di sicuro stancante, ma molto, molto bello.

L'esperienza sulla neve é stata bellissima, da ripetere assolutamente appena possibile. La Sierra Nevada ha dei paesaggi bellissimi, da togliere il fiato. Le persone sono accoglienti.

Due cose voglio far notare:
1) Gli spagnoli hanno poche autostrade, ma molte autovias che altro non sono che vie rapide senza pedaggio. Non abbiamo speso neanche un centesimo in pedaggi in Spagna. FANTASTICO!
2) Se volete un caffé in Spagna non potete chiedere semplicemente: un café por favor. Dovete dire café solo perché se no o vi guardano strano o ci mettono il latte dentro o chissá cosa. Quindi tenete a mente, café solo. Se non lo bevete comunque non vi perdete niente, lo jamón é arte loro, il caffé no...

Foto e filmati seguono in un secondo post.

Hasta luego!

7 commenti:

Raffaella ha detto...

Che meravigliosa vacanza e vedrai che bello quando David potrà sciare: è una grande gioia vedere i propri figli muovere i primi passi sulla neve!

Mana ha detto...

Bentornata, Tinuccia! Leggere i tuoi post mi mette sempre una gran fame. E jamon sia!

Arianna ha detto...

Che bel racconto, a me mancano moltissimo le montagne. Qui in Danimarca non ce ne sono e in Italia abitavo ad un tiro di schioppo dalle Dolomiti.....
E leggere i tuoi post mi fa lo stesso effetto che da a Mana!

Vita di mamma ha detto...

Carissime, credetemi non é mia intenzione affamarvi con i miei post :)
Non si puó non parlare di jamón peró!
Le vacanze sono state molto belle, spero di poter ripetere l'anno prossimo quando mio figlio avrá l'etá per sperimentare lo sci. Credo che gli piacerá moltissimo!

Peperita Patty ha detto...

Mi piacerebbe, la prossima estate, copiarti il viaggio.....

Tokyonome85 ha detto...

voglio quel prosciutto!!!cmq alla fine vi siete tutti divertiti, bravi. Io però non ce la farei , sono troppo freddolosa.

Vita di mamma ha detto...

Peperita cara, mi sembra una buona idea e se vieni da queste parti fammi sapere!
Cara Tokyo a quest'ora panino con jamón mi sembra un'ottima scelta. Comunque, anche se c'é la neve uno non sente il freddo; un pó i vestiti, un pó il sali scendi uno alla fine ha pure caldo! Credimi fa più freddo a casa di mia suocera che lá!!!!